L’Iran riprende le esportazioni di petrolio in Afghanistan

Pubblicato il 24 agosto 2021 alle 12:01 in Afghanistan Iran

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Iran ha ricominciato ad esportare prodotti petroliferi in Afghanistan, a seguito di una richiesta dei talebani. Secondo un funzionario iraniano, il nuovo governo di Teheran incrementerà la cooperazione con l’autoproclamato Emirato Islamico afghano. 

 La notizia della ripresa dell’export verso l’Afghanistan è stata riferita in esclusiva da un funzionario iraniano all’agenzia di stampa Reuters, che l’ha resa nota il 23 agosto. “I talebani hanno inviato messaggi all’Iran chiedendo di continuare con le esportazioni di prodotti petroliferi”, secondo Hamid Hosseini, membro del Consiglio di Amministrazione e portavoce dell’Unione degli Esportatori di Petrolio, Gas e Prodotti Petrolchimici dell’Iran, con base a Teheran. I talebani hanno comunicato la richiesta ai commercianti e alla Camera di Commercio iraniana, che ha stretti legami con il governo.

Di conseguenza, l’Amministrazione Doganale della Repubblica Islamica dell’Iran (IRICA), che fa parte del governo, ha revocato il divieto di esportazione di carburante in Afghanistan, che era stato imposto dal 6 agosto, a causa delle preoccupazioni dell’Iran sulla sicurezza degli scambi commerciali verso il Paese, sconvolto dagli scontri sul campo. Secondo Hosseini, oggi queste preoccupazioni sono diminuite grazie all’atteggiamento dei talebani. La fonte ha anche citato la decisione del gruppo di diminuire le tariffe sulle importazioni di carburante dall’Iran e da altri Paesi vicini e ha condiviso con Reuters un documento ufficiale rilasciato dall’Emirato Islamico dell’Afghanistan, il nome con cui i talebani si identificano.

Secondo il documento, il nuovo esecutivo afghano si impegna a diminuire del 70% i dazi sulle importazioni di benzina, gasolio e GPL dai Paesi vicini. La svolta arriva dopo che il prezzo della benzina in Afghanistan ha raggiunto i 900 dollari a tonnellata, a causa dell’attuale situazione nel Paese, dove parte della popolazione è in fuga poiché teme rappresaglie e il ritorno ad una rigida interpretazione della legge islamica, già imposta dai talebani quando erano al potere 20 anni fa. Per contrastare l’impennata dei prezzi, i talebani hanno chiesto all’Iran di mantenere aperti i confini e di continuare a vendere petrolio al Paese. 

Da parte sua, l’Iran è il Paese con la quarta più grande riserva di petrolio al mondo, ma non è riuscito a sfruttarla a pieno negli scorsi anni. L’ultimo round di sanzioni statunitensi, imposte dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a partire dal 2018, ha ridotto significativamente le esportazioni petrolifere del Paese. Secondo Hosseini, il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan, e dalla regione in generale, ha reso i leader di Teheran e Kabul meno nervosi nel trattare più apertamente. 

Le principali esportazioni iraniane in Afghanistan sono benzina e gasolio. L’Iran ha esportato circa 400.000 tonnellate di carburante nel Paese vicino, da maggio 2020 a maggio 2021, secondo un rapporto pubblicato da PetroView, una piattaforma iraniana di ricerca e consulenza su petrolio e gas. I flussi di carburante iraniano sono stati vitali per l’Afghanistan negli ultimi anni, secondo un report del governo afghano, visionato da Reuters. Tra marzo 2020 e marzo 2021, l’Iran ha incassato 367 milioni di dollari con le importazioni dal Paese, principalmente di carburante. Gli altri due fornitori di petrolio più importanti sono il Turkmenistan e l’Uzbekistan con scambi, principalmente in petrolio, valutati rispettivamente a 257 milioni e 236 milioni di dollari.

Le principali destinazioni del carburante iraniano sono le province afghane orientali, nei pressi del confine iraniano, e le regioni meridionali come Kandahar e Nimroz, dove i talebani hanno avuto una forte influenza anche prima della presa di Kabul, avvenuta il 15 agosto. “Penso che il nuovo governo iraniano amplierà significativamente la cooperazione con il governo talebano. L’Iran può facilmente raddoppiare il suo commercio con l’Afghanistan. Il governo di Ashraf Ghani ha sempre cercato di limitare la cooperazione con l’Iran poiché questo era soggetto alle sanzioni statunitensi”, ha sottolineato Hosseini.

Da parte sua, l’Afghanistan non ha mai sviluppato una propria industria petrolifera. Il Paese conta solo sei piccole raffinerie che producono migliaia di barili al giorno di prodotti raffinati ciascuna. Queste funzionano con petrolio leggero proveniente dal Turkmenistan. Le due principali raffinerie dell’Uzbekistan forniscono anche prodotti raffinati su rotaia e camion. Secondo fonti informate sui fatti, le forniture di condensato turkmeno, solitamente greggio leggero, sono cessate a luglio, a causa dei combattimenti tra talebani e forze afghane, ma è previsto che riprenderanno tra circa due settimane. “Il problema è che le banche hanno smesso di funzionare tre giorni fa, quindi potremmo tornare a commerciare solo con contanti”, ha aggiunto la fonte.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione