Zambia: il nuovo presidente al lavoro sul “debito insostenibile”

Pubblicato il 25 agosto 2021 alle 15:18 in Africa Zambia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Durante il suo giuramento, il 24 agosto, il nuovo presidente dello Zambia, Hakainde Hichilema, ha dichiarato che è necessario affrontare il problema del debito “insostenibile” del Paese, sottolineando che il bilancio nazionale è sopraffatto dalle spese per gli interessi. 

Il settimo presidente dello Zambia si trova davanti il compito di rilanciare un’economia appesantita anche dall’oscillazione dei prezzi mondiali delle materie prime e dalla pandemia di COVID-19. “La situazione del debito è diventata insostenibile e riduce la capacità del Paese di investire”, ha affermato Hichilema ai sostenitori che si erano riuniti in uno stadio nella capitale, Lusaka. “Il nostro bilancio nazionale è travolto dai costi del debito… Dobbiamo migliorare questa situazione”, ha aggiunto.

Per fare ciò, l’ex CEO di una società di contabilità di 59 anni deve provare a concludere un accordo con un gruppo eterogeneo di creditori. Dei 12 miliardi di dollari di debito estero dello Zambia, circa 3 miliardi sono in Eurobond, 3,5 miliardi derivano da bilaterali, 2,1 miliardi sono dovuti ad agenzie di prestito, come il Fondo Monetario Internazionale, FMI, e altri 2,9 devono essere resi a banche commerciali. Un quarto del totale del debito è detenuto dalla Cina o da entità cinesi tramite accordi in cui sono presenti clausole di segretezza. Tale situazione rende particolarmente difficili i negoziati per ulteriori aiuti da parte del FMI.

“Il nostro obiettivo nei prossimi cinque anni sarà ripristinare la stabilità macroeconomica”, ha affermato Hichilema. “Presteremo particolare attenzione alla riduzione del deficit fiscale, alla riduzione del debito pubblico e al ripristino della fiducia del mercato nel nostro Paese”, ha aggiunto. Indicando che la fiducia verso lo Zambia continua a crescere, i titoli di Stato denominati in dollari dello Zambia sono aumentati costantemente dalla vittoria a sorpresa di Hichilema, riflettendo l’ottimismo che la sua crisi del debito possa essere risolta. Le obbligazioni hanno guadagnato circa 10 centesimi, con lo spread del debito rispetto ai titoli del Tesoro USA che è sceso sotto i 2.000 punti per la prima volta, il 23 agosto, da marzo 2020.

Lo Zambia versa in gravi difficoltà finanziarie ed è diventato il primo Paese del continente a dichiarare il default sovrano, a novembre 2020, dopo la pandemia, in quanto non è riuscito a rispettare i pagamenti di debiti internazionali. L’economia è stata sostenuta solo parzialmente dai prezzi del rame favorevoli. Il sottosuolo del Paese è infatti ricco di tale risorsa mineraria. In tale contesto, l’ex presidente Edgar Lungu, dopo essere stato in carica per sei anni, ha affrontato l’elettorato tra il crescente risentimento per l’aumento del costo della vita nel Paese e per la repressione del dissenso.

Lungu ha sostenuto che le elezioni non siano state né libere, né eque, citando episodi di violenza nel Paese. Successivamente, in una dichiarazione rilasciata attraverso l’ufficio presidenziale, l’uomo ha affermato che gli agenti elettorali del suo partito sono stati attaccati e cacciati da più seggi. In base alla legge del Paese, se Lungu avesse voluto risolvere tali controversie o far annullare le elezioni, avrebbe dovuto rivolgersi alla Corte Costituzionale entro sette giorni dopo l’annuncio del vincitore per presentare un reclamo.

Secondo quanto riferito da Al-Jazeera English, gli osservatori elettorali internazionali hanno elogiato l’organizzazione trasparente e pacifica delle votazioni, ma hanno condannato le restrizioni alla libertà di riunione e di movimento imposte durante la campagna elettorale. Le forze di sicurezza hanno bloccato alcuni eventi della campagna elettorale di Hichilema, in diverse aree, citando violazioni delle misure di contenimento del coronavirus e un atto di ordine pubblico. L’affluenza alle urne è stata stimata a poco più del 70 per cento.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione