Ruanda: l’avvocato di Rusesabagina rimpatriato in Belgio

Pubblicato il 23 agosto 2021 alle 14:21 in Belgio Ruanda

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L’avvocato belga di Paul Rusesabagina, l’uomo che ha ispirato il film “Hotel Ruanda” e attivista politico critico del governo, è stato espulso e dichiarato persona non grata per presunta violazione delle leggi sull’immigrazione.

La notizia è stata riferita il 21 agosto dal sito d’informazione AfricaNews. Al legale di Rusesabagina, Vincent Lurquin, è stato negato l’accesso alla prigione di Kigali, dove il suo cliente è detenuto in attesa del verdetto del processo per terrorismo. La Ruanda Bar Association ha sporto denuncia perché Lurquin non era accreditato per esercitare nel Paese.

Da parte sua, l’avvocato ha denunciato di non essere stato in grado di vedere il suo cliente nell’ultimo anno. “Non ho visto il mio cliente, questo è tutto il problema. Si rifiutano di farmi vedere il mio cliente, sono andato dal presidente dell’ordine che non voleva vedermi, sono andato dal procuratore generale che non voleva vedermi”, ha dichiarato. “In Belgio il ministro degli Esteri ha contattato il suo omologo. Lo ha fatto anche la Procura federale e non vogliono risponderci, non lo fanno”, ha aggiunto il legale. Da parte loro, le autorità ruandesi affermano che Lurquin ha ottenuto un visto che non lo autorizza a lavorare in Ruanda. 

Intanto, il 20 agosto, la magistratura ha ritardato l’emissione del verdetto sul processo per terrorismo di Paul Rusesabagina, ritardando, senza fornire alcuna motivazione. Il tribunale dovrebbe pronunciarsi su Rusesabagina e i suoi 20 co-imputati il 20 settembre, alle 11, ora locale. I pubblici ministeri hanno chiesto l’ergastolo per Rusesabagina. In particolare, il governo del presidente Paul Kagame lo accusa di sostenere il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), un gruppo ribelle accusato di aver effettuato una serie di attentati in Ruanda nel 2018 e nel 2019, causando la morte di almeno 9 persone.

Rusesabagina ha negato qualsiasi coinvolgimento negli attacchi, ma è stato uno dei fondatori del Rwandan Movement for Democratic Change (MRCD), un gruppo di opposizione di cui l’FLN è considerato il braccio armato. Inoltre, in passato, l’uomo aveva invocato la resistenza armata contro il governo in un video di YouTube. Rusesabagina ha rifiutato di presentare una dichiarazione per una qualsiasi delle accuse. L’uomo è stato interpretato da Don Cheadle nel film nominato all’Oscar “Hotel Rwanda”, che raccontava la storia di come questo ha usato il suo lavoro di direttore d’albergo e le sue connessioni con l’élite dell’etnia hutu per proteggere la minoranza tutsi in fuga dal massacro.

Rusesabagina, il cui padre era hutu ma la madre e la moglie erano tutsi, ha negato di aver esagerato il suo ruolo nel salvataggio dei tutsi e non ha risposto pubblicamente alle accuse di sostegno a gruppi armati. Già nel 2010, il procuratore generale del Paese aveva dichiarato che le autorità avevano prove che Rusesabagina avesse finanziato gruppi terroristici, anche se non erano state mosse accuse.

Il presidente del Paese, Paul Kagame, governa il Ruanda dalla fine del genocidio e ha vinto le ultime elezioni, nel 2017, con quasi il 99% dei voti. Ha goduto di un ampio credito e sostegno da parte dei Paesi occidentali per aver tentato di riportare la stabilità al Ruanda, reprimere la corruzione e stimolare la crescita economica nella nazione dell’Africa orientale, formata da 12 milioni di abitanti. Tuttavia, le organizzazioni per la tutela dei diritti umani e l’opposizione nazionale sostengono che il suo governo sia repressivo e autoritario. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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