Venezuela: Maduro propone un “dialogo diretto” con gli Stati Uniti

Pubblicato il 17 agosto 2021 alle 12:36 in America Latina Venezuela

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Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha comunicato, lunedì 16 agosto, che proporrà “l’apertura di un dialogo diretto” con il Governo degli Stati Uniti, nell’ambito del processo di negoziazioni in Messico con l’opposizione. “Proporremo l’apertura di un dialogo con gli USA per affrontare tutte le questioni bilaterali. E se promuoviamo un’agenda sul tavolo, potremmo far ritornare i dirigenti aziendali nel nostro Paese”, ha comunicato il presidente, in una conferenza stampa con i media internazionali.

Maduro ha assicurato che i dialoghi con l’opposizione, iniziati venerdì 13 agosto, “hanno già avuto successo” e ha celebrato la firma di un memorandum che ha dato ufficialmente inizio alla trattativa che ha definito “di pace”. La firma del documento ha segnato la “conclusione di oltre 6 mesi di dialogo tra il Governo e l’opposizione”. “I colloqui di pace tra il Venezuela e i settori estremisti della destra sono cominciati bene”, ha affermato il presidente, sottolineando di aver chiesto “l’inclusione di tre punti fondamentali in questo protocollo d’intesa”.

Tra questi, il primo è stato “il riconoscimento delle legittime autorità del Venezuela”. Secondo Maduro, questo riconoscimento si manifesta con la firma del presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez, come plenipotenziario dell’Esecutivo, e del “coordinatore o leader” dell’opposizione, Gerardo Blyde.

Il secondo punto consiste nella “cessazione della violenza”. Il presidente ha pertanto assicurato che, nel memorandum firmato, “entrambe le parti si impegnano a porre fine a tutte le cospirazioni”. Il terzo punto è “la revoca di tutte le sanzioni internazionali” che Maduro ha definito “un elemento centrale”.

Tuttavia, il capo di Stato non ha fatto riferimento a una quarta condizione che lui stesso ha sollevato il primo giugno, quando ha affermato che le trattative con l’opposizione dovrebbero essere pubbliche affinché il Paese possa conoscerne tutti i dettagli. “Se dobbiamo radunare il tavolo, deve essere un atto pubblico, con telecamere e giornalisti, con dichiarazioni, immagini e trasparenza. Il Paese deve conoscere i dettagli “, ha comunicato il presidente durante un atto del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV).

Nel mese di gennaio 2019, Washington e molti altri Paesi, tra cui la Colombia, il Brasile e l’Uruguay, avevano riconosciuto Guaidó come presidente ad interim dell’Assemblea Nazionale del Paese, sostenendo che l’elezione dell’attuale presidente, nel 2018, “fosse stata disonesta”, causando l’interruzione dei rapporti diplomatici tra gli Stati Uniti ed il Venezuela. Maduro, da parte sua, era riuscito a mantenere il potere grazie al supporto dei militari e dei suoi alleati internazionali, tra cui la Russia, la Cina e Cuba.

Le relazioni tra Stati Uniti e Caracas si sono aggravate quando l’ex presidente degli USA, Donald Trump, ha imposto sanzioni alla compagnia petrolifera statale venezuelana (PDVSA), nel tentativo di allontanare il capo di Stato venezuelano, Nicolás Maduro, dal potere. Dopo che Joe Biden è stato eletto nuovo presidente degli USA nel mese di novembre 2020, Maduro ha affermato di voler riprendere i rapporti con la Casa Bianca. Un alto funzionario di Washington ha riferito all’agenzia di stampa Reuters, il 26 febbraio, che l’amministrazione Biden “non ha fretta” di revocare le sanzioni imposte da Trump al Paese latino-americano, ma sta attualmente valutando di allentarle nel caso in cui ci siano progressi nel dialogo tra Maduro e l’opposizione.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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