I talebani afghani e i talebani pakistani non sono la stessa cosa

Pubblicato il 19 agosto 2021 alle 13:46 in Afghanistan Pakistan

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I talebani afghani e i talebani pakistani sono due gruppi distinti che operano nei due Paesi centro-asiatici. I due gruppi condividono legami storici e di fedeltà, hanno ideologie affini che divergono su alcune questioni e rapporti diametralmente opposti con le autorità pakistane.

Il movimento dei talebani afghani è nato nel 1994 nella città afghana di Kandahar, il fondatore fu Mullah Mohammad Omar e fu seguito da studenti “dediti alla purificazione religiosa del Paese e alla creazione di un emirato”. Inizialmente, i talebani attirarono alcuni membri dai combattenti detti “Mujahideen”, che respinsero le forza sovietiche negli anni Ottanta, con il sostegno della CIA e dell’intelligence pakistana. Nell’arco di due anni, i talebani presero il controllo su gran parte dell’Afghanistan e, nel 1996, proclamarono la nascita dell’emirato islamico e il loro governo fu caratterizzato da una rigida interpretazione della legge islamica.  In tale contesto, nel 2001, gli Stati Uniti invasero l’Afghanistan con l’obiettivo di ribaltare le autorità sostenute dai talebani, i quali avevano fornito asilo ad Al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Nel 2003, intervennero in Afghanistan anche le forze della NATO, decimando la presenza dei talebani sul territorio afghano e relegandoli in alcune roccaforti. Da allora, il gruppo ha condotto un’insurrezione contro il governo afghano e i suoi alleati occidentali per ripristinare l’emirato islamico che si è protratta fino alla presa di Kabul da parte dei talebani lo scorso 15 agosto. Quest’ultima è avvenuta in concomitanza con il ritiro delle truppe statunitensi e della NATO dal Paese, iniziato nel 2021 e accordato con l’intesa di pace tra talebani e USA del 29 febbraio 2020.  Durante i vent’anni di presenza statunitense in Afghanistan, il leader del gruppo Mullah Mohammad Omar era riuscito a nascondersi ed è poi morto nel 2013 nella città pakistana di Karachi. Dopo il 2001, alcuni leader del gruppo trovarono rifugio in Pakistan e ricevettero aiuto dall’establishment di sicurezza della Nazione. In Afghanistan, invece, raccolsero consenso tra coloro che lamentavano la presenza statunitense e la corruzione del governo e condussero una campagna di terrore.

Il gruppo dei talebani pakistani, o Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), si è formato a partire da gruppi di talebani presenti e operativi in Pakistan che si sono uniti nel 2007 e che sono fedeli al leader dei talebani afghani. Al momento, quest’ultimo gruppo è guidato dal leader supremo Haibatullah Akhundzada, il quale detiene potere decisionale finale sugli affari politici, religiosi e militari dell’organizzazione. L’obiettivo del TTP è quello di portare la legge della Sharia in Pakistan e sovvertire le autorità di Islamabad con attacchi all’esercito e alle autorità. Così come i talebani afghani, anche il TTP promuove una linea conservatrice dell’Islam e la sua ideologia è vicina a quella di Al-Qaeda. Il leader del TTP è Noor Wali Mehsude il suo vice, Faqir Muhammad, è stato liberato nelle ultime settimane in Afghanistan dai talebani locali. Al momento, il gruppo sta portando avanti numerosi attentati terroristici all’interno dei confini pakistani come quello dello scorso  21 aprile, quando il TTP aveva fatto esplodere un’autobomba contro un hotel di Quetta, capoluogo del Balochistan, che ospitava l’ambasciatore cinese nel Paese, Nong Rong, e che ha provocato 5 morti e 12 feriti. Il TTP aveva dichiarato che l’obiettivo dell’attacco erano forze di polizia e non l’ambasciatore cinese.

Rispetto al legame con Al-Qaeda, i talebani afghani hanno avuto rapporti stretti con l’organizzazione, tant’è vero che i leader del gruppo ospitarono Osama bin Laden e altri leader di Al-Qaeda per pianificare gli attentati dell’11 settembre. Dopo tali eventi, i talebani afghani hanno negato di aver mantenuto i legami con Al-Qaeda, promettendo agli USA di interrompere qualsiasi legame dopo il 29 febbraio 2020. Il TTP, invece, hanno mantenuto stretti legami con Al-Qaeda, soprattutto nelle aree di confine tra Pakistan e Afghanistan.

In merito alle modalità operative dei due gruppi, secondo fonti legate al Ministero della Difesa indiano, alcune fazioni all’interno del TTP andrebbero oltre al Qaeda nel loro orientamento radicale e sarebbero estremamente settari nella loro visione, come lo Stato islamico. I talebani afghani, invece, avrebbero rivisto la loro agenda anti-sciita, che li aveva portati a condurre attacchi di genocidio contro gli sciiti afghani, soprattutto gli hazara, nei primi anni ’90.

Altra differenza significativa tra i due gruppi talebani è poi la loro visione diametralmente opposta dell’esercito pakistano e delle autorità di Islamabad. Da un lato, i talebani afghani mantengono stretti legami con l’esercito pakistano e con il governo che ha sostenuto di essere riuscito a fare pressioni sugli insorti, nell’ambito dei colloqui di pace intra-afghani iniziati il 12 settembre 2020. Dall’altro lato, i talebani pakistani considerano l’esercito pakistano non islamico, ipocrita e da eliminare e, per questo, cercano di colpirlo con ripetuti attacchi.  Secondo fonti indiane, tale criticità è irrisolta perché l’esercito pakistano non è stato in grado di tenere sotto controllo il TTP, nonostante la sua influenza sui talebani afghani, ai quali i talebani pakistani devono la loro fedeltà.

Di recente, invece, il Pakistan è stato accusato dalle autorità di Kabul deposte dai talebani il 15 agosto scorso di aver assistito i talebani nei recenti scontri con il governo, fornendo ad esempio assistenza medica entro i confini pakistani ai militanti. Prima ancora, Islamabad era stata accusata di aver consentito l’ingresso di militanti in Afghanistan attraverso il confine Da parte sua, il Pakistan aveva più volte accusato le ormai ex autorità di Kabul di ospitare i talebani pakistani. Dopo la presa di Kabul, il TTP si è congratulato con i talebani afghani, il 17 agosto scorso, e anche il primo ministro pakistano, Imran Khan, ha accolto con favore la notizia annunciando che l’Afghanistan “ha spezzato le catene della schiavitù” e lo stesso hanno fatto altre figure di primo piano dello Stato pakistano.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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