Cuba respinge le nuove sanzioni imposte dagli Stati Uniti

Pubblicato il 16 agosto 2021 alle 11:33 in America Latina Cuba

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Il ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez, ha respinto le sanzioni degli Stati Uniti contro le truppe di prevenzione del Ministero delle Forze armate rivoluzionarie e contro due alti funzionari del Ministero dell’Interno. “Queste misure riflettono gli standard di un Governo abituato alla manipolazione e alla menzogna per mantenere il blocco contro Cuba”, ha dichiarato Rodríguez.

L’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso, venerdì 13 agosto, nuove disposizioni contro le autorità cubane, per presunto eccesso di forza e abuso di autorità durante le proteste dell’11 luglio sull’isola caraibica. I funzionari Romárico Vidal Sotomayor e Pedro Orlando sono stati inclusi nell’elenco degli Specially Designated Nationals (SDN) e, di conseguenza, è stato loro vietato l’ingresso negli Stati Uniti e i loro beni sono stati congelati.

Il ministro degli Esteri cubano ha osservato, su Twitter, che gli USA “dovrebbero applicare a sé stessi la legge globale Magnitsky per atti di repressione quotidiana e brutalità della polizia che sono costati 1.021 vite nel 2020”. Tale legge consente agli Stati Uniti di sanzionare i cittadini stranieri sospettati di gravi violazioni dei diritti umani o di corruzione su vasta scala e di applicare sanzioni economiche per questi atti illegali.

Rodríguez ha descritto come “infondate” anche le misure statunitensi contro il ministro della Difesa cubano, Álvaro López Miera, e la Brigata Speciale Nazionale del Ministero degli Interni, nota come Berretti Neri. La dichiarazione del ministro degli Esteri è arrivata poco dopo che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato che il suo Ufficio per il controllo dei beni esteri (OFAC) avrebbe congelato le proprietà e gli interessi di Miera, nonché della Brigata nazionale speciale del Ministero degli Interni di Cuba. Le sanzioni sono dovute, secondo il Dipartimento del Tesoro, a presunte violazioni dei diritti umani commesse durante le recenti manifestazioni.

Il presidente degli USA, Joe Biden, ha sostenuto che le sanzioni sono state imposte affinché il Governo cubano sia “responsabile delle sue azioni” e ha anche avvertito che potrebbero essere annunciate nuove misure contro “i responsabili dell’oppressione del popolo cubano”. “Questo è solo l’inizio. Il nostro sostegno al popolo cubano è assicurato”, ha riferito Biden.

Cuba Decide, un gruppo in favore della democrazia, ha denunciato, il 20 luglio, che circa 219 persone sono state arrestate o sono scomparse nell’ambito delle proteste. Il Dipartimento del Tesoro ha affermato che la Brigata Speciale Nazionale del Ministero degli Interni è stata schierata dal Governo cubano durante le manifestazioni con lo scopo di “reprimere e attaccare i manifestanti”.

Le proteste a Cuba sono iniziate l’11 luglio, quando migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Paese, dall’Avana a Santiago, per protestare contro il Governo a causa della mancanza di cibo e delle medicine, delle interruzioni della connessione a Internet e della gestione della pandemia di Covid-19. A ciò si aggiunge anche l’embargo commerciale imposto dall’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. In seguito alle manifestazioni, il Governo del Paese latino-americano ha arrestato centinaia di manifestanti e ha temporaneamente revocato i dazi sull’importazione di cibo, medicinali e altri beni essenziali.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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