Boko Haram rivendica un attacco nel Sud del Niger

Pubblicato il 26 agosto 2021 alle 11:02 in Niger Nigeria

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Durante la notte tra il 24 e il 25 agosto, centinaia di militanti di Boko Haram hanno attaccato una postazione militare nel Sud del Niger, nella regione di Diffa, uccidendo 16 soldati. 

Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa nigerino, altri 9 soldati sono rimasti feriti e circa 50 dei militanti islamisti sono stati uccisi nel combattimento scoppiato a seguito dell’assalto. Le forze armate sono riuscite a recuperare una quantità significativa di armi a seguito dello scontro.

La regione Sud-orientale del Niger, al confine con la Nigeria, è particolarmente soggetta alle violenze dei gruppi jihadisti. Nello specifico, Boko Haram aveva rivendicato un attentato effettuato nella stessa area, il 12 dicembre 2020, che aveva causato la morte di 28 persone. L’attacco aveva colpito un villaggio situato a Toumour, nella regione di Diffa, poche ore prima che si tenessero le elezioni municipali e regionali in tutto il Niger, il 13 dicembre. Tuttavia, a seguito di scontri tra gruppi jihadisti rivali, Boko Haram aveva diminuito la frequenza dei propri attacchi, mentre nella regione le violenze sono continuate ad aumentare. 

Il Niger ha registrato un aumento degli attacchi nel 2021, sopratutto nella zona nota come “tri-border area”, la parte più occidentale del Paese dove convergono i confini con il Mali ed il Burkina Faso. Le violenze si sono intensificate, in particolare, nella regione di Tillabéri, dove l’ultimo attacco si è verificato il 20 agosto ed ha causato la morte di almeno 17 persone. Nell’area sono attivi gruppi armati e organizzazioni terroristiche affiliate ad al-Qaeda e allo Stato Islamico. La loro presenza ha alimentato i conflitti etnici e religiosi già presenti. Nello specifico, gli attacchi nel Niger occidentale sono cresciuti in modo drastico nei primi 4 mesi del 2021, causando la morte di oltre 300 persone in circa 120 giorni. 

Il confine con la Nigeria, invece, è stato per anni un luogo dominato dall’organizzazione islamista nota come Boko Haram. È stata fondata nel 2002 come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della Sharia. Dal 2013, le forze di sicurezza nigeriane, insieme ai militanti della Civilian Joint Task Force (CJTF), hanno inflitto pesanti perdite a Boko Haram, costringendo il gruppo armato a scappare dalle città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est della Nigeria, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili.

Nel 2016, Boko Haram si è fratturato, dopo disaccordi interni e la significativa perdita di territorio e militanti subita l’anno precedente. Di conseguenza, due grandi fazioni sono emerse: lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (il cui acronimo in inglese è ISWAP), e il Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad (JAS). Successivamente, lo Stato Islamico (IS) ha riconosciuto la fazione ISWAP come sua affiliata, preferendo il leader di quest’ultima, Abu Musab al-Barnawi, a quello di Boko Haram, Abubakar Shekau. Il 6 giugno 2021, l’ISWAP ha annunciato la morte di Shekau, a seguito di un attacco effettuato il 18 maggio dall’affiliata dello Stato Islamico. Da allora, si sono diffuse notizie di militanti di Boko Haram che si sono uniti all’ISWAP, mentre l’organizzazione madre sembrava essere sul punto di sciogliersi. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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