Accordo di cooperazione militare tra Russia e Nigeria

Pubblicato il 26 agosto 2021 alle 13:35 in Nigeria Russia

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La Nigeria e la Russia hanno firmato un accordo di cooperazione militare che delinea un quadro per la fornitura di attrezzature e per l’addestramento delle truppe africane da parte di quelle russe.

Il 25 agosto, l’agenzia di stampa Reuters ha riferito quanto riportato dall’ambasciata di Abuja a Mosca, che ha sottolineato che il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, aveva espresso interesse per un tale patto con la Russia già nel 2019, quando ha incontrato il suo omologo russo, Vladimir Putin, in un vertice Russia-Africa. All’epoca, l’ambasciatore nigeriano in Russia affermò che Buhari riteneva che Mosca potesse essere d’aiuto nella lotta contro l’insurrezione islamica di Boko Haram nel Nord-Est del Paese. 

“L’accordo sulla cooperazione tecnico-militare tra i due Paesi delinea un quadro giuridico per la fornitura di attrezzature militari, la fornitura di servizi post-vendita, la formazione del personale nei rispettivi istituti di addestramento e il trasferimento di tecnologia, tra le altre cose”, ha affermato l’ambasciata nigeriana in una nota. Questa ha poi descritto l’intesa come uno sviluppo fondamentale nelle relazioni bilaterali tra Abuja e Mosca. La Nigeria utilizza già alcuni caccia ed elicotteri russi, oltre ad equipaggiamenti militari acquistati dalle potenze occidentali, tra cui gli Stati Uniti.

A partire dal 29 luglio, i deputati statunitensi avevano sospeso una proposta di vendita da quasi 1 miliardo di dollari di armamenti degli Stati Uniti alla Nigeria, per le preoccupazioni su possibili violazioni dei diritti umani da parte del governo. Alcune fonti che hanno familiarità con la questione hanno riferito che all’epoca il pacchetto proposto, che includeva 12 elicotteri d’attacco e le relative attrezzature, era stato esaminato e la sua vendita era stata messa in pausa dalla Commissione per le Relazioni Estere del Senato e dalla Commissione per gli Affari Esteri della Camera.

La questione relativa alla Nigeria arriva dopo che, ad ottobre del 2020, alcuni funzionari statunitensi si sono lamentati della “forza eccessiva” impiegata dalle forze militari nigeriane contro i civili disarmati scesi in piazza per protestare. Gli USA hanno chiesto moderazione, dopo che i soldati avevano aperto il fuoco sui manifestanti che protestavano contro la brutalità della polizia a Lagos. Numerosi cittadini nigeriani hanno lanciato il movimento noto come “EndSARS”, che ha denunciato la brutalità della Special Anti-Robbery Squad (SARS), ex forza speciale della polizia nigeriana attiva dal 1992.

A seguito di una serie di manifestazioni represse nel sangue, l’11 ottobre 2020, il Governo ha sciolto la SARS, sostituendola con le forze note anche come Special Weapons and Tactics (SWAT), promettendo anche una serie di riforme delle forze di sicurezza. Tuttavia, i cittadini sono tornati in piazza, anche a febbraio, perchè insoddisfatti della gestione da parte del governo della questione. Le proteste nigeriane erano iniziate l’8 ottobre 2020 nella capitale, Abuja, dopo che era stato diffuso in rete un video che riportava l’uccisione di un uomo da parte degli agenti della SARS, nella regione del Delta. La polizia ha negato la responsabilità dell’incidente e ha represso con forza le manifestazioni del movimento “EndSARS”, utilizzando gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili veri. 

Il 28 gennaio 2021, Amnesty International (AI) ha accusato il Governo nigeriano di aver tentato di nascondere l’uccisione di circa una decina di cittadini durante le proteste pacifiche a Lagos, la più grande città della Nigeria, del 20 ottobre 2020. L’esecutivo nigeriano ha istituito una commissione d’inchiesta nello Stato di Lagos per indagare sulle denunce contro la SARS e sugli incidenti di Lekki e Alausa dell’ottobre scorso. Tuttavia, i funzionari e i militari continuano a negare che qualcuno sia stato ucciso durante le proteste, mentre ribadiscono la loro determinazione a punire i leader del movimento “EndSARS”.

In tale contesto, è importante aggiungere che oggi una generale insicurezza domina quasi tutto il territorio nazionale nigeriano. Nel Nord-Ovest continuano a verificarsi continui rapimenti di rapimenti di massa di studenti da parte di banditi che cercano di ottenere riscatti. Intanto, il Nord-Est rimane preda dell’insurrezione islamista che coinvolge le organizzazioni di Boko Haram e dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP) e ha provocato la morte, negli ultimi dieci anni, di circa 350.000 persone. I furti e i sequestri sono all’ordine del giorno in tutto il Paese, così come i conflitti inter-etnici, che provocano spesso violenze e scontri mortali. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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