Incontro Putin-Merkel: tensioni sul caso Navalny

Pubblicato il 20 agosto 2021 alle 20:27 in Germania Russia

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La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha condotto la sua ultima visita ufficiale in Russia, il 20 agosto, e ha chiesto al presidente russo, Vladimir Putin, di liberare il critico del Cremlino Alexei Navalny. Parallelamente, il governo di Londra e quello di Washington hanno imposto sanzioni contro 7 soggetti russi sospettati di essere coinvolti nell’avvelenamento di Navalny del 20 agosto 2020.

Dopo i colloqui, parlando ai giornalisti, Merkel ha affermato di aver parlato della situazione “deprimente” di Alexei Navalny. Merkel ha dichiarato: “Ho chiesto ancora una volta al presidente di rilasciare Navalny e ho chiarito che rimarremo sul caso”. Putin ha respinto le osservazioni di Merkel, pur non identificando Navalny per nome e riferendosi all’uomo solo “soggetto”. Putin ha chiarito che l’uomo non è stato condannato per le sue attività politiche, ma per un “reato contro partner stranieri”, riferendosi ad accuse di appropriazione indebita. Il presidente russo ha poi aggiunto che nessuno dovrebbe nascondersi dietro attività politiche per “realizzare progetti imprenditoriali, violando la legge”.

Lo stesso 20 agosto, in una lettera scritta in occasione dell’anniversario dell’avvelenamento di Navalny, che è stata pubblicata su tre giornali europei, Navalny ha fatto appello all’Occidente affinché faccia di più per combattere la corruzione in Paesi come la Russia.

Il 44enne Navalny è uno tra i principali critici del presidente russo. Il 20 agosto 2020, mentre si trovava a bordo di un volo diretto da Tomsk, città siberiana in cui si era recato per incontrare i propri alleati in vista delle elezioni regionali di settembre, a Mosca, ha iniziato ad accusare malori, costringendo l’aereo ad un atterraggio d’emergenza ad Omsk, dove è stato trasferito in ospedale. Due giorni dopo, Navalny è stato poi portato a Berlino dove è stato curato nella clinica di Charité della capitale tedesca e ha poi passato la convalescenza in un villaggio nella Black Forest, in condizioni di massima sicurezza. Un laboratorio d’analisi militare tedesco ha determinato che l’avvelenamento fosse avvenuto attraverso un agente nervino sviluppato dalla casa russa Novichok. Dopo essere guarito, Navalny ha accusato le autorità russe di essere responsabili dei fatti, avvalorando le sue accuse con alcune prove raccolte dal gruppo di ricerca Bellingcat e con registrazioni telefoniche che incriminerebbero una delle persone incaricate del suo assassinio. Tali accuse sono state respinte in toto da Mosca che si è altresì rifiutata di aprire un’indagine criminale rispetto all’episodio.

Dopo aver lasciato la Germania, al suo arrivo in Russia il 17 gennaio scorso, Navalny è stato arrestato in connessione a quelle che le autorità hanno definito “gravi violazioni” di una sentenza di detenzione sospesa, ricevuta nel 2014. Molti Paesi occidentali hanno sostenuto che la Russia abbia architettato le accuse a carico di Navalny. 

Oltre a Navalny, i due leader hanno affermato di aver discusso di Afghanistan, Libia e del gasdotto Nord Stream 2 dalla Russia alla Germania. Putin ha riferito ai giornalisti che mancano solo 15 chilometri per completare il gasdotto sottomarino a cui si sono opposti gli Stati Uniti. La Merkel ha affermato di aver esortato Putin ad estendere l’accordo di transito del gas di Mosca che scade nel 2024 all’Ucraina. Putin ha detto ai giornalisti che la Russia ha intenzione di rispettare pienamente i suoi obblighi sul transito del gas attraverso l’Ucraina e che Mosca è pronta a estendere l’accordo di transito oltre il 2024. Putin ha affermato che vi sono ancora questioni da risolvere con l’Ucraina. Sull’Afghanistan, Putin ha affermato che non era nell’interesse della Russia soffermarsi sui risultati della campagna militare statunitense in tale Paese e che è importante stabilire relazioni di buon vicinato con l’Afghanistan.

Le relazioni tra Merkel e Putin si erano inasprite nel 2014 quando la Russia ha annesso la Crimea dall’Ucraina, attirando condanne e sanzioni dall’Occidente.

Merkel dovrebbe dimettersi dalla sua carica di cancelliera dopo le elezioni del 26 settembre prossimo, mettendo fine ai suoi 16 anni in carica. Putin, che è al potere da più di due decenni, è il prossimo candidato alle elezioni nel 2024, anche se non ha detto se parteciperà.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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