Washington è pronta per il dialogo con la Corea del Nord

Pubblicato il 23 agosto 2021 alle 14:07 in Corea del Nord Corea del Sud USA e Canada

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L’inviato speciale degli USA per la Corea del Nord, Sung Kim, si è recato in visita a Seoul, in Corea del Sud, dove ha affermato di essere pronto ad incontrare le sue controparti Nord-coreane “ovunque e in qualsiasi momento”, il 23 agosto.

A Seoul, Kim ha incontrato il diplomatico Sud-coreano, Noh Kyu-duk, con il quale ha parlato dei possibili modi per facilitare la diplomazia con la Corea del Nord, compresa la cooperazione umanitaria, fornendo risorse contro il coronavirus, sanitarie e acqua pulita. Kim ha affermato che l’amministrazione del presidente Joe Biden non ha intenzioni ostili verso la Corea del Nord e ha aggiunto che le ultime esercitazioni militari tra Washington e Seoul, tutt’ora in corso, sono operazioni di routine, di natura puramente difensiva e a sostegno delle sicurezza di entrambi i Paesi.

Lo scorso 10 agosto, Kim Yo Jong, la sorella del leader della Corea nel Nord Kim Jong Un, aveva condannato le esercitazioni militari congiunte della Corea del Sud e degli Stati Uniti iniziate la stessa giornata. Per Kim Yo Jong, le esercitazioni sono state “un atto di autodistruzione per il quale si dovrebbe pagare un caro prezzo” poiché minacciano la sicurezza del popolo Nord-coreano e “mettono ulteriormente in pericolo la situazione sulla Penisola coreana”. Kim ha poi aggiunto che tali operazioni sono “l’espressione più vivida della politica ostile degli Stati Uniti” nei confronti della Corea del Nord. La sorella del leader Nord-coreano aveva poi minacciato l’adozione di contromisure non specificate che avrebbero causato “una crisi di sicurezza” per gli USA e la Corea del Sud.

A Seoul, l’inviato speciale degli USA per la Corea del Nord incontrerà anche il vice ministro degli Esteri russo, Igor Morgulov, che sta visitando la capitale Sud-coreana

I dialoghi tra Corea del Nord e Stati Uniti si trovano in una fase di stallo che ha interrotto gli sforzi profusi in tal senso a partire dal 2018. In tale anno, gli USA avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, alla presenza dell’allora presidente statunitense, Donald Trump, e del leader Nord-coreano, Kim Jong Un. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione Nord-coreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

Dopo l’insediamento di Biden alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso, il successivo 30 aprile, a conclusione di un processo di revisione delle politiche statunitensi nei confronti di Pyongyang, il presidente statunitense aveva dichiarato che non avrebbe cercato di concludere alcun “grande affare” con il leader Nord-coreano, seppur non rinunciando alla diplomazia. Al contempo, il 18 giugno, Kim Jong Un aveva affermato che il proprio Paese dovesse prepararsi sia allo scontro, sia al dialogo con gli USA, prestando particolare attenzione al primo scenario. Da allora Kim si è impegnato a rafforzare il deterrente nucleare del propria Paese, esortando il suo popolo a rimanere resiliente in una lotta per l’indipendenza economica di fronte alle pressioni degli Stati Uniti.

La Corea del Nord è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni e avrebbe portato avanti i propri programmi.

Finora, la Corea del Nord ha respinto le richieste di dialogo dell’amministrazione Biden chiedendo a Washington di abbandonare dapprima le proprie “politiche ostili” verso Pyongyang.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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