Gli Stati Uniti sanzionano 3 alti funzionari cubani

Pubblicato il 20 agosto 2021 alle 14:47 in America Latina Cuba

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Gli Stati Uniti hanno sanzionato, giovedì 19 agosto, 3 alti funzionari cubani in risposta alla “violenta repressione” delle manifestazioni antigovernative scoppiate l’11 luglio. Roberto Legra e Andrés Laureano González, del Ministero delle Forze armate rivoluzionarie (MINFAR), e Abelardo Jiménez, del Ministero dell’Interno (MININT), sono stati inclusi nella lista nera del Tesoro.

Legra è vicecapo di Stato maggiore generale e capo della direzione delle operazioni delle forze armate rivoluzionarie (FAR), che durante le proteste hanno schierato le truppe di prevenzione (TDP), un’unità della polizia militare. González è invece il capo dell’esercito centrale e Jiménez è il direttore delle carceri a Cuba.

Le sanzioni, applicate ai sensi del Global Magnitsky Act, comportano il congelamento di ogni proprietà negli USA e vietano qualsiasi transazione attraverso il sistema finanziario statunitense. Washington “continuerà a ritenere responsabili coloro che consentono al Governo cubano di perpetuare le violazioni dei diritti umani”, ha affermato Andrea Gacki, direttore dell’Ufficio per il controllo dei beni esteri (OFAC). “Le forze di sicurezza cubane hanno arrestato più di 800 persone in seguito alle proteste, molte delle quali sono tenute in detenzione preventiva”, ha affermato il Tesoro in una nota. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha avvertito L’Avana che aumenterà le sanzioni “a meno che non ci sia un cambiamento drastico a Cuba”.

L’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso, il 13 agosto, nuove disposizioni contro le autorità cubane, per presunto eccesso di forza e abuso di autorità durante le proteste dell’11 luglio sull’isola caraibica. I funzionari Romárico Vidal Sotomayor e Pedro Orlando sono stati inclusi nell’elenco degli Specially Designated Nationals (SDN) e, di conseguenza, è stato vietato loro l’ingresso negli Stati Uniti e i loro beni sono stati congelati.

Il ministro degli Esteri cubano ha osservato, su Twitter, che gli USA “dovrebbero applicare a sé stessi la legge globale Magnitsky per atti di repressione quotidiana e brutalità della polizia che sono costati 1.021 vite nel 2020”. Tale legge consente agli Stati Uniti di sanzionare i cittadini stranieri sospettati di gravi violazioni dei diritti umani o di corruzione su vasta scala e di applicare sanzioni economiche per questi atti illegali.

Il ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez, ha respinto le sanzioni degli Stati Uniti contro le truppe di prevenzione del Ministero delle Forze armate rivoluzionarie e contro gli alti funzionari del Ministero dell’Interno. “Queste misure riflettono gli standard di un Governo abituato alla manipolazione e alla menzogna per mantenere il blocco contro Cuba”, ha dichiarato Rodríguez.

Da parte sua, Biden ha sostenuto che le sanzioni sono state imposte affinché il Governo cubano sia “responsabile delle sue azioni” e ha anche avvertito che potrebbero essere annunciate nuove misure contro “i responsabili dell’oppressione del popolo cubano”. “Questo è solo l’inizio. Il nostro sostegno al popolo cubano è assicurato”, ha riferito Biden.

Le proteste a Cuba sono iniziate l’11 luglio, quando migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Paese, dall’Avana a Santiago, per protestare contro il Governo a causa della mancanza di cibo e delle medicine, delle interruzioni della connessione a Internet e della gestione della pandemia di Covid-19. A ciò si aggiunge anche l’embargo commerciale imposto dall’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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