Il capo del Comando meridionale degli USA ha sostenuto una “soluzione diplomatica” alla crisi in Venezuela

Pubblicato il 18 agosto 2021 alle 15:30 in America Latina Venezuela

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Il capo del comando meridionale degli Stati Uniti, l’ammiraglio Craig Faller, ha dichiarato martedì 17 agosto, di “sostenere pienamente una soluzione diplomatica” in Venezuela, nell’ambito dell’inaugurazione a Miami della Conferenza della Difesa del Sud America.

L’ammiraglio, che ha sottolineato che la sessione del forum annuale è stata dedicata in particolare al cyberspazio e alle minacce spaziali nella regione, in particolare da parte della Russia e della Cina, ha indicato che le questioni in Venezuela sono “diplomatiche e politiche”.

Il capo di Southcom, che supervisiona le operazioni militari statunitensi in America Latina e nei Caraibi, ha criticato il Governo del presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ritenendo una “vergogna aver distrutto il Paese per 25 anni e aver violato i diritti umani delle persone”. “So che si sta facendo molto lavoro a livello internazionale per raggiungere una soluzione diplomatica e la sosteniamo pienamente. Quello su cui ci concentriamo è come possiamo condividere meglio le informazioni? Come possiamo sostenerci meglio a vicenda nella regione?”, si è chiesto Faller.

In questo senso, l’ammiraglio ha sottolineato che è “molto importante” aiutare la Colombia, che ha ospitato un grande numero di migranti venezuelani. Secondo Faller, inoltre, è necessario comprendere “meglio la complessa situazione” in Venezuela attraverso intelligence e informazioni, in modo di avere un Esercito forte che dissuaderà qualsiasi conflitto”.

Il presidente della Colombia, Iván Duque, ha chiesto all’Unione Europea, il 7 aprile, di esercitare “maggiori pressioni” sul Governo del presidente venezuelano sostenendo che sia “chiaramente la dittatura più brutale che l’America Latina abbia mai visto nella sua storia recente”. 

Il presidente colombiano ha espresso la sua richiesta durante un’intervista pubblicata dal quotidiano El Mundo e ha insistito sulla necessità di “ripristinare la democrazia” nel Paese vicino. “Bruxelles deve dare il suo contributo affinché ci sia finalmente una democrazia in Venezuela”, ha riferito Duque. Il capo di Stato colombiano ha poi denunciato la “collusione permanente e la protezione che Maduro offre ai gruppi terroristici e ai trafficanti di droga nel suo territorio”.

Nel mese di gennaio 2019, Washington e molti altri Paesi, tra cui la Colombia, il Brasile e l’Uruguay, avevano riconosciuto Guaidó come presidente ad interim dell’Assemblea Nazionale del Paese, sostenendo che l’elezione dell’attuale presidente, nel 2018, “fosse stata disonesta”, causando l’interruzione dei rapporti diplomatici tra gli Stati Uniti ed il Venezuela. Maduro, da parte sua, era riuscito a mantenere il potere grazie al supporto dei militari e dei suoi alleati internazionali, tra cui la Russia, la Cina e Cuba.

Maduro ha assicurato che i dialoghi con l’opposizione, iniziati il 13 agosto, “hanno già avuto successo” e ha celebrato la firma di un memorandum che ha dato ufficialmente inizio alla trattativa di pace.  “I colloqui di pace tra il Governo e i settori estremisti della destra sono cominciati bene”, ha affermato il presidente, sottolineando di aver chiesto l’inclusione di tre punti “fondamentali” in questo protocollo d’intesa.

Tra questi, il primo è “il riconoscimento delle legittime autorità del Venezuela”, che si manifesta con la firma del presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez, come plenipotenziario dell’Esecutivo, e del coordinatore dell’opposizione, Gerardo Blyde. Il secondo punto consiste nella “cessazione della violenza” e il terzo riguarda “la revoca di tutte le sanzioni internazionali” che Maduro ha definito “un elemento centrale”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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