Pakistan: attacco contro la comunità sciita, 3 morti e 50 feriti

Pubblicato il 19 agosto 2021 alle 16:06 in Asia Pakistan

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La polizia del Pakistan ha reso noto che, il 19 agosto, l’esplosione di una bomba posta ai lati di una strada durante una processione di musulmani sciiti ha causato la morte di 3 persone e il ferimento di altre 50, nella città di Bahawalnagar, nella provincia del Punjab. L’attacco non è stato ancora rivendicato.

Dopo la circolazione di video dell’accaduto sui social media, il funzionario cittadino della polizia, Mohammad Asad, e il leader della comunità sciita locale, Khawar Shafqat, hanno confermato la notizia. Il secondo ha specificato che, l’esplosione è avvenuta mentre la processione di fedeli stava attraversando una zona affollata della città, nota come Muhajir Colony. Shafqat ha condannato l’attacco e ha chiesto al governo di innalzare i livelli di sicurezza durante eventi di tale genere, che sono in corso anche in altre aree del Paese. Secondo alcuni testimoni locali, al momento, vi sarebbero forti tensioni e la comunità sciita locale starebbe chiedendo di essere compensata.

Secondo quanto riferito da Associated Press, le comunicazioni nell’area dell’accaduto sarebbero difficoltose in quanto le autorità avrebbero sospeso i servizi di telefonia mobile nel Paese dal 18 agosto, in vista della festività sciita di Ashoura che quest’anno ricorre tra il 18 e il19 agosto. Quest’ultima ricorda la morte del nipote del profeta Maometto, Hussein, uno dei santi più venerati nell’Islam sciita, avvenuta nel VII secolo.

Gli sciiti sono una minoranza in Pakistan dove la popolazione è in larga parte sunnita, in particolare il gruppo rappresenta il 20% dei circa 220 milioni di abitanti del Paese. Gli sciiti pakistani sono stati spesso bersaglio di attacchi da parte di fondamentalisti sunniti.

Tra i gruppi che in passato hanno attaccato la comunità sciita del Pakistan vi sono stati i talebani pakistani, anche noti come Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP). Il 25 novembre 2012, il gruppo aveva affermato di aver condotto un attacco con bomba durante una processione sciita per la festività di Ashoura a Dera Ismail Khan, nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa, nel quale erano morte 5 persone e altre 90 erano state ferite. Tale aggressione era stata preceduta da cinque giorni di attacchi rivendicati dai talebani pakistani, durante i quali avevano perso la vita almeno 30 persone e altre 100 erano state ferite. Al tempo, il The Guardian aveva descritto il TTP come “un gruppo sunnita estremista che attacca di frequente gli sciiti, considerati eretici”. In particolare, il gruppo avrebbe agito spesso in occasione della festività di Ashoura in quanto richiama numerosi fedeli sciiti.

Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) è una diramazione del gruppo dei talebani afghani che si è formata a partire da gruppi di talebani presenti e operativi in Pakistan che si sono riuniti nel 2007 e che sono fedeli alla leadership dei talebani afghani. L’obiettivo del TTP è quello di portare la legge della Sharia in Pakistan e sovvertire il governo di Islamabad con attacchi all’esercito e alle autorità. Così come i talebani afghani, anche il TTP promuove una linea conservatrice dell’Islam e la sua ideologia è vicina a quella di Al-Qaeda. Il leader del TTP è Noor Wali Mehsude il suo vice, Faqir Muhammad, è stato liberato nelle ultime settimane in Afghanistan dai talebani locali.  Il gruppo ha legami con Al-Qaeda soprattutto nelle aree di confine tra Pakistan e Afghanistan.

Al momento, il TTP sta portando avanti numerosi attentati terroristici all’interno dei confini pakistani come quello dello scorso  21 aprile scorso, quando un’autobomba è esplosa nei pressi di un hotel di Quetta, capoluogo del Balochistan, che ospitava l’ambasciatore cinese nel Paese, Nong Rong, provocando 5 morti e 12 feriti. Il TTP aveva dichiarato che l’obiettivo dell’attacco erano forze di polizia e non l’ambasciatore cinese.

Rispetto ai talebani afghani, il TTP avrebbe un orientamento più radicale e sarebbe estremamente settario, come lo Stato islamico. I talebani afghani, invece, avrebbero rivisto la loro agenda anti-sciita, che li aveva portati a condurre attacchi di genocidio contro gli sciiti afghani, soprattutto gli hazara, nei primi anni ’90. Altra differenza significativa tra i due gruppi talebani è poi la loro visione diametralmente opposta dell’esercito pakistano e delle autorità di Islamabad. Da un lato, i talebani afghani mantengono stretti legami con l’esercito pakistano e con il governo che ha sostenuto di essere riuscito a fare pressioni sugli insorti, nell’ambito dei colloqui di pace intra-afghani iniziati il 12 settembre 2020. Dall’altro lato, i talebani pakistani considerano l’esercito pakistano non islamico, ipocrita e da eliminare e, per questo, cercano di colpirlo con ripetuti attacchi. 

Secondo osservatori citati dal The Guardian, la presa del potere da parte dei talebani afghani a Kabul, il 15 agosto scorso, potrebbe rinforzare il TTP che aspira a creare un emirato islamico in Pakistan, simile a quello realizzato dai talebani in Afghanistan tra il 1996 e il 2001.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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