Afghanistan: gli aggiornamenti del 17 agosto

Pubblicato il 17 agosto 2021 alle 20:33 in Afghanistan Asia

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Il segretario generale della NATO, Jeans Stoltenberg, ha incolpato i leader dell’Afghanistan per quanto avvenuto nel Paese, aggiungendo che l’Organizzazione è sorpresa della velocità con la quale i talebani hanno preso il controllo sulla Nazione. Intanto, i talebani hanno rassicurato che il territorio del Paese non sarà utilizzato da nessuno per lanciare attacchi e hanno fatto intendere di voler adottare un approccio moderato. Nella stessa giornata, il primo vice presidente afghano, Amrullah Saleh, ha affermato di essere il legittimo presidente ad interim del Paese.

Stoltenberg ha presieduto un incontro con gli inviati della NATO, il 17 agosto, per parlare delle implicazioni a livello di sicurezza della vittoria dei talebani in Afghanistan. Per Stoltenberg, i leader afghani hanno fallito nell’opporsi al gruppo di militanti e nel trovare una soluzione pacifica, guidando il Paese verso la “tragedia alla quale stiamo assistendo oggi”. Dopo la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall’Afghanistan, la NATO ha dovuto affrontare una scelta difficile, secondo Stoltenberg. Da un lato, gli alleati sapevano che avrebbero rischiato di permettere ai talebani di riconquistare il Paese se se ne fossero andati. Dall’altro, avrebbero dovuto comunque affrontare attacchi di rappresaglia e la necessità di riprendere il combattimento se fossero rimasti. La NATO è intervenuta in Afghanistan nel 2003 e ha concluso le operazioni di combattimento nel 2014 per concentrarsi nell’addestramento delle forze afghane.

Al momento, la NATO starebbe lavorando per garantire la sicurezza del personale civile rimasto in Afghanistan e dei propri impiegati locali.  Il personale di gran parte delle ambasciate occidentali è stato ricollocato all’aeroporto di Kabul, che è protetto da soldati statunitensi, coadiuvati da militari inglesi e turchi, che sono stati ringraziati da Stoltenberg. In totale, la NATO avrebbe circa 800 civili rimasti all’aeroporto per assolvere a funzioni fondamentali. L’alto rappresentante civile della NATO in Afghanistan, l’ambasciatore Stefano Pontecorvo, rimarrà all’aeroporto “per coordinare e facilitare l’evacuazione” del personale della NATO e dei dipendenti afgani. Stoltenberg ha affermato che i talebani dovranno rispettare e facilitare la partenza in sicurezza di tutti coloro che vogliono lasciare l’aeroporto ma anche i valichi di frontiera.

Il 15 agosto, i talebani si sono insediati nella capitale afgana Kabul, annunciando la rinascita dell’Emirato islamico e la fine della guerra in Afghanistan. Nel giro di poche settimane, il gruppo ha preso il controllo sul Paese conquistando gran parte dei suoi capoluoghi provinciali, spesso senza incontrare resistenza. Una volta che i talebani sono giunti alle porte di Kabul, il 15 agosto, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese per recarsi in Tajikistan insieme ad altri funzionari del governo.

Il 17 agosto, i talebani hanno organizzato la prima conferenza stampa a Kabul durante la quale hanno affermato che sperano di avere relazioni pacifiche con gli altri Paesi. Il portavoce del gruppo, Zabihullah Mujahid, ha affermato che i talebani non vogliono nemici esterni o interni e ha ripetuto che i diritti delle donne saranno rispettati nel quadro dell’Islam. Mujahid ha poi rassicurato i Paesi esteri che il territorio afghano non sarà utilizzato per condurre attacchi. Nella stessa giornata, il gruppo aveva annunciato un’amnistia in tutto il Paese e aveva chiesto alle donne di unirsi alla struttura di governo in base a quanto previsto dalla Sharia, dimostrando un tono moderato.  

Nella stessa giornata, il primo vice presidente afghano, Amrullah Saleh, ha affermato di trovarsi ancora nel Paese e ha annunciato che, in base alla Costituzione, è il legittimo presidente ad interim del Paese, vista l’assenza di Ghani.

A livello internazionale, l’Unione europea (UE) ha dichiarato che collaborerà con i talebani a patto che il gruppo rispetti i diritti umani. Il Pakistan ha affermato che non riconoscerà unilateralmente il governo dei talebani, ritenendo necessarie consultazioni con i partner regionali e internazionali. La Turchia e la Russia stanno avendo dialoghi con le parti afghane e la Cina ha mantenuto le comunicazioni con i talebani. Al contrario, il Canada ha annunciato che non intende riconoscere un esecutivo guidato dai talebani. La Germania, intanto ha interrotto gli aiuti per lo sviluppo afghano. Intanto, all’aeroporto di Kabul sono ripresi i voli per evacuare la Nazione e i Paesi esteri stanno discutendo della possibile ondata di rifugiati che si originerà dall’Afghanistan.

Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte dell’Afghanistan, ottenuto in seguito ad una sanguinosa guerra civile combattuta contro le varie fazioni locali.  In tale contesto, nel 2001, gli Stati Uniti avevano invaso l’Afghanistan con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani e che avevano fornito asilo ad Al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Nel 2003, anche la NATO era intervenuta, decimando la presenza degli estremisti islamici sul territorio afghano e relegando i talebani in alcune roccaforti.

L’avanzata dei talebani si è collocata in concomitanza con il ritiro delle forze straniere guidate dagli Stati Uniti in Afghanistan che sarà ultimato entro il prossimo 31 agosto. Quest’ultimo era stato concordato dagli USA e dai Talebani in occasione dell’Accordo di pace concluso tra le parti a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020. Secondo quanto stabilito da tale accordo, gli USA si erano impegnati a ritirare tutti i propri soldati presenti in Afghanistan entro quattordici mesi dalla firma dell’accordo, mentre, i talebani, dopo aver richiesto uno scambio di prigionieri al governo di Kabul, avevano accettato di partecipare ai negoziati di pace intra-afghani, iniziati il successivo 12 settembre, e avevano fornito garanzie di sicurezza agli USA, quali, ad esempio, l’interruzione dei rapporti con gruppi terroristici, quali Al-Qaeda.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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