Perù: il Ministro degli Esteri si dimette

Pubblicato il 18 agosto 2021 alle 12:28 in America Latina Perù

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Il presidente del Perù, Pedro Castillo, sta affrontando la sua prima crisi di Governo con le dimissioni, avvenute martedì 17 agosto, del suo ministro degli Esteri, Héctor Béjar. Béjar, che è stato in carica per 19 giorni, si è ritirato dopo aver affermato che “il terrorismo in Perù è stato avviato dalla Marina“. “Questo può essere storicamente dimostrato”, ha comunicato Béjar, riferendosi ad alcuni incidenti alcuni anni prima della comparsa del gruppo di estrema sinistra Sendero Luminoso.

L’ufficio stampa della presidenza ha dichiarato, in un comunicato, che il segretario degli Affari Esteri ha consegnato una lettera di “dimissioni irrevocabili” e il presidente l’ha accettata. Jorge Montoya, ammiraglio in pensione e attuale legislatore per il conservatore Rinnovamento popolare, ha affermato che i commenti di Béjar “stanno danneggiando tremendamente l’immagine del Ministero degli Esteri e offuscano il prestigio delle nostre forze armate”.

La Marina ha contestato i commenti, affermando, in una dichiarazione, che “deplora dichiarazioni di questa natura che cercano di distorcere la storia della pacificazione nazionale”.

Sendero Luminoso, fondato nel 1980, è un’organizzazione di ispirazione marxista, leninista e maoista, che voleva instaurare nel Paese un regime rivoluzionario contadino comunista ed è considerata tra le più violente dell’America del Sud. Tra il 1980 e il 2000, il gruppo era stato coinvolto in una guerriglia interna, in Perù,causando un totale di circa 69.000 morti, secondo le stime della Commissione per la Verità e la Riconciliazione (CVR).

Da allora, la maggior parte dei leader del gruppo terroristico, tra cui il fondatore Abimael Guzmán, è stata incarcerata, ma nel territorio della Valle dei fiumi Apurímac, Ene e Mantaro (VRAEM) ci sono ancora diversi gruppi armati che affermano di far parte dell’organizzazione e che si suppone abbiano legami con i trafficanti di droga del Paese. “Vogliono trasmettere il messaggio che i membri del gruppo terroristico Sendero Luminoso sono ancora attivi, vogliono attirare l’attenzione per dividere la popolazione e hanno intenzione di arrivare al potere con le armi o attraverso le elezioni”, ha spiegato al quotidiano Deutsche Welle Pedro Yaranga, analista peruviano esperto di sicurezza globale e terrorismo, sottolineando che questi gruppi armati si trovano ora sotto il comando di Víctor Quispe Palomino.

Nel corso della sua campagna elettorale, il presidente del Perù è stato ripetutamente accusato dai suoi oppositori di aver mantenuto rapporti con i membri ancora attivi di Sendero Luminoso. Il gabinetto nominato da Castillo ha ricevuto diverse critiche da vari politici per l’idoneità dei suoi ministri, in riferimento soprattutto a Bellido. Diversi gruppi di persone e di attivisti si sono riuniti, il primo agosto, lungo l’Avenida de la Peruanidad, a Jesús María, per protestare contro il Governo del nuovo presidente. La manifestazione, promossa sui social network come “Marcia contro la dittatura comunista”, è iniziata alle 15:00, con punto d’incontro intorno al Campo de Marte. In questo contesto, la polizia ha rafforzato la sicurezza intorno alla casa del capo di Stato a Breña.

Il 9 agosto, il Primo ministro del Perù, Guido Bellido, e il leader del principale partito di Governo, Vladimir Cerrón, sono stati incriminati dalla Procura per presunto riciclaggio di denaro nel finanziamento di Peru Libre, formazione politica con cui Pedro Castillo ha vinto le elezioni presidenziali. Secondo la risoluzione del Pubblico Ministero, diffusa da vari media nazionali, Vladimir Cerrón avrebbe guidato una rete di finanziamenti illegali destinati alle campagne elettorali. Bellido, da parte sua, è stato accusato di presunta apologia del terrorismo per aver reso omaggio sui social a Edith Lagos, una delle figure più note della guerriglia Sendero Luminoso, nei primi anni ‘80.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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