Guatemala: il presidente nega le accuse di corruzione

Pubblicato il 25 agosto 2021 alle 10:39 in America centrale e Caraibi Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Governo del Guatemala ha smentito, martedì 24 agosto, una serie di accuse di corruzione divulgate dal quotidiano americano The New York Times (NYT), in cui il presidente del Paese, Alejandro Giammattei, è stato incolpato di aver ricevuto denaro da una delegazione russa. “Il presidente del Guatemala respinge categoricamente l’affermazione secondo cui i cittadini russi gli avrebbero dato denaro in cambio di una concessione”, ha affermato la Segreteria per le comunicazioni sociali del capo di Stato latino-americano.

Secondo un resoconto dei media statunitensi pubblicato martedì, un testimone ha affermato di aver consegnato, lo scorso giugno, diverse tangenti a Giammattei, a Città del Guatemala. Il testimone ha comunicato ai Pubblici Ministeri anticorruzione in Guatemala che il denaro proveniva da “una compagnia mineraria” con sede in Guatemala e “sostenuta dalla Russia”, con l’obiettivo di “corrompere il presidente per gestire parte di un porto guatemalteco”.

Il 13 agosto, il Governo latino-americano ha confermato, in una conferenza stampa, che i proprietari della società mineraria MayaNíquel, di origine russa, hanno proposto di affittare uno spazio nel porto di Santo Tomás de Castilla, nel Nord-Est del Guatemala, a un costo inferiore al solito.

Lo scorso luglio, il procuratore generale e capo del Pubblico Ministero, Consuelo Porras, ha licenziato il procuratore anticorruzione Juan Francisco Sandoval, che stava indagando sul caso. “Sandoval era sicuro che Porras avrebbe posto fine alle indagini”, si legge sul NYT.

In seguito alla destituzione dell’ex procuratore anticorruzione, diverse organizzazioni sociali, indigene, contadine e studentesche del Guatemala hanno protestato, il 29 luglio, per chiedere le dimissioni dell’attuale presidente del Paese e di Porras. La rimozione di Sandoval ha generato così tante critiche da parte della comunità internazionale che il Governo degli Stati Uniti ha annunciato, il 27 luglio, che la cooperazione con il Pubblico Ministero guatemalteco sarebbe stata “temporaneamente” paralizzata.

Sandoval ha lasciato il Guatemala, il 24 luglio, per la sua sicurezza. L’ex procuratore, oltre a essere considerato una delle persone chiave nello smantellamento di oltre 60 strutture criminali, ha contribuito, insieme alla Commissione internazionale contro l’impunità (CICIG), un organismo delle Nazioni Unite, a consegnare alla giustizia l’ex presidente del Guatemala, Otto Pérez Molina, e diversi membri del suo gabinetto per atti di corruzione.

Il 23 luglio, Porras ha sottolineato, in un comunicato, che la destituzione di Sandoval è dovuta a “costanti abusi e soprusi frequenti delle istituzioni del Pubblico Ministero”, sottolineando che c’è stata “mancanza di rispetto” nei suoi confronti, pur non spiegando a cosa facesse riferimento o presentando prove a riguardo. Da parte sua, l’ex procuratore ha rivelato, in una conferenza stampa, che il motivo principale della sua rimozione dall’incarico “sarebbero i progressi compiuti nell’indagine che ha coinvolto alti funzionari dell’attuale Governo di Giammattei”. Pertanto, il presidente ha pubblicamente affermato che Porras “è sua amica e che sarebbe stata protetta dal Pubblico Ministero”.

Attualmente, Sandoval è in esilio negli Stati Uniti insieme all’ex capo del Pubblico Ministero Thelma Aldana, anche lei perseguitata per il suo lavoro alla guida dell’ente tra il 2014 e il 2018, in un periodo in cui entrambi hanno accusato più di 250 persone tra ministri, funzionari, deputati e uomini d’affari d’élite.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Ludovica Tagliaferri

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.