Migranti nel limbo al confine tra Bielorussia e Polonia

Pubblicato il 25 agosto 2021 alle 10:52 in Bielorussia Immigrazione Polonia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha chiesto alla Polonia di accogliere i migranti, per lo più provenienti da Iraq e Afghanistan, bloccati al confine con la Bielorussia da oltre due settimane. “Pur riconoscendo le sfide poste dai recenti arrivi in Polonia, chiediamo alle autorità polacche di fornire accesso al territorio, assistenza medica immediata, consulenza legale e supporto psicosociale a queste persone”, ha affermato, martedì 24 agosto, Christine Goyer, rappresentante dell’UNHCR nel Paese. 

Migliaia di migranti hanno attraversato, negli ultimi mesi, il confine dalla Bielorussia agli Stati dell’UE orientale, come Lettonia, Lituania e Polonia. L’Unione Europea sostiene che il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, stia conducendo una sorta di “guerra ibrida”, utilizzando i migranti per esercitare pressioni sul blocco. La Polonia, dal canto suo, ha dichiarato che non consentirà l’ingresso delle persone al confine. Il primo ministro, Mateusz Morawiecki, ha affermato che ciò significherebbe cedere al “ricatto” di Lukashenko, mentre il ministro della Difesa, Mariusz Blaszczak, ha avvertito che lungo il confine con la Bielorussia sarà costruita una nuova recinzione alta 2,5 metri. Martedì 24 agosto, Morawiecki ha sottolineato che i migranti “si trovano sul lato bielorusso del confine” e che dunque “la Bielorussia è responsabile di questi gruppi”. “Se qualcuno dalla parte bielorussa vuole richiedere lo status di rifugiato, lo faccia a Minsk”, ha detto il primo ministro.

Decine di migranti hanno allestito accampamenti di fortuna all’interno della Bielorussia, vicino al villaggio polacco di Usnarz Gorny, tra le schiere di personale militare di entrambi i Paesi. “Gli Stati hanno il diritto legittimo di gestire le proprie frontiere in conformità al diritto internazionale. Tuttavia, devono anche rispettare i diritti umani, compreso il diritto di chiedere asilo”, ha affermato l’UNHCR in una nota. Il Ministero degli Esteri polacco ha risposto spiegando che Varsavia sta applicando pienamente le disposizioni del diritto nazionale e internazionale in materia di asilo. “La Polonia rispetta pienamente la Convenzione relativa allo status dei rifugiati e ne applica le disposizioni nella situazione attuale. Allo stesso tempo, ci aspettiamo che la Bielorussia, in quanto parte contraente, adempia ai suoi obblighi e fornisca cure adeguate alle persone nel suo territorio”, si legge nella dichiarazione del Ministero. 

Il Comitato di Helsinki per i diritti umani ha dichiarato, martedì, di aver chiesto alla Corte europea dei diritti dell’uomo di adottare misure temporanee per garantire che la Polonia assicuri sicurezza ai migranti e offra loro cibo, acqua e riparo in un apposito centro per rifugiati. Il difensore civico per i diritti umani della Polonia ha affermato che la Guardia di frontiera polacca sta violando la Convenzione di Ginevra non accettando le richieste di alcuni migranti che avrebbero diritto alla protezione internazionale nel Paese.

Dal canto suo, la Lituania, un altro dei Paesi europei coinvolti, ha proposto all’UE di sanzionare i cittadini e le aziende bielorusse che, a suo dire, stanno aiutando i migranti ad entrare negli Stati membri dell’Unione. Lo ha dichiarato, martedì, il ministro degli Esteri Gabrielius Landsbergis. Il presidente bielorusso Lukashenko ha affermato che non tratterrà più i flussi migratori che attraversano il suo Paese dopo le sanzioni europee emesse a seguito delle contestate elezioni presidenziali dello scorso anno e delle successive repressioni governative di manifestanti e dissidenti. “Dobbiamo inviare un segnale molto chiaro non solo alla Bielorussia ma a ogni dittatore che potrebbe usare tale strumento contro l’Unione Europea o uno dei suoi membri. Il messaggio è che non solo fallirà ma otterrà anche una punizione”, ha detto Landsbergis durante una conferenza stampa nella città di confine di Medininkai. “Le sanzioni sono una di queste risposte”, ha aggiunto, specificando che il suo governo ha presentato al Servizio per l’azione esterna dell’UE un elenco di cittadini e società bielorusse che ritiene responsabili dell’aumento degli arrivi di migranti. L’esecutivo lituano ha poi assicurato che, entro settembre 2022, finirà di costruire la recinzione, fatta da 508 km di filo spinato, al confine con la Bielorussia, per un costo di circa 152 milioni di euro.

La Polonia ha registrato più di 4.000 attraversamenti illegali quest’anno ed è diventata una nuova destinazione europea per i richiedenti asilo. Questo mese, il Paese ha assistito ad un imponente afflusso migratorio poiché più di 2.000 persone hanno cercato di entrare illegalmente nel suo territorio. In risposta, Varsavia ha iniziato a costruire una recinzione di filo spinato, ha schierato soldati al confine e ha temporaneamente legalizzato i respingimenti. Il governo sta anche pensando di modificare la legislazione. La maggior parte dei migranti proviene dall’Iraq e dalla Siria oltre che dall’Afghanistan e tutti sono bloccati al confine polacco-bielorusso, presidiato da entrambi i lati dalle forze armate. I migranti, soprattutto i cittadini afgani, chiedono protezione internazionale in Polonia. Nonostante abbiano il diritto di farlo, le richieste delle persone intrappolate alla frontiera vengono respinte dalle autorità polacche.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

 

di Redazione