Brasile: una commissione afferma che Bolsonaro ha fatto circolare dati falsi sulle vittime di Covid-19

Pubblicato il 17 agosto 2021 alle 21:33 in America Latina Brasile

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Una commissione parlamentare brasiliana ha mostrato, il 17 agosto, che il presidente, Jair Bolsonaro, ha utilizzato dati falsi per affermare che il bilancio delle vittime della pandemia di Covid-19 è stato “gonfiato” dai governatori e dai sindaci.

Il gruppo parlamentare ha preso in considerazione una dichiarazione di Alexandre Marques, funzionario della Corte dei conti dell’Unione (TCU) che ha ammesso di essere stato l’autore di un “documento di lavoro” che Bolsonaro ha citato come se fosse un documento ufficiale di quell’organo, per affermare che il Paese ha avuto almeno “il 50% in meno di morti” per coronavirus.

Il presidente ha rilasciato questa dichiarazione lo scorso giugno, quando il Paese aveva già avuto 475.000 morti per coronavirus e ha quindi accusato sindaci e governatori di “gonfiare” quelle cifre per ricevere dallo Stato maggiori risorse finanziarie per far fronte all’emergenza sanitaria.

L’informazione è stata negata all’epoca dalla TCU, ma anche così, Bolsonaro ha insistito sul fatto che i documenti di quell’organo ammettevano la possibilità che le morti per Covid-19 fossero state “fraudolentemente esagerate”.

Il funzionario della TCU ha precisato, davanti alla commissione, che questo “documento di lavoro” era parte di una discussione “preliminare” che è stata messa da parte quando è stato accertato che non c’erano frodi nel bilancio reale delle vittime. Marques ha confessato di aver inviato quel “documento di lavoro” a suo padre, il colonnello Ricardo Silva Marques, che a sua volta lo ha trasmesso a Bolsonaro. “Mio padre è un amico del presidente e glielo ha inviato. Ero indignato per questo, perché non avrei mai immaginato che lo avrebbe condiviso con nessuno”, ha dichiarato il funzionario.

Marques ha anche chiarito che nel documento che il presidente ha fatto circolare era stato aggiunto anche il logo della TCU, che non figurava sulla “carta di lavoro” che aveva inviato inizialmente al padre. “Il discorso del presidente sulla base di quella carta di lavoro è stato totalmente irresponsabile”, ha aggiunto il funzionario, che ha persino descritto il suo uso come “improprio”.

Secondo il senatore Randolfe Rodrigues, vicepresidente della commissione, l’inserimento del logo TCU “per dare carattere ufficiale” a quel documento potrebbe rivelare “qualcosa di più grave dell’effettiva diffusione di informazioni false”. “Potremmo trovarci di fronte a un crimine contro la fede pubblica e a un caso di falsificazione di documenti”, ha dichiarato Rodrigues, assecondato da altri senatori dell’opposizione.

La commissione parlamentare, che indaga sulle possibili omissioni del Governo di fronte alla pandemia, ha già scoperto trattative irregolari sui vaccini oltre ad altre questioni sospette, come la distribuzione di farmaci inefficaci contro il coronavirus nella rete della sanità pubblica.

La gestione della malattia di coronavirus da parte del presidente è stata ampiamente condannata dagli esperti medici come “una delle peggiori al mondo”, avendo minimizzato la pandemia dall’inizio e avendola definita come una “piccola influenza”. Oltre a criticare le misure di blocco e le autorità che avevano intenzione di implementarle, Bolsonaro aveva anche messo in dubbio l’efficacia di mascherine e vaccini.

L’ex ministro Luiz Henrique Mandetta, licenziato nell’aprile 2020 per aver supportato l’allontanamento sociale con lo scopo di limitare la diffusione del virus, ha riferito di aver già “sistematicamente” avvisato Bolsonaro sulle “gravissime conseguenze” delle sue posizioni contro la pandemia.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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