Malesia: le dimissioni del premier e del governo

Pubblicato il 16 agosto 2021 alle 17:37 in Asia Malesia

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Il primo ministro della Malesia, Muhyiddin Yassin, e il suo governo hanno rassegnato le proprie dimissioni il 16 agosto. Il capo di Stato malese, il sultano Abdullah Sultan Ahmad Shah, ha nominato Muhyiddin premier ad interim fino a quando non ne sarà eletto un altro.

In particolare, il palazzo reale ha annunciato che il sultano ha accettato la lettera di dimissioni del premier malese, aggiungendo che, fino alla nomina di un nuovo primo ministro, Muhyiddin manterrà la carica di premier ad interim. Nella dichiarazione è stato poi aggiunto che il sultano è contrario ad indire nuove elezioni a causa della gravità della situazione legata alla diffusione della pandemia di coronavirus.

Dopo l’annuncio del sovrano, Muhyiddin ha tenuto un discorso alla Nazione nel quale ha affermato che  i suoi sforzi per mantenere la stabilità durante la crisi determinata dal coronavirus sono stati mandati a monte da “alcuni che preferirebbe strappare il potere piuttosto che dare la priorità alla vita delle persone”. Il premier ha affermato che, anziché prendere “la strasa più semplice” e sacrificare i propri principi per mantenere il proprio incarico, non scenderà a compromessi con i “cleptocratici” e non interferirà con l’indipendenza della magistratura.

Secondo South China Morning Post, lo United Malays National Organization (UMNO), il partito di maggioranza nella coalizione finora al governo Perikatan Nasional, con a capo Zahid Hamidi, avrà un ruolo determinante nello stabilire chi sostituirà Muhyiddin. Al momento, UNMO, che ha guidato la Malesia dal 1957 al 2018, ha 38 tra i parlamentari che formano il governo e il possibile successore di Muhyiddin potrebbe essere l’attuale vice premier nonché vice presidente di UMNO, Ismail Sabri. Secondo media locali, quest’ultimo starebbe cercando sostegno sia nella coalizione di governo, sia da altre forze politiche. Tuttavia, il blocco di opposizione  Pakatan Harapan, formato da tre partiti e 88 legislatori, vorrebbe come nuovo premier l’attuale leader dell’opposizione, Anwar Ibrahim.

L’attuale crisi di governo culminata con le dimissioni del 16 agosto è iniziata con il ritiro della fiducia per Muhyiddin da parte di 15 tra i parlamentari di UMNO al governo. Il Parlamento malese è composto di 222 sedute, due tra le quali sono al momento vacanti. Per questo, per ottenere una maggioranza semplice per formare un governo sono sufficienti 111 parlamentari.

In Malesia è appena scaduto lo stato d’emergenza che era stato dichiarato da Muhyiddin lo scorso 12 gennaio per restare in vigore fino al primo agosto scorso, a causa della diffusione del coronavirus. Da tale data in poi, le sedute parlamentari erano state sospese. In molti avevano criticato tale decisione sostenendo si fosse trattato di un tentativo del premier di rinsaldare il suo potere e, dopo aver subito varie pressioni, tra cui quella del sovrano malese, il sultano Abdullah Ahmad Shah, Muhyiddin aveva deciso di riconvocare il Parlamento per il 26 luglio.

Muhyiddin, appartenente al partito Bersatu, era diventato primo ministro della Malesia dopo che, il 24 febbraio 2020, era caduto l’esecutivo guidato dall’alleanza Pakatan Harapan, con a capo l’ex-premier, Mahathir Mohamad, quando molti dei suoi membri si erano uniti ad altri partiti dell’opposizione portando l’ex primo ministro alle dimissioni. Quest’ultimo, a sua volta, era al potere dalle elezioni dell’8 maggio 2018, che aveva vinto contro la coalizione del Barisan Nasional, dominata da UMNO, che aveva governato la Malesia per 6 decenni.

Secondo gli avversari di Muhyiddin, il suo governo sarebbe stato il frutto di un “furto di potere”, in quanto sarebbe stato istituito grazie ad uno spostamento di alleanze avvenuto a seguito delle dimissioni del suo predecessore e non attraverso il processo elettorale. Dalla sua nomina, la legittimità del suo governo era stata ripetutamente messa in discussione. Con la diffusione della pandemia di coronavirus sono aumentate le critiche relative alla sua leadership anche in relazione alla gestione dell’emergenza sanitaria.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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