Afghanistan: Pechino incontra i talebani

Pubblicato il 25 agosto 2021 alle 18:38 in Afghanistan Cina

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Il vice capo dell’ufficio politico dei talebani afghani, Abdul Salam Hanafi, il 24 agosto, ha incontrato l’ambasciatore cinese in Afghanistan, Wang Yu, a Kabul.

In base a quanto riferito, le parti hanno parlato della situazione attuale in Afghanistan. Rispetto a questo, lo stesso 25 agosto, il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Wang Wenbin, ha annunciato che la Cina e i talebani dell’Afghanistan hanno comunicazioni e consultazioni fluide ed efficaci. Wang ha chiarito che la politica cinese verso l’Afghanistan è coerente e chiara, Pechino intende rispettare l’indipendenza sovrana e l’integrità territoriale dell’Afghanistan e portare avanti una politica di non interferenza negli affari interni dell’Afghanistan. La Cina adotterà misure amichevoli verso tutto il popolo afghano e rispetterà la determinazione in modo autonomo del proprio futuro da parte degli afghani. Wang ha specificato che la Cina intende continuare a sviluppare relazioni di buon vicinato, amichevoli e di cooperazione con l’Afghanistan e a svolgere un ruolo costruttivo nella pace e nella ricostruzione del Paese.

Il portavoce del Ministero degli Esteri non ha fornito dettagli all’incontro a Kabul tra la delegazione di talebani e l’ambasciatore cinese a Kabul.

 Il 28 luglio scorso, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, aveva incontrato una delegazione di nove membri dei talebani capeggiata dal capo politico dell’organizzazione, Mullah Abdul Ghani Baradar, a Tianjin, in Cina. In tale occasione, Wang aveva promesso sostegno per il ruolo dei talebani nella ricostruzione dell’Afghanistan e aveva chiesto loro di interrompere i legami con l’East Turkestan Islamic Movement (ETIM), accusato da Pechino di aver perpetrato attacchi nella regione cinese dello Xinjiang. Per Pechino, tra i membri dell’etnia musulmana e turcofona degli uiguri che vivono nello Xinjiang vi sarebbero persone affiliate all’organizzazione. Quest’ultima era stata fondata nel 1993 da gruppi di jihadisti di etnia uigura provenienti proprio dalla regione autonoma cinese dello Xinjiang, il cui obiettivo sarebbe quello di istituire uno Stato islamico indipendente nel Turkestan dell’Est, termine utilizzato oggi dai separatisti per riferirsi allo Xinjiang.

Il 15 agosto, i talebani si sono insediati nella capitale afghana Kabul, annunciando la rinascita dell’Emirato islamico e la fine della guerra in Afghanistan. Nel giro di poche settimane, il gruppo ha preso il controllo sul Paese conquistando gran parte dei suoi capoluoghi provinciali, spesso senza incontrare resistenza. Una volta che i talebani sono giunti alle porte di Kabul, il 15 agosto, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese per recarsi negli Emirati Arabi Uniti.  

Da allora, la Cina ha deciso di lasciare aperta la propria ambasciata a Kabul, dopo aver rimpatriato gran parte dei cittadini cinesi in Afghanistan prima del 15 agosto. Al contempo, Pechino ha più volte criticato il ritiro statunitense dal Paese e le evacuazioni in corso all’aeroporto di Kabul.

Il 16 agosto, in merito al possibile riconoscimento di un governo afghano guidato dai talebani e alle possibili conseguenze per la Cina, la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha dichiarato che la Cina ha mantenuto contatti e comunicazioni con i talebani, promuovendo una soluzione pacifica della questione afghana. La Cina spera che i talebani insieme a tutti i partiti afghani e a tutte le etnie possano realizzare una pace duratura.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione