Afghanistan: il Qatar continuerà a essere un “mediatore imparziale”

Pubblicato il 23 agosto 2021 alle 12:20 in Afghanistan Qatar

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Il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha affermato che il suo Paese continua a dialogare con i talebani in Afghanistan, incoraggiandoli ad agire come “membri della società afgana”.

Le dichiarazioni del ministro qatariota sono giunte nel corso di un’intervista rilasciata, il 22 agosto, all’emittente televisiva statunitense CNN. Quest’ultima ha evidenziato come il Qatar, oltre a essere sede della più grande struttura militare utilizzata da Washington nel Golfo, al-Udeid, abbia svolto un ruolo di mediazione significativo in Afghanistan, ospitando altresì i colloqui di pace che hanno portato all’accordo tra talebani e USA, il 29 febbraio 2020, con cui gli Stati Uniti si sono impegnati a ritirare tutti i propri soldati presenti in Afghanistan entro quattordici mesi dalla firma dell’intesa. Proprio tale patto è ritenuto essere all’origine dell’escalation che ha consentito ai talebani di prendere il controllo del Paese asiatico e di insediarsi, il 15 agosto, nella capitale Kabul.

Nonostante ciò, Doha, ha riferito il ministro degli Esteri, non si pente del ruolo svolto. Al-Thani ha parlato, in particolare, di un accordo che mirava a portare pace e a salvare vite, da inserirsi nel quadro di sforzi profusi “in buona fede”. Tuttavia, lo stesso ministro ha sottolineato che gli eventi in Afghanistan sono precipitati con velocità a seguito della partenza del presidente Ashraf al-Ghani, che ha lasciato il palazzo presidenziale il 15 agosto stesso.

Come affermato dalla CNN, il Qatar rappresenta tuttora il “legame diplomatico” principale a Kabul. A tal proposito, il ministro al-Thani ha affermato che Doha continua a fare il possibile per spingere i talebani ad agire come parte della società afgana, ma la loro reazione risulta essere, al momento, imprevedibile e lo sarà fino a quando non vi sarà una “risposta chiara”. Per il mediatore qatariota è necessario che il gruppo islamista si impegni in una soluzione pacifica, basata su una sorta di condivisione del potere e sulla salvaguardia delle minoranze e dei diritti umani fondamentali, quelli delle donne in primis. In caso contrario, a detta di al-Thani, né Doha né la comunità internazionale saranno in grado di prestare aiuto.

Come riferito a Fox News, il Qatar è anch’esso impegnato nelle operazioni di evacuazione. Al momento, ha affermato al-Thani, sono circa 7.000 i connazionali e i cittadini afgani che hanno lasciato il Paese, ma i numeri sono in costante crescita. Alle operazioni sul campo, si affiancano i continui contatti intrapresi con gli attori coinvolti nel panorama afgano. Già il 14 agosto, alla vigilia della caduta di Kabul, Doha aveva richiesto ai talebani un cessate il fuoco, mentre è stato lo stesso al-Thani a incontrare, il 17 agosto, una delegazione del gruppo, guidata da Abdul Ghani Baradar, per parlare dei recenti sviluppi e del futuro assetto politico del Paese, basato su un “trasferimento pacifico del potere”.

Risale al 2013 l’apertura di un ufficio politico dei talebani in Qatar, funzionale ai colloqui intrapresi negli anni successivi. Sebbene la situazione in Afghanistan sia stata definita sul campo di battaglia e non al tavolo dei negoziati, gli analisti hanno affermato che fornire uno spazio politico per i talebani ha portato Doha a svolgere un ruolo rilevante, impegnandosi come attore neutrale con tutte le parti coinvolte.

Ora, il capo dell’ufficio politico e vice leader dei talebani, il mullah Abdul Ghani Baradar, è tornato in Afghanistan, a bordo di un aereo dell’aeronautica del Qatar, e non è chiaro quale ruolo svolgerà l’avamposto del Golfo. Al contempo, diversi membri del gruppo islamista continuano a sostare in Qatar, così come la squadra negoziale dell’ex governo afgano, che conta circa 20 membri. Secondo un analista, se Washington non riconoscerà un governo afgano guidato da talebani, sarà difficile per Doha riconoscere un esecutivo di tal tipo ed è improbabile che l’ufficio politico nella capitale qatariota si trasformi in un’ambasciata. Tuttavia, ciò che al momento è più probabile è che il Qatar continuerà ad essere al centro dei futuri negoziati e che difficilmente comprometterà la propria posizione di mediatore neutrale.

Quanto accaduto a Kabul il 15 agosto ha rappresentato l’apice di tensioni in corso da settimane, che hanno consentito ai talebani di prendere progressivamente il controllo del Paese. In realtà, la massiccia offensiva su scala nazionale del gruppo islamista ha avuto inizio ad aprile, da quando il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato che le truppe statunitensi si sarebbero ritirate dall’Afghanistan, dopo due decenni di presenza sul campo. Il ritorno in patria dei soldati degli USA era stato concordato dai rappresentanti di Washington e dei talebani in occasione di uno “storico” accordo di pace concluso tra le parti a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020. L’intesa prevedeva anche una tabella di marcia verso la pace in Afghanistan, la fine dei rapporti tra talebani ed al-Qaeda e la cessazione delle offensive contro i grandi centri urbani. Tuttavia, l’accordo è stato violato più volte e non ha messo fine alle violenze, che sono aumentate durante e dopo le negoziazioni. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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