Chi è Haibatullah Akhundzada, la guida dei talebani in Afghanistan

Pubblicato il 16 agosto 2021 alle 15:08 in Afghanistan Asia

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Sono diverse le figure chiave considerate essere dietro gli eventi che hanno caratterizzato l’Afghanistan nell’ultima settimana. Tra queste, il leader supremo dei talebani, Haibatullah Akhundzada, inserito nella lista dei possibili candidati al potere nel futuro del Paese asiatico.

Mawlawi Haibatullah Akhundzada, il cui nome in arabo significa “dono di Allah”, è leader del movimento fondamentalista religioso dal 26 maggio 2016. È stato eletto dopo che, il 21 maggio dello stesso anno, un raid condotto dagli USA ha provocato la morte del suo predecessore, Akhtar Mohammad Mansour, di cui Akhundzada era vice dal 2005. Stando a quanto riferito dal Pentagono, Mansour è stato ucciso in Pakistan, in una zona periferica situata nei pressi della città occidentale di Ahmad Wal. Era stato il capo della Casa Bianca allora in carica, Barack Obama, a ordinare l’operazione.

Dignitario religioso e studioso di Diritto islamico, originario della provincia meridionale di Kandahar, così come altri predecessori, Akhundzada si era rifugiato in Pakistan durante gli anni della presenza sovietica in Afghanistan, per poi unirsi ai talebani a metà degli anni Novanta. Si dice che abbia trascorso la fine degli anni Ottanta combattendo le forze russe in Afghanistan e insegnando ai “mujahidin”. Prima di essere nominato alla guida del movimento, Haibatullah ha ricoperto la carica di giudice di alto livello nel governo di Kabul guidato dai talebani, dal 1996 al 2001Durante il mandato di capo di un tribunale militare di Kabul, il futuro leader avrebbe altresì emesso sentenze a favore di punizioni “islamiche”, da esecuzioni pubbliche per presunti assassini e adulteri a imputazioni per coloro che venivano accusati di furti.

Secondo fonti del movimento islamista, in seguito all’invasione statunitense dell’Afghanistan nel 2001, Akhundzada ha svolto un ruolo “attivo” nel “ravvivare e organizzare il jihad” contro gli Stati Uniti e le forze della coalizione. Poi, l’uomo è scomparso per circa 15 anni, anni in cui si pensa si sia dedicato all’insegnamento in una serie di “madrasa”, termine che per la comunità musulmana corrisponde a “scuola”, oltre che nella moschea di Kuchlak, nel Sud-Ovest del Pakistan. Secondo alcuni, invece, il leader non si sarebbe mai spostato dall’Afghanistan, ma si tratta di notizie mai del tutto confermate.

Pur non vantando una vasta esperienza in ambito militare, Haibatullah, uomo di circa 60 anni, è stato considerato fin da subito una guida forte, in grado di unificare e fortificare il movimento islamista, e le sue conoscenze in ambito religioso lo hanno reso una figura rispettata, a tal punto da guadagnarsi il titolo di “Leader dei credenti”. Attualmente, è Akhnundzada a prendere decisioni rilevanti per il gruppo a livello politico, religioso e militare.

Negli anni del suo mandato, oltre a ottenere la fiducia del leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, Haibatullah si è impegnato per consolidare il potere tra gruppi politici e militari, sebbene nell’ombra e senza comparire spesso in pubblico. Parallelamente, è stato sotto la sua guida che gli USA e i talebani hanno raggiunto un accordo di pace, definito storico, il 29 febbraio 2020. L’intesa prevedeva il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan e una tabella di marcia verso la pace nel Paese, oltre alla fine dei rapporti tra talebani ed al-Qaeda e la cessazione delle offensive contro i grandi centri urbani. Tuttavia, l’accordo è stato violato più volte e non ha messo fine alle violenze, che sono aumentate durante e dopo le negoziazioni. 

Era stato Haibatullah ad affermare, il 18 luglio scorso, che per portare pace e stabilità in Afghanistan era necessaria una soluzione politica. Nelle medesime dichiarazioni, rilasciate alla stampa locale, il leader aveva riferito che il proprio movimento era disposto a stabilire relazioni con la comunità internazionale, Stati Uniti inclusi, e aveva garantito ai Paesi vicini che non avrebbe consentito ad altri di utilizzare i territori afgani per minare la loro sicurezza e la stabilità. Tuttavia, Akhundzada non è l’unico uomo forte dei talebani. Il movimento ha sempre accolto diverse tendenze e le decisioni a capo del movimento sono prese dalla Quetta Shura, consiglio dei leader dei talebani. Il “Comandante dei credenti” è circondato, in particolare, da Sirajuddin Haqqani, Abdul Ghani Baradar e Mullah Yacoub. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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