Israele torna a bombardare la Striscia di Gaza

Pubblicato il 22 agosto 2021 alle 8:45 in Israele Palestina

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Le Forze di Difesa israeliane hanno lanciato, sabato 21 agosto, raid aerei diretti contro la Striscia di Gaza. Al momento, non sono state riportate vittime. L’attacco è giunto a seguito degli scontri tra le forze armate di Tel Aviv e manifestanti palestinesi, riunitisi per commemorare un incendio che, 52 anni fa, aveva colpito la simbolica moschea al-Aqsa, a Gerusalemme.

Secondo quanto riportato da The New Arab, almeno 41 palestinesi sono rimasti feriti da spari di soldati israeliani durante le manifestazioni. Tra questi vi è un ragazzo di 13 anni che versa in condizioni critiche a causa di ferite alla testa. A confermarlo è stato il Ministero della Salute di Gaza, legato al gruppo islamista Hamas. “41 civili sono rimasti feriti “, ha annunciato il suddetto Dipartimento in una nota, dopo che Hamas aveva sottolineato che “migliaia” di manifestanti avevano preso parte alle dimostrazioni. Analogamente, una corrispondente di al-Jazeera English, Youmna al-Sayed, ha rivelato che tra i palestinesi feriti, almeno 10 erano bambini. La giornalista ha poi sottolineato la criticità delle condizioni di almeno due di questi. Secondo al-Sayed, la commemorazione organizzata da Gaza era di tipo “pacifico”. Pertanto, a seguito delle operazioni antisommossa di Israele, Hamas ha denunciato “l’eccessiva forza utilizzata dalle forze israeliane”, soprattutto contro i civili “disarmati”. Il gruppo islamista ha poi ribadito l’impegno del popolo palestinese ad impedire che “l’assedio della Striscia di Gaza”, perpetrato da Israele, continui.

Dall’altra parte, l’esercito israeliano ha rivelato che “centinaia di rivoltosi” palestinesi, nel corso della giornata di sabato, hanno cercato di scavalcare la recinzione del confine Settentrionale della Striscia di Gaza, lanciando “dispositivi esplosivi”. Di conseguenza, al fine di disperdere la folla, le Forze di sicurezza di Tel Aviv si sono servite di gas lacrimogeni, spiegando di aver “risposto con mezzi antisommossa, tra cui fuoco vivo, quando necessario”. Anche un soldato di Israele è rimasto ferito a seguito di colpi d’arma da fuoco sparati da un manifestante. “Un soldato della polizia di frontiera israeliana è stato gravemente ferito da un fuoco vivo proveniente da Gaza e attualmente sta ricevendo cure mediche in un ospedale”, hanno dichiarato fonti militari di Israele.

L’episodio del 21 agosto è stato definito tra i più violenti da quando Israele e Hamas hanno concordato, il 21 maggio scorso, una tregua per porre fine all’escalation scoppiata il 10 maggio. Le tensioni a Gaza hanno avuto inizio dopo che Hamas aveva avvertito il governo di Tel Aviv che avrebbe avviato un attacco su larga scala qualora le forze israeliane non si fossero ritirate dalla Spianata delle Moschee e dal monte del Tempio, oltre che dal compound di al-Aqsa a Gerusalemme. Alla luce della mancata risposta da parte israeliana, Hamas ha iniziato a lanciare razzi contro Gerusalemme già dalla sera del 10 maggio e, nel corso dei giorni successivi, le offensive sono proseguite con attacchi da ambo le parti. Dopo 11 giorni di combattimenti, alle 2:00 di mattina del 21 maggio è entrato in vigore un cessate il fuoco, grazie alla mediazione dell’Egitto. 

Nonostante la tregua, le tensioni tra le parti non si sono mai del tutto placate. In tale quadro, il 16 agosto, le Forze di Difesa israeliane hanno riferito di aver intercettato un missile proveniente dalla Striscia di Gaza. Nonostante nessun gruppo palestinese abbia rivendicato la paternità dell’attacco, Israele ha puntato il dito contro Hamas. Altrettanto rilevante ricordare che qualche giorno prima, il 7 agosto, Tel Aviv aveva effettuato un nuovo bombardamento contro la Striscia di Gaza, affermando di aver colpito le postazioni di Hamas, in risposta ai lanci di palloni incendiari provenienti dall’enclave palestinese, del giorno precedente, il 6 agosto. La parte palestinese, dal canto suo, ha riferito che le proprie operazioni sarebbero continuate fino a quando non verranno allentate le restrizioni di Israele su Gaza.

Il 24 giugno, in un rapporto dell’ONU presentato al Consiglio di Sicurezza, era stato rilevato “un allarmante aumento del livello di violenza tra israeliani e palestinesi, comprese le ostilità tra Israele e i gruppi a Gaza con un’intensità che non si vedeva da anni”. Il documento sottolinea che il cessate il fuoco, dopo gli 11 giorni di combattimenti tra Tel Aviv e la Striscia, a maggio, “rimane molto fragile”, e ha aggiunto che le Nazioni Unite stanno lavorando a stretto contatto con Israele, con i palestinesi e con i partner internazionali, incluso l’Egitto, “per consolidare la cessazione delle ostilità, consentire l’ingresso di urgenti aiuti umanitari e stabilizzare la situazione a Gaza”.

Come riferito dal Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, l’ultima guerra a Gaza ha segnato la peggiore escalation delle ostilità tra Israele e Palestina dal 2014, con i gruppi armati palestinesi che hanno sparato oltre 4.000 razzi e proiettili verso Israele e le forze israeliane che hanno effettuato oltre 1.500 attacchi aerei, terrestri e marittimi attraverso la Striscia di Gaza. Le tensioni di maggio hanno provocato la morte di 259 palestinesi, di cui 66 bambini e 41 donne, e 9 israeliani, tra cui 2 bambini. Centinaia di israeliani sono rimasti feriti. 

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

 

di Redazione

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