Malesia: il Parlamento sceglie il nuovo premier

Pubblicato il 19 agosto 2021 alle 19:07 in Asia Malesia

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L’ex vice premier della Malesia, Ismail Sabri, appartenente allo United Malays National Organization (UMNO) ha ottenuto il sostegno della maggioranza del Parlamento per diventare il prossimo primo ministro del Paese, il 19 agosto.

In totale sono stati 114 su 220 i legislatori a votare in favore di Ismail alla presenza del sovrano del Paese, il sultano Abdullah Sultan Ahmad Shah. Ogni parlamentare ha incontrato il sovrano per un minuto o due ripetendo la propria scelta e dichiarando di agire volontariamente senza essere forzati. Il Parlamento malese è composto di 222 sedute, due tra le quali sono al momento vacanti. Per questo, per ottenere una maggioranza semplice per formare un governo sono sufficienti 111 parlamentari. Il 20 agosto dovrà quindi riunirsi la Conferenza dei governanti, che comprende i nove sovrani malesi degli Stati monarchici del Paese e i quattro governatori degli altri Stati, che avrà l’ultima parola sulla questione.

Se la Conferenza dei governanti dovesse confermare la scelta del Parlamento UMNO tornerà ufficialmente alla guida del Paese, dopo aver perso alle elezioni di maggio 2018, a causa dello scandalo AMDB. La nomina di Ismail potrebbe poi rappresentare la terza volta in cui la Malesia cambia primo ministro negli ultimi tre anni e Ismail diventerebbe il nono primo ministro del Paese.

L’attuale primo ministro ad interim del Paese, Muhyiddin Yassin, che si è dimesso insieme al governo lo scorso 16 agosto, ed è a capo della coalizione Perikatan Nasional ha affermato che tale fazione politica sostiene Ismail. L’appoggio di Muhyiddin è stato vincolato al fatto che il suo successore non nomini tra i ministri persone che stanno affrontando accuse criminali. Più leader di UMNO, compreso il presidente Ahmad Zahid Hamidi e l’ex premier, Najib Razak, stanno affrontando più accuse di corruzione.

L’opponente di Ismail è il leader dell’opposizione, Anwar Ibrahim, a capo della Pakatan Harapan, ma sembrerebbe non aver ottenuto i numeri necessari a diventare premier.

L’attuale crisi di governo culminata con le dimissioni del 16 agosto è iniziata con il ritiro della fiducia per Muhyiddin da parte di 15 tra i parlamentari di UMNO al governo. In Malesia è appena scaduto lo stato d’emergenza che era stato dichiarato da Muhyiddin lo scorso 12 gennaio per restare in vigore fino al primo agosto scorso, a causa della diffusione del coronavirus. Da tale data in poi, le sedute parlamentari erano state sospese. In molti avevano criticato tale decisione sostenendo si fosse trattato di un tentativo del premier di rinsaldare il suo potere e, dopo aver subito varie pressioni, tra cui quella del sovrano malese, il sultano Abdullah Ahmad Shah, Muhyiddin aveva deciso di riconvocare il Parlamento per il 26 luglio.

Muhyiddin, appartenente al partito Bersatu, era diventato primo ministro della Malesia dopo che, il 24 febbraio 2020, era caduto l’esecutivo guidato dall’alleanza Pakatan Harapan, con a capo l’ex-premier, Mahathir Mohamad, quando molti dei suoi membri si erano uniti ad altri partiti dell’opposizione portando l’ex primo ministro alle dimissioni. Quest’ultimo, a sua volta, era al potere dalle elezioni dell’8 maggio 2018, che aveva vinto contro la coalizione del Barisan Nasional, dominata da UMNO, che aveva governato la Malesia per 6 decenni.

Secondo gli avversari di Muhyiddin, il suo governo sarebbe stato il frutto di un “furto di potere”, in quanto sarebbe stato istituito grazie ad uno spostamento di alleanze avvenuto a seguito delle dimissioni del suo predecessore e non attraverso il processo elettorale. Dalla sua nomina, la legittimità del suo governo era stata ripetutamente messa in discussione. Con la diffusione della pandemia di coronavirus sono aumentate le critiche relative alla sua leadership anche in relazione alla gestione dell’emergenza sanitaria.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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