Libia: l’Egitto in prima linea nella produzione di elettricità

Pubblicato il 23 agosto 2021 alle 15:50 in Egitto Libia

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Mentre la Camera libico-egiziana ha deciso di rinviare i colloqui con le compagnie egiziane per determinare la loro partecipazione nei lavori di ricostruzione in Libia, sono state avviate le prime mosse per la realizzazione di una centrale elettrica a gas a Derna, nell’Est libico. I lavori sono stati affidati a società appaltatrici egiziane.

A rivelare la notizia, lunedì 23 agosto, è stato il quotidiano al-Araby al-Jadeed, sulla base di proprie fonti. In realtà, già il 19 luglio scorso, fonti libiche avevano riferito che il governo libico ad interim aveva autorizzato la Compagnia generale di elettricità a collaborare con una società egiziana, Rowad Modern Engineering, per la realizzazione della centrale elettrica a gas di Derna. Il progetto, dal valore di 868 milioni di euro, include operazioni volte a sviluppare la centrale esistente, collegarla alla rete pubblica e condurre lavori di manutenzione, anche a lungo termine. Al contempo, la Compagnia statale di Trasmissione Elettrica egiziana ha recentemente completato i lavori volti a rafforzare la linea già esistente tra Egitto e Libia, nelle aree di Salloum e Marsa Matrouh, nel Nord-Ovest dell’Egitto, preparandosi a fornire elettricità alla parte libica. In generale, stando a quanto riportato da al-Araby al-Jadeed, il Ministero dell’elettricità egiziano ha elaborato un piano volto ad aumentare la capacità della linea di interconnessione, passando da una capacità attuale pari a 240 megawatt a 500 megawatt in una prima fase.

A tal proposito, il ministro dell’Elettricità egiziano, Mohamed Shaker, ha affermato che l’avvio di progetti elettrici per il collegamento con la Libia, oltre all’ampliamento delle centrali già esistenti, è un obiettivo fondamentale e strategico per i due Paesi. Già il 2 marzo scorso, Shaker aveva riferito che il suo Paese era disposto ad aumentare la capacità della linea di interconnessione elettrica tra Egitto e Libia fino a 450 megawatt, e in futuro si potrebbero raggiungere i 1000 MW. Commentando le linee che collegano i territori egiziani ad altri Paesi del mondo arabo, il ministro aveva affermato che esiste già un collegamento con Libia, Sudan e Giordania, e da quest’ultima si prevede di raggiungere anche l’Iraq.

Come spiega il quotidiano, le mosse sono da inserirsi nel quadro dei tentativi del Cairo di ritagliarsi una fetta nel processo di ricostruzione libico, con l’obiettivo di rilanciare anche la propria economia. Tuttavia, stando a quanto riferito dal presidente della Camera libico egiziana, Nasser Bayan, la partecipazione delle compagnie egiziane nei lavori di ricostruzione dipenderà dalla stabilità politica della Libia e da quanto avverrà a seguito delle elezioni previste per il 24 dicembre e con la relativa formazione di un nuovo governo. A detta di Bayan, le società egiziane dovranno competere con le controparti di Tunisia e Turchia, ma gli imprenditori del Cairo sembrano essere i favoriti. Motivo per cui, lavoratori e compagnie dell’Egitto, ha riferito il presidente, avranno priorità nelle operazioni di ricostruzione e si prevede acquisiranno circa il 25% dei progetti, attraverso partenariati con le controparti libiche.

Nel frattempo, la Libia deve far fronte ad una crisi di elettricità, testimoniata da interruzioni di corrente quotidiane, a loro volta causate da un deficit di approvvigionamento. Nello specifico, il deficit riguardante la generazione di corrente elettrica ha raggiunto i 1.000 MW nella stagione invernale e i 2.500 MW in estate, così come affermato in precedenza dal direttore generale della General Electricity Company Of Libya (GECOL), Ibrahim Falah. A tal proposito, il consigliere del direttore generale di GECOL per gli affari tecnici, Osama al-Saeiti, ha dichiarato che la Libia necessita di 6.500 MW per soddisfare le sue esigenze di consumo nella stagione invernale e 8.000 MW in estate, ma la capacità produttiva ammonta a 5.500. Nonostante il Paese disponga di dieci centrali elettriche in funzione, queste non sono in grado di fornire la quantità di elettricità necessaria, a causa della mancanza di operazioni di manutenzione.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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