Venezuela: il Governo e l’opposizione si rincontreranno a settembre

Pubblicato il 17 agosto 2021 alle 7:58 in America Latina Venezuela

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L’opposizione e il Governo del Venezuela si rincontreranno nuovamente dal 3 al 6 settembre, dopo le “riunioni costruttive” tenute in Messico. “Il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela e la Piattaforma Unitaria del Venezuela confermano che abbiamo tenuto incontri costruttivi”, hanno indicato entrambe le delegazioni in una dichiarazione congiunta rilasciata dall’ambasciata norvegese in Messico. “Riconoscendo l’importanza dell’inclusione, abbiamo discusso di un meccanismo di consultazione con gli attori politici e sociali che sia il più inclusivo possibile”, hanno indicato le parti.

L’annuncio è avvenuto 48 ore dopo l’inizio dei colloqui tra la delegazione del Governo di Nicolás Maduro, guidata dal presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, e l’opposizione Plataforma Unitaria de Venezuela, rappresentata dall’avvocato Gerardo Blyde.

Con questo processo, promosso dalla Norvegia, l’opposizione chiede elezioni “libere” alle regionali del 21 novembre, mentre il presidente Maduro vuole che vengano revocate le sanzioni internazionali. Il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha definito un “crimine contro l’umanità” le sanzioni imposte dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e da altri Paesi contro il Venezuela.

Arreaza ha rilasciato la sua dichiarazione dopo la pubblicazione di un rapporto dell’Ufficio delle Procedure Speciali del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, che indica che queste misure coercitive sono una “punizione”. “Gli esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite descrivono le sanzioni adottate contro il Venezuela e altri Stati come una punizione contro la popolazione innocente. Non c’è dubbio che sia un crimine contro l’umanità che l’Ufficio del Procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI) deve indagare”, ha riferito il ministro sul suo account Twitter.

Nel mese di gennaio 2019, Washington e molti altri Paesi, tra cui la Colombia, il Brasile e l’Uruguay, avevano riconosciuto Guaidó come presidente ad interim dell’Assemblea Nazionale del Paese, sostenendo che l’elezione dell’attuale presidente, nel 2018, “fosse stata disonesta”, causando l’interruzione dei rapporti diplomatici tra gli Stati Uniti ed il Venezuela. Maduro, da parte sua, era riuscito a mantenere il potere grazie al supporto dei militari e dei suoi alleati internazionali, tra cui la Russia, la Cina e Cuba.

Il 15 agosto, le autorità venezuelane hanno rilasciato l’ex deputato dell’opposizione Freddy Guevara, stretto collaboratore del leader Juan Guaidó. Tuttavia, Guevara, incolpato di terrorismo e tradimento, ha dichiarato di non essere a conoscenza delle “condizioni” della sua libertà. “Non mi è chiaro quali siano le limitazioni”, ha comunicato l’ex deputato mentre lasciava la sede del Servizio di intelligence nazionale bolivariano (Sebin) a Caracas, aggiungendo di non sapere a cosa sia dovuto il suo rilascio. “Non ho informazioni politiche, non ho potuto parlare con nessuno. Quello che so è che il mio rilascio è condizionato”, ha assicurato Guevara. L’ex deputato è stato arrestato il 12 luglio ed è stato accusato dalla Procura di essere “legato a gruppi estremisti e paramilitari associati al Governo colombiano”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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