Gaza: sì di Israele ai finanziamenti del Qatar

Pubblicato il 20 agosto 2021 alle 11:45 in Israele Palestina

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Israele ha riferito di aver raggiunto un accordo con il Qatar e le Nazioni Unite, relativo a un meccanismo per inviare aiuti finanziari dallo Stato del Golfo alla Striscia di Gaza. Si tratta di un modo per sostenere l’enclave a seguito della violenta escalation verificatasi dal 10 al 21 maggio scorso.

La notizia è stata diffusa il 19 agosto, giorno in cui le autorità israeliane hanno altresì autorizzato l’ingresso di ulteriori risorse e merci attraverso il valico di Kerem Shalom, precedentemente limitate al 30%, includendo solo materiale medico, per la pesca, e a materie prime per l’industria e per il settore tessile. Circa l’accordo raggiunto con Doha e l’Onu, queste potranno trasferire pagamenti in contanti alle famiglie più bisognose di Gaza. In particolare, saranno circa 100.000 le famiglie palestinesi che riceveranno stipendi mensili pari a 100 dollari, secondo quanto riferito dal Comitato per la ricostruzione.

Il Qatar non ha relazioni diplomatiche formali con Israele, ma, in coordinamento con il governo israeliano, ha fornito a Gaza più di 1,5 miliardi di dollari nell’ultimo decennio per aiutare a finanziare stipendi e fornire elettricità e aiuti alle famiglie più povere dell’enclave. In particolare, ogni mese venivano consegnati a Gaza circa 30 milioni di dollari in contanti attraverso un valico controllato da Israele. Tuttavia, dopo il conflitto di maggio, Tel Aviv aveva impedito a Doha di trasferire denaro a Gaza, temendo che Hamas, il gruppo palestinese avversario, potesse beneficiare dei fondi per finanziare le proprie operazioni militari. Inoltre, il governo israeliano aveva inizialmente affermato che la ripresa degli aiuti sarebbe stata subordinata al rilascio, da parte di Hamas, di due civili israeliani prigionieri, nonché dei resti di due soldati israeliani.

Successivamente, Israele ha cambiato la propria posizione e, il 19 agosto, il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, ha dichiarato di aver parlato con il Qatar per stabilire un meccanismo con cui verrà garantito che il denaro qatariota e delle Nazioni Unite raggiunga i più bisognosi, “pur mantenendo le esigenze di sicurezza di Israele” e continuando ad esercitare pressione affinché le proprie richieste vengano esaudite. Tra queste, il ritorno dei soldati e dei cittadini israeliani tenuti in ostaggio da Hamas. Anche Gantz ha evidenziato che gli aiuti finanziari saranno trasferiti a centinaia di migliaia di abitanti di Gaza dalle Nazioni Unite, direttamente sui loro conti bancari, con Israele che supervisionerà i destinatari.

La speranza è che la mossa israeliana possa allentare le tensioni al confine israeliano con Gaza. Hamas, che ha più volte lanciato palloni incendiari verso Israele anche dopo la tregua, aveva minacciato un’escalation se gli aiuti del Qatar fossero rimasti bloccati. In tale quadro, il leader di Hamas, Yahya Sinwar, aveva precedentemente promesso che il suo gruppo non avrebbe preso nemmeno “un solo centesimo” degli aiuti destinati alle operazioni di ricostruzione di Gaza, che includevano 5,5 milioni di dollari in aiuti immediati dagli Stati Uniti. Con gli scontri di maggio, più di 4.000 abitazioni a Gaza sono state distrutte o danneggiate, con perdite stimate, dalla Banca Mondiale, fino a 380 milioni di dollari. Egitto e Qatar hanno promesso aiuti pari a 500 milioni di dollari ciascuno per le operazioni di ricostruzione.

Le tensioni a Gaza hanno avuto inizio il 10 maggio, dopo che Hamas aveva avvertito il governo di Tel Aviv che avrebbe avviato un attacco su larga scala qualora le forze israeliane non si fossero ritirate dalla Spianata delle Moschee e dal monte del Tempio, oltre che dal compound di al-Aqsa a Gerusalemme. Alla luce della mancata risposta da parte israeliana, Hamas ha iniziato a lanciare razzi contro Gerusalemme già dalla sera del 10 maggio e, nel corso dei giorni successivi, le offensive sono proseguite con attacchi da ambo le parti. Dopo 11 giorni di combattimenti, alle 2:00 di mattina del 21 maggio è entrato in vigore un cessate il fuoco.

Tuttavia, da allora le tensioni non si sono mai del tutto placate. Il 7 agosto, Israele ha effettuato un nuovo bombardamento contro la Striscia di Gaza, affermando di aver colpito le postazioni di Hamas, in risposta ai lanci di palloni incendiari provenienti dall’enclave palestinese, del giorno precedente, il 6 agosto. Poi, il 16 agosto, per la prima volta dalla tregua di maggio, le Forze di Difesa israeliana hanno riferito di aver intercettato e colpito un missile proveniente dalla Striscia di Gaza. Nessun gruppo palestinese ha rivendicato l’attacco, ma Israele ha puntato il dito contro Hamas.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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