Indipendenza dell’Ucraina: la parata militare e l’avvertimento alla Russia

Pubblicato il 24 agosto 2021 alle 12:52 in Russia Ucraina

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Il 24 agosto, l’Ucraina ha celebrato il 30° anniversario della sua indipendenza con una parata militare, sottolineando che avrebbe rivendicato le aree del suo territorio annesse dalla Russia.

Unità dell’esercito ucraino, carri armati, mezzi corazzati, missili e sistemi di difesa aerea hanno marciato lungo la via centrale di Kiev. Contemporaneamente, una parata di unità della Marina ucraina si è tenuta nel porto di Odessa, sul Mar Nero. Erano anni che Kiev non organizzava questo tipo di esibizioni dell’arsenale bellico. “Stiamo combattendo per il nostro popolo, perché è possibile occupare temporaneamente dei territori, ma è impossibile occupare l’amore della gente per l’Ucraina”, ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelenskiy, durante una cerimonia prima della parata. “La gente del Donbass e della Crimea tornerà da noi, perché siamo una famiglia”, ha aggiunto.

Il 23 agosto, più di 40 Paesi hanno preso parte alla “piattaforma Crimea”, un vertice a Kiev progettato per mantenere l’attenzione internazionale focalizzata sulla questione. “Farò personalmente tutto il possibile per restituire la Crimea, in modo che diventi parte dell’Europa insieme all’Ucraina”, ha riferito Zelenskiy ai delegati di 46 Paesi. Il ministro all’Energia degli Stati Uniti, Jennifer Granholm, ha affermato che le sanzioni contro Mosca rimarranno in vigore fino a quando la Russia non avrà ceduto il controllo della penisola, aggiungendo che “la Russia deve essere ritenuta responsabile della sua aggressione”, in riferimento all’annessione della Crimea del 2014. Inoltre, a margine del vertice, i ministri dell’Energia di Ucraina, Stati Uniti e Germania hanno discusso delle garanzie per Kiev sul suo futuro come Paese di transito dopo la costruzione del gasdotto russo Nord Stream 2

Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti al mondo. Il primo progetto prese forma nel 1997, quando la russa Gazprom e la Neste, una compagnia petrolifera finlandese, costituirono la North Transgas Oy. L’8 novembre 2011, la Merkel inaugurò il Nord Stream 1 insieme all’ex presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, e l’ex primo ministro francese, François Fillon. Quindi, nell’ottobre 2012, la Russia valutò un ampliamento della cubatura di gas da trasportare in Europa, così si avviò il progetto Nord Stream 2. Ora in fase di completamento, la lunghezza prevista per il gasdotto è di 1.230 chilometri e il percorso che seguirà è analogo a quello del gasdotto Nord Stream 1. Il Nord Stream 2 attraverserà le zone economiche di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia e permetterà alla Russia di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno, generando preoccupazioni per gli Stati Uniti.

Infine, è importante specificare che i difficili rapporti tra Mosca e Kiev sono ulteriormente peggiorati a seguito dello scoppio di una nuova guerra tra le truppe ucraine e le forze armate appoggiate dalla Russia nell’Ucraina orientale, nella regione del Donbass. Secondo Kiev, tale conflitto ha causato la morte di 14.000 persone in sette anni, quando la situazione esplose a seguito delle proteste popolari contro la sostituzione dell’allora presidente ucraino, Viktor Janukovič, di stampo filo-russo, con il nuovo governo filo-occidentale che si era insediato a Kiev. Le tensioni sono tornate a crescere a partire dall’ultima settimana di marzo, quando la Russia ha iniziato a trasferire il proprio arsenale militare e le proprie truppe lungo il confine dell’Ucraina dell’Est. In risposta, Kiev ha denunciato una potenziale provocazione russa nella regione di conflitto. 

Tuttavia, dal 27 luglio 2020, il Gruppo di Contatto Trilaterale (GCT) aveva concordato il cessate il fuoco nel Donbass. L’accordo prevedeva l’osservanza di misure pacifiche quali il divieto di sparare e di collocare armi sia nelle vicinanze, sia all’interno degli insediamenti militari. Le misure, inoltre, prevedevano responsabilità disciplinare per chiunque avesse violato tali imposizioni. Tuttavia, le forze dell’ordine ucraine hanno più volte denunciato la violazione dell’accordo da parte delle forze separatiste delle Repubbliche di Donetsk (DPR) e Lugansk (LPR). Analogamente, le forze della LPR e DPR hanno segnalato numerose violazioni del cessate il fuoco da parte dell’Ucraina stessa.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione