Perù: Castillo è il presidente con la più alta disapprovazione all’inizio del suo mandato

Pubblicato il 16 agosto 2021 alle 11:01 in America Latina Perù

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Secondo un sondaggio pubblicato sul quotidiano El Comercio, domenica 15 agosto, Pedro Castillo è il presidente del Perù con il più basso consenso degli ultimi 20 anni all’inizio del suo mandato, con un’accettazione del 38%, quasi la metà di quella dei suoi predecessori. Il sondaggio ha indicato che la disapprovazione di Castillo, entrato in carica due settimane fa, è di circa il 45%.

Tutti i suoi predecessori degli ultimi 20 anni avevano iniziato il loro mandato con un’ampia approvazione, tra il 55% e il 60%, e una disapprovazione che non superava il 20%, tranne Francisco Sagasti, che aveva governato il Paese tra il 2020 e il 2021 e aveva un consenso da parte della popolazione pari al 44%.

Il gabinetto nominato da Castillo ha ricevuto diverse critiche da vari politici per l’idoneità dei suoi ministri, in riferimento soprattutto al presidente del Consiglio, Guido Bellido, che ha un’inchiesta aperta per apologia di terrorismo, dopo aver espresso pubblicamente il suo sostegno al gruppo di estrema sinistra Sendero Luminoso.

Diversi gruppi di persone e di attivisti si sono riuniti, il primo agosto, lungo l’Avenida de la Peruanidad, a Jesús María, per protestare contro il Governo del nuovo presidente, Pedro Castillo. La manifestazione, promossa sui social network come “Marcia contro la dittatura comunista”, è iniziata alle 15:00, con punto d’incontro intorno al Campo de Marte.

Il politico socialista, sconosciuto alla maggioranza della popolazione fino a poco prima delle elezioni, ha affermato, il 20 luglio, che ha intenzione di integrare diversi gruppi politici nel suo Governo, assicurando che questa decisione sarebbe un’opportunità per dare spazio ai diversi settori del Paese. “La gente ha bisogno di lealtà. Il mio Governo penserà alla salute del popolo peruviano e affronterà la crisi economica che ci sta attualmente affliggendo”, ha comunicato il politico di sinistra, che dovrà affrontare la pandemia di Covid-19 e riattivare l’economia nel Paese, che è il secondo produttore mondiale di rame.

Dopo aver affermato che il Perù non può essere “condannato a restare prigioniero della precedente Costituzione”, Castillo ha dichiarato che presenterà al Congresso un disegno di legge di riforma che, dopo essere stato discusso in Parlamento, “spera venga approvato e poi sottoposto a un referendum popolare”.

La proposta di Castillo di redigere una nuova Costituzione, che favorirebbe il liberalismo economico, è stata respinta dalla sua rivale di destra, Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente, e da altri avversari politici. “Insisteremo su questo progetto di riforma, ma nel quadro giuridico previsto dalla Costituzione. Dovremo conciliare le posizioni con il Congresso“, ha affermato il nuovo presidente, il cui partito Peru Libre ha solo 37 dei 130 seggi in Parlamento.

Castillo ha anche annunciato che non guiderà il Paese dal Palazzo di Pizarro, la sede del Governo, poiché ha intenzione di trasformarlo in un museo. “Non governerò dalla sede ufficiale, perché credo che dobbiamo rompere con i simboli coloniali. Cederemo questo Palazzo al nuovo Ministero delle Culture in modo che possa essere utilizzato come museo che mostri la nostra storia”, ha comunicato il presidente, criticando lo sfruttamento delle ricchezze materiali durante il periodo della colonizzazione, in cui la maggior parte degli indigeni era “subordinata”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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