Immigrazione: +128% di sbarchi in Italia, aumenta l’esodo dalla Libia

Pubblicato il 17 agosto 2021 alle 14:44 in Immigrazione Italia Libia

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Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Interno italiano, da agosto 2020 a luglio 2021 in Italia è stato registrato un aumento del 128% del numero di migranti giunti nel Paese, rispetto all’anno precedente. Parallelamente, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha riportato una forte crescita delle ondate di migranti in partenza dalle coste libiche e diretti verso l’Europa.

Stando a quanto riportato dal Ministero italiano e riferito dalla ministra Luciana Lamorgese in occasione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il 15 agosto, dal primo agosto 2020 al 31 luglio 2021 sono sbarcati in Italia 49.280 migranti, pari al 128 % in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I minori non accompagnati sono stati 7.843, con un aumento del 155,26%, mentre gli scafisti arrestati sono stati 147. Al contempo, sempre nel periodo agosto 2020-luglio 2021, sono aumentati anche i cosiddetti sbarchi autonomi, che rappresentano l’82,6% del totale, rispetto al 75,6% dell’anno precedente. Le operazioni di soccorso hanno consentito il salvataggio di 8553 persone complessivamente. Di queste, quelle soccorse in mare da organizzazioni non governative sono state pari a 4239. Nel 2020, l’Italia aveva accolto 21.616 migranti, mentre erano stati 8691 i migranti sbarcati da agosto 2018 a luglio 2019. Circa i Paesi di provenienza, è la Libia a detenere il primato, in quanto è da qui che ha origine il 45,3% dei migranti giunti in Italia. A seguire, vi è la Tunisia, con il 35,9%, e Turchia, Algeria, Grecia, Egitto e Montenegro.

I dati sulla Libia sono stati confermati anche dall’OIM, la quale ha riferito, il 17 agosto, che il numero di migranti libici desiderosi di raggiungere l’Europa è raddoppiato da gennaio ad agosto 2021. Il numero di persone intercettate o soccorse in mare e riportate in Libia ha toccato quota 20.257, equivalente grossomodo al numero di migranti salvati in un anno intero, nel 2020. Questi cercano di raggiungere le coste italiane, distanti circa 300 chilometri dal Paese Nord-africano, a sua volta punto di partenza per decine di migranti provenienti soprattutto dall’Africa subsahariana, e perlopiù in fuga da conflitti, persecuzioni o da condizioni di povertà. Un funzionario della marina libica, in condizione di anonimato, ha parlato di un “aumento del 100% delle partenze da gennaio a luglio 2021” rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, senza, però, fornire cifre.

Da parte sua, l’avvocato Anwar al-Werfalli, specialista di Diritto migratorio, ha attribuito l’aumento del numero di migranti soprattutto “alla fine dei combattimenti” in Libia. Ciò avrebbe creato una sorta di stabilità che, seppur relativa, incoraggia i migranti a intraprendere la traversata nel Mediterraneo centrale, considerata la più letale a livello internazionale. Al contempo, a detta di al-Werfalli, i trafficanti di esseri umani hanno intensificato le attività nell’ultimo periodo, per compensare il deficit registrato con il blocco legato alla pandemia di Coronavirus. Ad agevolare le operazioni, il numero crescente di migranti in attesa di salpare da più di un anno. Motivo per cui, si presume che i flussi migratori continueranno ad intensificarsi per tutto l’anno in corso.

Era stato il primo ministro del Governo di unità nazionale libico (GNU), Abdulhamid Dbeibah, a sottolineare, il 7 giugno scorso, che la Libia, essendo un Paese di transito, non è in grado di fermare da sola la crisi migratoria, ma necessita di una seria cooperazione con l’Unione Europea e con i Paesi di origine dei migranti. Tale appello è stato rinnovato anche da un ex ufficiale delle forze navali, Abdul Rahman al-Mahmudi, il quale ha affermato che la Libia necessita di assistenza internazionale per far fronte ai flussi illimitati di migranti, in quanto manca delle risorse e delle capacità necessarie.

L’Italia ha continuato a discutere del dossier immigrazione anche con il nuovo governo di unità nazionale libico ad interim. L’impegno di Roma in tal senso include poi l’accordo raggiunto, il 2 novembre 2020, per la formazione di un comitato “ristretto”, volto a modificare il Memorandum d’Intesa sull’immigrazione. Si tratta di un’intesa siglata il 2 febbraio 2017 e che vede Italia e Libia impegnate a collaborare, oltre che per lo sviluppo di entrambe, nella lotta all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani e al contrabbando, con il fine ultimo di rafforzare la sicurezza delle frontiere. I firmatari dell’accordo erano stati l’allora presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, e il premier del precedente governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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