Giappone e Regno Unito conducono esercitazioni militari a Okinawa

Pubblicato il 26 agosto 2021 alle 17:24 in Giappone UK

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La task force della Royal Navy di Londra guidata dalla portaerei HMS Queen Elizabeth ha condotto la sua prima esercitazione congiunta con la Forza marittima di autodifesa del Giappone (JMSDF) di fronte all’isola giapponese di Okinawa, il 24 agosto.

L’esercitazione ha coinvolto mezzi inglesi, olandesi, statunitensi e giapponesi. In particolare, il Regno Unito ha schierato la portaerei Queen Elizabeth, il cacciatorpediniere HMS Defender e l’incrociatore pesante HMS Kent. Tali imbarcazioni sono state poi accompagnate dalla fregata olandese HNLMS Evertsen, dal cacciatorpediniere statunitense USS The Sullivans, dall’incrociatore pesante degli USA USS New Orleans e dal cacciatorpediniere lanciamissili Asahi del Giappone. Dal punto di vista aereo, invece, all’esercitazione hanno partecipato caccia stealth britannici e statunitensi F-35 in decollo dal ponte della portaerei da 64.000 tonnellate e sono state svolte operazioni di addestramento cross-deck utilizzando elicotteri britannici e aerei da trasporto Osprey statunitensi.

Il retroammiraglio giapponese, Yasushige Konno, ha affermato che per il Giappone è “particolarmente significativo” partecipare ad un’esercitazione congiunta con le Nazioni che hanno già schierato i caccia F-35. Gli Stati Uniti e il Regno Unito sono gli unici Paesi che stanno utilizzando tale velivolo, sebbene il Giappone abbia acquistato un certo numero di caccia all’avanguardia e abbia intenzione di operare quarantadue F-35B.  Konno ha poi sottolineato l’importanza di rafforzare la cooperazione con Paesi che “condividono valori universali indipendentemente dalla distanza geografica”.

Secondo un professore di relazioni internazionali della Waseda University, Toshimitsu Shigemura, il luogo scelto per le esercitazioni sarebbe particolarmente significativo. Le acque selezionate per le operazioni si trovano tra il Giappone e Taiwan, a poca distanza dalle isole contese tra Tokyo e Pechino nel Mar Cinese Orientale, chiamate dalla prima Senkaku e dalla seconda Diaoyu. Tali territori, rivendicati anche da Taiwan, sono attualmente amministrati da Tokyo ma nelle acque ad essi circostanti sta crescendo la presenza militare di Giappone e Cina. Per Shigemura, l’esercitazione del 24 agosto avrebbe alto valore simbolico e fungerebbe da messaggio alla Cina rispetto alle intenzioni giapponesi di costruire alleanze di sicurezza sia con i Paesi della regione, sia con altri più distanti.

Londra sta cercando di unirsi agli USA e ai loro alleati per avere un ruolo di maggior rilievo nella sicurezza dell’Indo-Pacifico. Il Paese ha inviato il gruppo da battaglia della portaerei Queen Elizabeth in viaggio verso il Pacifico il 24 maggio scorso, quando le navi hanno lasciato Portsmouth per partecipare ad esercitazioni con partner della NATO nell’Oceano Atlantico e nel Mar Mediterraneo. A inizio luglio, la flotta ha attraversato l’oceano indiano dove ha condotto esercitazioni con la marina indiana, per poi passare per Singapore ed entrare nel Mar Cinese Meridionale per condurre esercitazioni di libertà di navigazione con navi da guerra statunitensi. Prima di arrivare in Giappone, la flotta inglese ha fatto sosta a Guam e a conclusione delle operazioni con le forze giapponesi, parteciperà all’esercitazione Bersa Lima 21 con navi di Australia, Nuova Zelanda, Malesia e Singapore e ad operazioni separate con la Corea del Sud dal 30 agosto al 2 settembre prossimi. In totale il gruppo da battaglia della portaerei Queen Elizabeth condurrà sette mesi di operazioni.

Lo scorso 22 marzo, il primo ministro inglese, Boris Johnson, aveva presentato la strategia geopolitica del suo governo dopo la Brexit, detta Global Britain, che delinea quello che sarà il ruolo del Regno Unito nel mondo nei prossimi 10 anni. Nel documento, particolare attenzione è stata rivolta alla regione dell’Indo-Pacifico e anche alle sfide poste dalla Cina, i cui crescenti potere e fermezza a livello internazionale saranno il principale fattore geopolitico negli anni Venti del secolo in corso, secondo Londra. La Cina è stata poi indicata come la principale minaccia di natura statale alla sicurezza economica del Regno Unito.

Dalla repressione delle proteste pro-democrazia del 2019 e dall’attuazione della legge sulla scurezza nazionale di Hong Kong il 30 giugno 2020, i rapporti tra Londra e Pechino sono peggiorati, in quanto la prima sostiene che il governo cinese stia ridimensionando le autonomie e le libertà dell’isola, un’ex-colonia inglese la cui sovranità era stata restituita alla Cina il primo luglio 1997, in ottemperanza alla Dichiarazione congiunta sino-inglese del 19 dicembre 1984. In tale contesto, il 14 luglio 2020, il governo di Johnson aveva deciso di bandire Huawei dalle proprie reti 5G, ordinando alle società di telecomunicazioni di rimuovere le proprie apparecchiature entro il 2027,

Rispetto alle operazioni tra Giappone e Regno Unito, il 25 agosto, il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Wang Wenbin, ha dichiarato che il parere della Cina è che la cooperazione militare tra Paesi non dovrebbe danneggiare pace e stabilità regionali, così come gli interessi di Paesi terzi. Secondo un professore della Temple University, James Brown, è probabile che i sottomarini della Cina tracceranno i movimenti della flotta inglese.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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