Taiwan: iniziano le inoculazioni con il vaccino locale

Pubblicato il 23 agosto 2021 alle 18:42 in Cina Taiwan

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Il 23 agosto, a Taiwan, è iniziata la somministrazione dei vaccini sviluppati e prodotti localmente da Medigen Vaccine Biologics Corp e tra i primi vaccinati vi è stata la presidente Tsai Ing-wen.

Il vaccino a subunità proteica che richiede due dosi ed è prodotto da Medigen Vaccine Biologics Corp. aveva ricevuto l’approvazione di emergenza nel mese di luglio 2021, utilizzando una scorciatoia legislativa che aveva suscitato forte opposizione da parte della comunità medica e scientifica di Taiwan. In particolare, i regolatori taiwanesi sono riusciti ad evitare il percorso di approvazione che prevede studi su larga scala e a lungo termine, confrontando il livello di anticorpi che il vaccino di Medigen è stato in grado di generare con quello del vaccino prodotto da AstraZeneca, che è stato approvato da molti governi a livello globale e che è stato sottoposto a tutte e tre le fasi degli studi clinici.

La decisione di dare l’approvazione al vaccino Medigen in base a tale nuovo standard ha spinto un esperto del comitato consultivo sui vaccini a dimettersi. I critici della decisione delle autorità di Taipei hanno affermato che concedere l’approvazione prima che siano terminati gli studi clinici completi non fornirebbe informazioni adeguate sull’efficacia del vaccino reale, sebbene gli studi iniziali possano avere avuto risultati promettenti. Le autorità hanno affermato che, nel momento in cui è stato approvato, il vaccino Medigen aveva manifestato la capacità di indurre la produzione di anticorpi di un livello di 3,4 volte superiore rispetto al vaccino di AstraZeneca.

La presidente Tsai Ing-wen ha ricevuto la prima dose del vaccino Medigen il 23 agosto in una palestra dell’Università Nazionale di Taiwan a Taipei. Al 20 agosto, il 40% della popolazione taiwanese, pari a circa 23 milioni in totale, aveva ricevuto almeno una dose di vaccino contro il coronavirus. Le autorità stanno seguendo una politica in base alla quale è stata data prorità alla somministrazione della prima dose alla maggior parte della popolazione e, al momento, hanno ricevuto due dosi i gruppi maggiormente a rischio.

Fino a maggio 2021, l’isola era stata colpita minimamente dalla pandemia. Ad oggi, Taiwan ha registrato un totale di 15.926 contagi e 828 decessi dall’inizio della pandemia. A maggio 2021, l’isola aveva ricevuto circa 700.000 vaccini. In tale contesto di carenza, le istituzioni taiwanesi avevano accusato quelle cinesi di aver cercato di ostacolare i loro sforzi per ottenere vaccini per le persone che vivono sull’isola. Al contempo, però, Taiwan si era rifiutata di accettare vaccini dalla Cina continentale, ricevendo critiche da Pechino che aveva accusato il Partito progressista democratico (PPD) di Tsai di non curarsi della popolazione locale.

 Più tardi, sia gli USA, sia il Giappone hanno inviato vaccini a Taipei. In particolare, il 4 giugno scorso, Tokyo aveva annunciato per la prima volta la donazione di 1,24 milioni di dosi di vaccini AstraZeneca a Taiwan, attirando critiche da Pechino che ha ritenuto la mossa uno “strumento per guadagni politici egoisti”.  Successivamente, il 6 giugno, tre senatori statunitensi si erano recati a Taiwan, arrivando a bordo di un aereo militare, e avevano promesso alla presidente 750.000 dosi di vaccino contro il coronavirus.

Taiwan è un’isola asiatica considerata dalla Cina una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale, in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Tsai si è altresì impegnata ad intensificare i rapporti dell’isola con Washington, suo maggior fornitore di armi da difesa. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

Nel contesto della pandemia di coronavirus, Taiwan ha accusato la Cina di aver impedito all’isola di partecipare all’ Assemblea mondiale della sanità, l’organo legislativo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e agli sforzi internazionali. Da parte sua, la Cina ha ripetutamente sostenuto di rappresentare anche l’isola. La partecipazione di Taiwan all’ultimo incontro dell’Assemblea mondiale della sanità del 24 maggio scorso era stata esortata anche dai Paesi del G7, ovvero Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e USA, in una dichiarazione congiunta del 5 maggio scorso

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione