Colombia-Venezuela: i contatti tra Maduro e i dissidenti delle FARC

Pubblicato il 24 agosto 2021 alle 6:53 in Colombia Venezuela

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Un gruppo di dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC), al comando di Miguel Botache, altresì noto come ‘Gentil Duarte’, avrebbe chiesto al governo del Venezuela armi e supporto logistico in cambio di operazioni contro le opposizioni interne. Queste informazioni sarebbero state estratte dal computer personale di Botache, sequestrato dalle forze armate e dalla polizia di Bogotà, e pubblicate dalla rivista colombiana ‘Semana’. L’uomo, a fine luglio, era sfuggito per poco ad un’operazione dell’esercito, difeso dalla sua scorta e in fuga, apparentemente, con un braccio ferito. Sul posto sono stati ritrovate armi e diversi documenti. 

Nelle e-mail trovate sul computer sequestrato, si specifica che i dissidenti delle FARC possiedono circa 7.000 membri e hanno intenzione di “triplicare” la loro presenza in tutta la Colombia. Ciò che stupisce di più è però la corrispondenza tra il leader guerrigliero e Caracas, una “linea diplomatica” che coinvolgerebbe anche altri Paesi in un articolato scambio di “favori”. Al governo del presidente Nicolas Maduro i dissidenti delle FARC chiedono di permettere loro il transito in diversi territori di frontiera, come gli Stati di Zulia, Táchira, Páez, Apure, Bolívar e Amazonas, il ciò attraverso accordi specifici tra le parti che “preservino il principio di clandestinità e di sicurezza nazionale”. Si fa riferimento allo scambio di informazioni per “neutralizzare operazioni di intelligence e contro-intelligence colombiana e nordamericana, gruppi paramilitari e di settori controrivoluzionari venezuelani”. In pratica, la dissidenza offrirebbe il suo aiuto per difendere Caracas da nemici interni ed esterni, “individuare e sopprimere” operazioni di gruppi oppositori chiedendo in cambio armi e supporto logistico. Tra il materiale richiesto ci sarebbero 5.000 fucili, 500 mitragliatrici, mortai da 60 millimetri, sistemi anticarro, sistemi per la visione notturna, armi corte con le relative munizioni, bombe a mano, sistemi antiaerei terra-aria portatili o di fanteria. 

Oltre al Venezuela, la dissidenza Farc pare rivendicare l’apertura di “relazioni diplomatiche anche con Corea del Nord, Iran e Bolivia” per animare, tra le altre cose, una campagna di “riconoscimento” internazionale della guerriglia. Nel caso specifico di Caracas, però, si parla di “operazioni congiunte di carattere strategico” in campo militare, e del “fondamentale” obiettivo di stabilire un “contatto diretto” con settori di fiducia dell’attuale presidente Maduro. “Stabilire meccanismi di comunicazione diretta ed efficace tra il governo bolivariano e la dirigenza delle Farc-Ep per gestire e risolvere in modo efficace qualsiasi tema bilaterale”, si legge nelle e-mail ritrovate sul pc di Botache, stando a quanto riferito dal quotidiano ‘Semana’. 

Il ‘Gentil Duarte’ possiede su di sè un mandato di cattura dell’Interpol e il governo colombiano intende offrire una ricompensa di poco più di un milione di dollari (circa 850.000 euro) in cambio di informazioni che aiutino a catturarlo, secondo il quotidiano digitale argentino ‘Infobae’. L’uomo è uno dei guerriglieri che hanno partecipato, nel 2015, al tavolo dei negoziati tra i membri delle FARC e il governo di Juan Manuel Santos nella città cubana dell’Avana. Tuttavia, al suo ritorno in Colombia, Botache ha ripreso le armi ed è rimasto nascosto tra le giungle del Paese sudamericano. I suoi guerriglieri, noti come “dissidenti”, si sono sfilati dagli accordi di pace stretti a fine 2016 col governo della Colombia.

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di Redazione

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