Il Cile accoglierà una decina di famiglie afghane

Pubblicato il 18 agosto 2021 alle 15:52 in Afghanistan Cile

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Il presidente del Cile, Sebastián Piñera, ha annunciato che il Paese riceverà, nei prossimi giorni, una decina di famiglie afghane che stanno cercando di fuggire dallo Stato asiatico. “Il Cile sta collaborando e si è già impegnato per aiutare le donne che si battono per i diritti in Afghanistan e che si sentono minacciate”, ha comunicato il presidente alla stampa. “La crisi politica che sta vivendo l’Afghanistan è di proporzioni gigantesche. É molto facile distruggere le istituzioni democratiche ed è difficile costruirle”, ha aggiunto Piñera.

Il presidente ha sottolineato che in Afghanistan c’è anche una crisi umanitaria perché il precedente governo dei talebani in Afghanistan “è stato molto crudele con le donne”. “Per questo dobbiamo avere una solidarietà speciale per questo Paese”, ha sottolineato il capo di Stato cileno.

Il Ministro degli Esteri latino-americano, Andrés Allamand, ha indicato che il volo di evacuazione delle donne non è stato in grado di partire martedì, 17 agosto, come previsto, ma potrebbe farlo mercoledì 18. “Il Ministero degli Esteri lavora con Paesi amici e alcune ONG per aiutare le donne leader delle organizzazioni per i diritti umani a fuggire da Kabul”, ha comunicato Allamand in una dichiarazione ufficiale.

L’annuncio è arrivato il giorno dopo che il presidente afghano, Ashraf Ghan, è fuggito dal Paese mentre gli insorti sono entrati nella capitale per prendere il potere. La paura della violenza si è diffusa in città, dove migliaia di persone stanno cercando di fuggire. “Il trionfo dei talebani in Afghanistan è una vergogna per il mondo e una tragedia per le donne, che vedranno sopraffatte le loro garanzie individuali”, ha aggiunto Allamand.

Nel frattempo, il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell’ONU, il 16 agosto, che la comunità internazionale agisca insieme per preservare il rispetto dei diritti umani in Afghanistan e impedire che il Paese diventi “un rifugio per il terrorismo”. “Sono particolarmente preoccupato per i resoconti delle crescenti violazioni dei diritti umani contro le donne e le ragazze in Afghanistan che temono un ritorno ai giorni più bui”, ha affermato il diplomatico portoghese.

Il crollo dell’Afghanistan è avvenuto poco dopo che le forze statunitensi e della NATO hanno iniziato la fase finale del loro ritiro delle truppe, cominciato nel mese di maggio, consegnando tutte le loro basi militari agli afghani. Nella tarda serata del 15 agosto, gli Stati Uniti hanno confermato di aver “completato” l’iter per trasportare all’aeroporto della capitale afghana 4.000 dipendenti della propria ambasciata a Kabul.

Il ministro dell’Interno afghano, Abdul Sattar Mirzakwal, ha affermato che non ci sarà “nessun attacco alla città” e che “è in corso un trasferimento pacifico del potere al Governo di transizione”.

I talebani, il cui nome deriva dalla parola araba ṭālib che signfica “studente”, sono un gruppo di fondamentalisti islamici formatisi nelle scuole coraniche afghane e pakistane ed emersi, nel 1994, da una brutale guerra civile in Afghanistan, in seguito al ritiro dell’Unione Sovietica dal Paese.

Il mullah Mohammed Omar, che sarebbe diventato il fondatore dei talebani afghani, era deluso dal fatto che la legge islamica non fosse stata istituita nel suo Paese dopo la fine dell’occupazione sovietica. Omar ha dunque unito 50 studenti e ha promesso di liberare l’Afghanistan dai signori della guerra e dai criminali, cercando di ripristinare l’ordine, la pace e la sicurezza nel Paese che era stato devastato dalla guerra.

Il gruppo crebbe rapidamente, con il sostegno del Pakistan, e iniziò a conquistare diverse città e province. Inizialmente, i talebani erano popolari perché si pensava che eliminassero la corruzione e rendessero le aree in cui guadagnavano potere di nuovo sicure per il commercio. Nel 1996, il gruppo prese Kabul e rovesciò il Governo. Nel 1998, il regime talebano controllava il 90% dell’Afghanistan.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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