Afghanistan: cosa sta succedendo in Uzbekistan e Tagikistan

Pubblicato il 17 agosto 2021 alle 12:02 in Afghanistan Tajikistan Uzbekistan

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Mentre a Kabul i talebani hanno annunciato la rinascita dell’Emirato islamico, migliaia di civili, funzionari e militari afghani stanno tentando di fuggire dal Paese, che rischia di tornare indietro di 20 anni. Alle frontiere con il Tagikistan e l’Uzbekistan si stanno ammassando migliaia di persone in cerca di asilo, sia via terra sia via aerea.  

Il Ministero degli Esteri dell’Uzbekistan ha dichiarato, martedì 17 agosto, di essere in contatto con i rappresentanti dei talebani per discutere di questioni legate alla sicurezza delle frontiere. Lo scopo è quello di mantenere stabile la situazione lungo il confine tra i due Paesi, soprattutto a seguito dell’ingente quantità di afghani che, negli ultimi giorni, hanno tentato di rifugiarsi in Uzbekistan e nel vicino Tagikistan.

Secondo gli ultimi rapporti dei media uzbeki, tra il 14 e il 15 agosto, sarebbero stati circa 22 aerei militari e 24 elicotteri, con a bordo un totale di 585 soldati dell’Esercito afghano, ad aver tentato, con successo, di accedere nel Paese per richiedere asilo. Tra questi episodi, è rilevante menzionare quanto accaduto la sera del 15 agosto. In tale occasione, tre velivoli afghani Embraer EMB 314 Super Tucanos hanno richiesto alle autorità di Tashkent di poter atterrare a Karshi-Khanabad, un’ex base militare sovietica che ha ospitato truppe statunitensi tra il 2001 e il 2005. Tuttavia, due caccia uzbeki MiG-29 hanno ricevuto l’ordine di scortare gli aerei afghani e di reindirizzarli presso la base militare di Termez, al confine con l’Afghanistan. Durante il tragitto, però, due velivoli dei Paesi Centro-asiatici si sono scontrati. Non sono state riportate vittime perché i piloti dei mezzi hanno effettuato una discesa di emergenza prima dello schianto.

Stando a quanto riportato da The Diplomat, i primi rapporti sui fatti facevano riferimento all’”abbattimento” del velivolo afghano, poiché le Forze aeree uzbeke avevano il compito di “reprimere il tentativo di attraversamento”. Nonostante ciò, in un secondo momento, è stato chiarito che si è trattato di un incidente. Il Ministero della Difesa di Tashkent, in una dichiarazione successiva all’episodio, ha definito “illegale” il tentativo di attraversamento afghano. “Le forze di difesa aerea dell’Aeronautica dell’Uzbekistan hanno sventato un tentativo di attraversare illegalmente il confine aereo dell’Uzbekistan da parte di un aereo militare afghano”, si legge nell’edizione russa dell’agenzia di stampa Gazeta.uz.

Nel frattempo, anche il vicino Tagikistan ha registrato un picco di ingressi delle forze afghane, in fuga dall’assedio dei talebani. Nel dettaglio, funzionari del Ministero degli Esteri del Paese hanno dichiarato che due aerei, con a bordo circa 100 persone, sono atterrati nell’aeroporto tagiko Bokhtar International Airport. Tuttavia, i velivoli sono stati rimandati indietro. Analogamente, l’agenzia di stama TOLO News ha pubblicato un video in cui l’ambasciatore afghano in Tagikistan, Zahir Aghbar, accoglieva una folla di persone, giunte nel Paese a bordo di circa 18 aerei da Kabul.

Mentre i talebani hanno preso il controllo di Kabul, e Paesi come la Cina e la Russia si sono resi disponibili a lavorare con i talebani – piuttosto che cercare di isolarli come aveva promesso Washington alla comunità internazionale – rimane ancora incerto il futuro dei funzionari afghani e delle forze governative. La mattina del 17 agosto, l’agenzia di stampa francese Agence France-Presse ha dichiarato che i talebani avrebbero promesso l’amnistia generale per tutti i funzionari governativi, anche per coloro che hanno collaborato con gli Stati Uniti.

Il 15 agosto, i talebani hanno assediato la capitale afgana Kabul, annunciando la rinascita dell’Emirato islamico e la fine della guerra in Afghanistan, dopo essere entrati anche nei principali edifici governativi. Il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese per recarsi in Tajikistan insieme ad altri funzionari del governo.

Gli episodi del 15 agosto hanno rappresentato l’apice di tensioni in corso da settimane, che hanno consentito ai talebani di prendere progressivamente il controllo del Paese, conquistando gran parte dei suoi capoluoghi provinciali. In realtà, l’offensiva su scala nazionale del gruppo islamista ha avuto inizio ad aprile, da quando il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato che le truppe statunitensi si sarebbero ritirate dall’Afghanistan, dopo due decenni di presenza sul campo. Il ritorno in patria dei soldati degli USA era stato concordato dai rappresentanti di Washington e dei talebani in occasione di uno “storico” accordo di pace concluso tra le parti a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020. L’intesa prevedeva, inoltre, una tabella di marcia verso la pace in Afghanistan, la fine dei rapporti tra talebani ed al-Qaeda e la cessazione delle offensive contro i grandi centri urbani. Tuttavia, l’accordo è stato violato più volte e non ha messo fine alle violenze, che sono aumentate durante e dopo le negoziazioni. 

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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