Filippine: Duterte si candiderà come vice presidente

Pubblicato il 24 agosto 2021 alle 20:28 in Asia Filippine

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Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha accettato la nomina da parte del proprio partito, PDP-Laban Party, come candidato alla vice presidenza alle elezioni del 2022.

Il vice presidente esecutivo del PDP-Laban Party, Karlo Nograles, il 24 agosto, ha annunciato che Duterte ha “accettato di fare il sacrificio e ascoltare il clamore della gente”, accettando di presentarsi come candidato vice presidente. L’aiutante di lunga data di Duterte, il senatore Christopher Bong Go, è stato invece selezionato come candidato presidenziale del partito. Il mandato di Duterte scadrà entro il prossimo giugno 2022 e la Costituzione delle Filippine vieta ai presidenti di candidarsi per un secondo mandato. Per questo, alcuni hanno interpretato la sua corsa alla vicepresidenza come un modo per mantenere comunque il potere.

La notizia potrebbe essere un duro colpo per il senatore e lottatore di boxe Manny Pacquiao, che sperava di essere nominato come candidato del partito alla presidenza. Il PDP-Laban è diviso da lotte intestine per un recente incontro durante il quale è stata revocata la nomina di Pacquiao alla presidenza del partito. Secondo esperti citati da South China Morning Post, la decisione potrebbe ancora essere annullata per motivi legali.

Il partito al governo PDP-Laban è al momento diviso tra i sostenitori di Duterte e quelli di Pacquiao. I secondi sostengono che i primi abbiano approfittato dell’assenza del lottatore impegnato in gare sportive per assicurarsi l’approvazione del partito. In particolare, il 17 luglio scorso, mentre Pacquiao era negli Stati Uniti ad allenarsi per un incontro di boxe, il vicepresidente del partito Alfonso Cusi aveva convocato un’assemblea nazionale, su ordine di Duterte, durante la quale erano stati dichiarati vacanti tutti gli incarichi all’interno del partito. La mossa ha estromesso Pacquiao come presidente del partito e Cusi ha assunto tale carica.

Anticipando tale mossa, però, il precedente 3 luglio, il Comitato Esecutivo Nazionale PDP-Laban, con Pacquiao a capo, aveva espulso Cusi dal partito per aver violato la sua costituzione. Gli esperti hanno affermato che ciò significa che Pacquiao potrebbe ora presentare ricorso alla Commissione per le elezioni sulla base del fatto che il coinvolgimento di Cusi ha annullato la decisione del 17 luglio.

Da parte sua, Nograles, che è al momento assistente presidenziale di Duterte, ha affermato che il binomio Go-Duterte servirà a “garantire la continuità” delle guerre del presidente in carica, ovvero quella contro la droga e quella per sconfiggere il terrorismo. Oltre a questo, i due porteranno avanti anche l’iniziativa infrastrutturale di Duterte “Build-Build-Build” e gli sforzi di contrasto alla pandemia.

Prima del 24 agosto, il 17 luglio scorso, Duterte aveva suggerito che nel caso in cui ottenesse la vicepresidenza, tale incarico lo proteggerebbe da qualsiasi responsabilità penale derivante dalla sua guerra alla droga. L’attuale presidente filippino potrebbe essere indagato dalla Corte penale internazionale. Tuttavia, alcuni esperti legali hanno messo in dubbio l’esistenza di un’immunità per il vice presidente.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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