Siria: Israele ritorna a colpire

Pubblicato il 20 agosto 2021 alle 8:28 in Israele Siria

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Le forze di difesa aerea siriana hanno riferito di aver respinto un attacco missilistico, attribuito a Israele, nella tarda serata del 19 agosto. Sono stati diversi gli obiettivi colpiti in Siria, tra cui la periferia della capitale, Damasco.

La notizia è stata diffusa dai canali siriani filogovernativi, come l’agenzia di stampa SANA. Stando a quanto dichiarato da una fonte militare, alle 23:03, ora locale, il “nemico israeliano” ha lanciato razzi dal Sud-Est di Beirut, prendendo di mira le postazioni situate nelle vicinanze di Damasco e di Homs, nell’Ovest della Siria. Le forze di difesa aerea siriana, ha aggiunto la fonte, sono state in grado di abbattere la maggior parte dei missili, mentre sono ancora in corso le operazioni volte a verificare eventuali danni e vittime. Altre fonti hanno poi specificato che gli obiettivi dell’attacco israeliano sono stati la periferia Nord di Damasco, l’aeroporto militare di Mezzeh, Homs e la regione di Qalamoun. Non da ultimo, fonti mediatiche libanesi hanno riferito che i missili hanno attraversato lo spazio aereo del Libano, passando anche per i sobborghi della capitale Beirut.

Parallelamente, attivisti l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) hanno riportato che almeno 3 dei missili lanciati il 19 agosto hanno colpito depositi di armi e postazioni di Hezbollah nell’area di Qarrah, al confine amministrativo con la periferia Sud-Ovest di Homs. Si tratta di una regione caratterizzata da una forte presenza dell’organizzazione paramilitare sciita, dispiegata in diverse postazioni impiegate altresì per contrabbandare petrolio dal Libano. Anche il SOHR ha specificato che, sinora, non è stata registrata alcuna vittima, mentre le forze di difesa di Damasco a Qasyon, Jabal al-Mane’ e della 91esima Brigata hanno lanciato una serie di missili, nel tentativo di far fronte all’attacco israeliano.

Israele, da parte sua, non ha rilasciato commenti a riguardo, ma raramente conferma i propri attacchi in Siria. Dall’inizio del 2021, sono stati registrati circa 17 episodi simili, che hanno provocato il ferimento o la distruzione di più di 41 obiettivi, inclusi edifici, depositi di armi e munizioni, postazioni militari e centri di produzione di armamenti. Nel 2020, invece, era stato l’esercito israeliano a riferire di aver bombardato circa 50 obiettivi siriani. In realtà, è dal 2011 che Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, Iran ed Hezbollah in primis. Negli ultimi mesi, le operazioni attribuite a Israele hanno mirato a colpire soprattutto le milizie filoiraniane, stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco. 

L’episodio più recente ha avuto luogo nella sera del 17 agosto, quando un forte incendio è divampato nei pressi di Quneitra, nel Sud- Ovest della Siria, a seguito di un attacco missilistico attribuito a Israele. Neanche in tale occasione sono state riportate vittime. Una fonte dalle Alture del Golan ha dichiarato, al quotidiano al-Araby al-Jadeed, che sono stati due i siti ad essere stati colpiti il 17 agosto. Il primo appartenente al gruppo sciita Hezbollah, mentre il secondo si pensa fosse l’ufficio del comandante delle 90esima Brigata della Prima divisione siriana, il brigadiere generale Hussein Hamoush.

A detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza in Siria, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee. Funzionari militari siriani e dell’intelligence occidentale hanno poi affermato che in cima alla lista dei target di Israele vi sono le infrastrutture che potrebbero consentire all’Iran di produrre missili a guida di precisione sul territorio siriano, erodendo il vantaggio militare regionale di Israele.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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