I talebani aprono alle donne

Pubblicato il 17 agosto 2021 alle 13:57 in Afghanistan Asia

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In un’intervista a Radio Rai 1 del 16 agosto, Alessandro Orsini aveva annunciato che i talebani avrebbero assunto un atteggiamento più moderato nei confronti delle donne. Oggi, 17 agosto, giunge la dichiarazione di un membro del comitato culturale dei talebani, Enamullah Samangani, con la quale le donne sono state invitate ad unirsi al governo.

In particolare, in un’intervista con la Televisione Nazionale dell’Afghanistan, Samangani ha dichiarato: “L’emirato islamico non vuole che le donne siano vittime” e ha aggiunto che dovrebbero far parte della struttura del governo, “in base a quanto previsto dalla legge della Sharia”. Samangani ha poi detto che, al momento, non è del tutto chiaro quale sia la struttura governativa afghana ma “in base all’esperienza, dovrebbe esserci una leadership totalmente islamica e tutte le parti dovrebbero unirsi”. Il rappresentante dei talebani ha poi aggiunto: “La nostra popolazione è musulmana e non siamo qui a forzarli verso l’Islam”.

Come riferito poi da Bloomberg, i talebani consentiranno alla donne di lavorare nel loro governo a certe condizioni e ciò potrebbe rappresentare un cambiamento rispetto ad una tematica in grado di contribuire a determinare se gli USA e i loro alleati riconosceranno o meno l’autorità del gruppo in Afghanistan.  In particolare, un membro del gruppo avrebbe riferito in forma anonima a Bloomberg che alle donne sarà consentito di lavorare dove sceglieranno di farlo, entro i limiti posti dalla legge della Sharia. I lavori in questioni potrebbero essere in ambiti che vanno da quello governativo, a quello privato, al commercio e altri.

Gli Stati Uniti e altre Nazioni hanno vincolato il riconoscimento ufficiale dei talebani alla volontà del gruppo di formare un governo inclusivo. Il 16 agosto, in particolare, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha rivolto un appello per la formazione di un nuovo esecutivo afghano “unito, inclusivo e rappresentativo”, con la “piena, equa e significativa partecipazione delle donne”. Al contempo, dalla presa del controllo su Kabul, il 15 agosto, i talebani hanno cercato di proiettare un’immagine più moderata rispetto al passato.

Durante il periodo in cui i talebani hanno controllato l’Afghanistan, dal 1996 al 2001, le donne erano in larga parte confinate alle loro abitazioni, in base ad una rigida interpretazione della legge della Sharia.  Al tempo, era loro vietato lavorare fuori casa e frequentare scuole o università, dovevano avere un accompagnatore uomo per uscire in pubblico e dovevano indossare un burqa, un indumento che copre tutto il viso e il corpo. Le punizioni per il mancato rispetto di tali disposizioni includevano lapidazioni ed esecuzioni pubbliche.

Secondo Associated Press, al momento, i talebani starebbero cercando di convincere la popolazione preoccupata dalla loro ascesa che sono cambiati rispetto al quinquennio in cui controllarono il Paese. Molti afghani resterebbero però scettici, come dimostrato dalle folle di persone che si sono recate all’aeroporto di Kabul nella speranza di lasciare il Paese. In particolare, la fascia di popolazione più adulta ricorderebbe le posizioni islamiche ultraconservatrici dei talebani che, al tempo, includevano severe restrizioni per le donne, lapidazioni, amputazioni ed esecuzioni pubbliche. Molte donne hanno poi espresso il “terrore” che due decenni di ampliamento dei loro diritti e di cambiamenti in Afghanistan possano andare in fumo.

Quelli di Samangani sono stati i primi commenti rispetto al modo in cui i talebani potrebbero governare, tuttavia, il gruppo sta ancora negoziando con i leader del governo caduto e non è stato ancora annunciato alcun passaggio di potere formale.  

Il 15 agosto, i talebani si sono insediati nella capitale afgana Kabul, annunciando la rinascita dell’Emirato islamico e la fine della guerra in Afghanistan. Nel giro di poche settimane, il gruppo ha preso il controllo sul Paese conquistando gran parte dei suoi capoluoghi provinciali, spesso senza incontrare resistenza. Una volta che i talebani sono giunti alle porte di Kabul, il 15 agosto, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese per recarsi in Tajikistan insieme ad altri funzionari del governo.

Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte dell’Afghanistan, ottenuto in seguito ad una sanguinosa guerra civile combattuta contro le varie fazioni locali.  In tale contesto, nel 2001, gli Stati Uniti avevano invaso l’Afghanistan con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani e che avevano fornito asilo ad Al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Nel 2003, anche la NATO era intervenuta, decimando la presenza degli estremisti islamici sul territorio afghano e relegando i talebani in alcune roccaforti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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