Venezuela: Maduro dichiara che non cederà ai ricatti degli USA

Pubblicato il 15 agosto 2021 alle 7:17 in USA e Canada Venezuela

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Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ha dichiarato che il suo Governo non cederà “al ricatto o alle minacce” degli Stati Uniti, che hanno chiesto “discussioni sincere” nel processo di dialogo politico con l’opposizione in Messico.

Il presidente del Paese latino-americano ha annunciato, il 9 agosto, alcuni dei punti che saranno discussi nel quadro dei dialoghi con l’opposizione, che sono previsti per la fine di questa settimana a Caracas. Secondo il capo dello Stato venezuelano, i primi tre punti da discutere nelle trattative con l’opposizione sono la revoca delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, la restituzione dei beni congelati all’estero e il riconoscimento dell’Assemblea nazionale e gli altri poteri pubblici costituiti. “Siamo pronti a focalizzarci su un’agenda realistica, obiettiva, veramente venezuelana, per affrontare tutte le questioni che devono essere affrontate, per raggiungere accordi parziali per la pace e la sovranità del Venezuela”, ha dichiarato Maduro.

Da parte sua, l’opposizione cerca le “condizioni” per partecipare a elezioni “libere, eque e trasparenti”, il rilascio dei prigionieri politici e l’ingresso di aiuti umanitari.

L’ultima volta che il Governo e l’opposizione si sono seduti a un tavolo di negoziazione è stato alle Barbados nel 2019, sponsorizzato anche dalla Norvegia. Questi colloqui si sono tuttavia conclusi senza il raggiungimento di accordi tra le parti.

Nel mese di gennaio 2019, Washington e molti altri Paesi, tra cui la Colombia, il Brasile e l’Uruguay, avevano riconosciuto Guaidó come presidente ad interim dell’Assemblea Nazionale del Paese, sostenendo che l’elezione dell’attuale presidente, nel 2018, “fosse stata disonesta”, causando l’interruzione dei rapporti diplomatici tra gli Stati Uniti ed il Venezuela. Maduro, da parte sua, era riuscito a mantenere il potere grazie al supporto dei militari e dei suoi alleati internazionali, tra cui la Russia, la Cina e Cuba.

Gli Stati Uniti hanno assicurato, giovedì 12 agosto, che sono disposti a rivedere la propria politica di sanzioni contro il Venezuela se verranno compiuti “progressi significativi” nei colloqui tra il Governo di Maduro e l’opposizione. “Siamo stati chiari sul fatto che il regime del presidente venezuelano può creare un percorso per alleviare le sanzioni, consentendo ai venezuelani di partecipare alle elezioni presidenziali, parlamentari e locali libere ed eque, che avrebbero dovuto tenersi molto tempo fa”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price.

Price ha ratificato, in una conferenza stampa, la decisione della Casa Bianca di ritenere Maduro e i suoi alleati responsabili di azioni che “minano” la democrazia e la mancanza di rispetto per i diritti umani in Venezuela.

Maduro ha riferito, giovedì 12 agosto, che suo figlio, Nicolás Maduro Guerra, farà parte della delegazione del Governo che andrà in Messico. “Mio figlio andrà in Messico per dialogare con l’opposizione estremista di destra governata dagli Stati Uniti”, ha comunicato il presidente in un discorso televisivo.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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