Venezuela: il segretario dell’ONU celebra la firma del memorandum tra il Governo e l’opposizione

Pubblicato il 18 agosto 2021 alle 7:36 in America Latina Venezuela

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Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha dichiarato, il 16 agosto, di “apprezzare la firma del memorandum d’intesa” tra il Governo venezuelano e l’opposizione. Durante un evento pubblico presso il Museo Nazionale di Antropologia in Messico, il Paese in cui si sono svolti questi incontri, Guterres ha incoraggiato entrambe le parti “a impegnarsi pienamente in un dialogo inclusivo e significativo nel pieno rispetto dei diritti umani”. Guterres ha ribadito “il suo forte sostegno agli sforzi di facilitazione della Norvegia” e ha apprezzato anche il supporto del Messico, dei Paesi Bassi e della Russia in questo processo.

I dialoghi sono guidati dal presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, e dalla Plataforma Unitaria, composta da quattro partiti di opposizione, tra cui Primero Justicia, guidato da Henrique Capriles, e Volontà popolare, di Leopoldo López e Juan Guaidó.

Maduro ha assicurato che i dialoghi con l’opposizione, iniziati il 13 agosto, “hanno già avuto successo” e ha celebrato la firma del memorandum che ha dato ufficialmente inizio alla trattativa di pace. La firma del documento ha segnato la “conclusione di oltre 6 mesi di dialogo tra il Governo del Paese latino-americano e l’opposizione”. “I colloqui di pace tra il Venezuela e i settori estremisti della destra sono cominciati bene”, ha ribadito il presidente, sottolineando di aver chiesto “l’inclusione di tre punti fondamentali in questo protocollo d’intesa”.

Tra questi, il primo è “il riconoscimento delle legittime autorità del Venezuela” che, secondo Maduro, si manifesta con la firma del presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez, come plenipotenziario dell’Esecutivo, e del “coordinatore o leader” dell’opposizione, Gerardo Blyde.

Il secondo punto consiste nel “porre fine alla violenza”. Il presidente ha pertanto assicurato che, nel memorandum firmato, “entrambe le parti si sono impegnate a cessare tutte le cospirazioni”. Il terzo punto riguarda invece “la revoca di tutte le sanzioni internazionali” che Maduro ha definito “un elemento centrale”.

Il capo di Stato non ha tuttavia fatto riferimento a una quarta condizione che lui stesso ha sollevato il primo giugno, quando ha affermato che le trattative con l’opposizione dovrebbero essere pubbliche affinché il Paese possa conoscerne tutti i dettagli. “Le negoziazioni devono essere un atto pubblico, con telecamere e giornalisti, con dichiarazioni, immagini e trasparenza. Il Paese deve conoscere i dettagli “, ha comunicato il presidente durante un atto del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV).

Nel mese di gennaio 2019, Washington e molti altri Paesi, tra cui la Colombia, il Brasile e l’Uruguay, avevano riconosciuto Guaidó come presidente ad interim dell’Assemblea Nazionale del Paese, sostenendo che l’elezione dell’attuale presidente, nel 2018, “fosse stata disonesta”, causando l’interruzione dei rapporti diplomatici tra gli Stati Uniti ed il Venezuela. Maduro, da parte sua, era riuscito a mantenere il potere grazie al supporto dei militari e dei suoi alleati internazionali, tra cui la Russia, la Cina e Cuba.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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