Indonesia: i rifugiati afghani protestano, spostata l’ambasciata a Islamabad

Pubblicato il 24 agosto 2021 alle 14:11 in Afghanistan Indonesia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Centinaia di rifugiati afghani che vivono in Indonesia e che sono in larga parte appartenenti alla minoranza hazara, il 24 agosto, hanno manifestato contro la presa dell’Afghanistan da parte dei talebani, avvenuta il 15 agosto scorso, e hanno richiesto il ricollocamento in altri Paesi. Intanto, dal 21 agosto, l’Indonesia ha trasferito la propria missione diplomatica a Kabul in Pakistan, dopo aver evacuato decine di persone.

Le proteste degli afghani in Indonesia sono avvenute di fronte all’ufficio dell’Agenzia per i rifugiati dell’Onu (UNHCR) nella capitale Jakarta. Gran parte dei partecipanti ha dichiarato di essere preoccupato per i propri familiari in Afghanistan, soprattutto gli hazara, la maggior parte dei quali è di fede musulmana sciita. Per quest’ultimo motivo, i musulmani sunniti radicali hanno spesso preso di mira gli hazara, che sono discriminati nel Paese a maggioranza sunnita.

L’Indonesia, che il più grande Paese a maggioranza musulmana al mondo, non è tra gli Stati che hanno firmato la Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 e il suo Protocollo del 1967. Il governo di Jakarta non consente ai richiedenti asilo di lavorare o di accedere all’istruzione e alla sanità pubbliche. Secondo stime dell’Onu di aprile 2021, gli afghani rappresentano poco più della metà dei 13.400 rifugiati presenti in Indonesia. Molti richiedenti asilo si sono recati in Indonesia come punto di partenza per raggiungere l’Australia in barca. Tuttavia dal 2013, il governo australiano ha respinto le navi spesso a malapena idonee alla navigazione nelle acque indonesiane.

Un partecipante alle proteste del 24 agosto, Hakmat Ziraki, ha dichiarato che i manifestanti sono tutti impauriti a causa della situazione attuale e starebbero cercando disperatamente di scappare. Uno tra i parenti di Ziraki era tornato in Afghanistan dopo anni passati in Indonesia senza un lavoro mentre nel suo caso, ad oggi, sono stati otto gli anni trascorsi ad aspettare di essere ricollocato.  Gli striscioni della manifestazione del 24 agosto recitavano “L’Afghanistan non è sicuro” e “Ricollocate i rifugiati afghani dall’Indonesia”. I manifestanti si sono dispersi dopo poche ore dall’inizio della manifestazione, dopo che la polizia ha minacciato di arrestarli per aver violato lo stato di emergenza sanitaria a Jakarta, che è stata duramente colpita dal coronavirus.

Proteste simili a quelle del 24 agosto a Jakarta hanno interessato la capitale indiana Nuova Delhi il giorno prima. Anche in tal caso, i rifugiati afghani hanno richiesto di essere riconosciuti come tali, visto che anche l’India  non è tra gli Stati che hanno firmato la Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati. 

Il 15 agosto, i talebani si sono insediati nella capitale afghana Kabul, annunciando la rinascita dell’Emirato islamico e la fine della guerra in Afghanistan. Nel giro di poche settimane, il gruppo ha preso il controllo sul Paese conquistando gran parte dei suoi capoluoghi provinciali, spesso senza incontrare resistenza. Una volta che i talebani sono giunti alle porte di Kabul, il 15 agosto, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese per recarsi negli Emirati Arabi Uniti.  Intanto, i talebani hanno cercato di mostrare un approccio moderato, hanno annunciato un’amnistia in tutto il Paese e hanno chiesto alle donne di unirsi alla struttura di governo in base a quanto previsto dalla Sharia. Tuttavia migliaia di cittadini stanno cercando di lasciare il Paese mossi dal timore che i talebani adottino un’interpretazione particolarmente rigida della legge islamica, come fatto durante il loro contro sul Paese dal 1996 al 2001.

In tale quadro, il 21 agosto, la ministra degli Esteri dell’Indonesia, Retno Marsudi, ha dichiarato che la missione diplomatica di Jakarta a Kabul sarà condotta da Islamabad “temporaneamente”. Inizialmente, Jakarta prevedeva di continuare a condurre le operazioni diplomatiche dalla capitale afghana con un numero esiguo di persone ma vi sarebbero stati “cambiamenti dovuti a nuovi sviluppi”. Saranno quattro i diplomatici di Jakarta che opereranno dal Pakistan e che valuteranno la situazione per determinare i successivi passi da compiere.

 Dopo l’annuncio riguardante l’ambasciata indonesiana a Kabul, Retno ha poi chiesto l’avvio di “un processo politico inclusivo guidato dall’Afghanistan e di proprietà dell’Afghanistan”, che porterà pace e stabilità nel Paese. Retno ha poi fatto un appello affinché i diritti delle donne siano preservati.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione