Siria: bombardamenti a Daraa nonostante un cessate il fuoco mediato da Mosca

Pubblicato il 15 agosto 2021 alle 15:49 in Medio Oriente Siria

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Le forze del regime siriano del presidente Bashar Al-Assad e le milizie filo-iraniane ad esse affiliate hanno bombardato la città controllata dai ribelli di Daraa, capoluogo dell’omonima provincia a Sud della Siria, il 14 agosto, poche ore dopo la firma di un cessate il fuoco tra le parti mediato dalla Russia.

In particolare, un attivista locale, Abu Baraa al-Hourani, ha riferito al The New Arab che la quarta divisione delle forze governative, guidata dal fratello del presidente siriano, Maher Al-Assad, ha bombardato a colpi di mortaio l’area di Tareeq al-Sad della città di Daraa nella sera del 14 agosto.

Qualche ora prima dell’attacco, il portavoce della commissione di negoziato che rappresenta i residenti di Daraa, Adnan al-Musalama, aveva annunciato su Facebook che i ribelli e il regime avevano raggiunto un accordo di cessate il fuoco della durata di due settimane mediato dalla Russia.  In base all’intesa, sarebbero stati previsti pattugliamenti da parte delle forze russe nell’area di Daraa gestita dai ribelli e nota come Daraa al-Balad, così come la “regolarizzazione dello status” dei ribelli ricercati dal regime. Oltre a questo, in base all’intesa, i ribelli che si sarebbero rifiutati di vivere sotto l’amministrazione del regime a Daraa sarebbero stati sfrattati con la forza verso la provincia di Idlib.

Tali condizioni sarebbero dovute essere preliminari ad un cessate il fuoco a lungo termine. Al momento, nonostante l’intesa, non c’è ancora stato un accordo sul ritiro dell’assedio in corso a Daraa al-Balad da parte delle forze di Assad, che ha lasciato i residenti dell’area senza farina, acqua, carburante e altri beni essenziali.

Oltre a questo, Al-Musalama ha affermato che le milizie sostenute dall’Iran e alleate con il regime non hanno accettato l’accordo di cessate il fuoco mediato dalla Russia e hanno deciso di continuare a bombardare Daraa al-Balad. La fonte ha poi affermato che le milizie filo iraniane hanno lanciato colpi di mortaio contro l’area mentre le forze a difesa della zona e i civili residenti starebbero continuando a rispettare l’accordo. Al-Musalama ha aggiunto che le milizie iraniane “lavoreranno sodo” per rovinare l’accordo del 14 agosto, che, a sua detta, “metterà fine al progetto iraniano nell’area”.

Le milizie sostenute dall’Iran hanno una solida presenza nella provincia di Daraa, che confina con la Giordania e le alture del Golan, occupate da Israele. Gli attivisti dell’opposizione siriana hanno accusato Teheran di voler cambiare il carattere demografico della provincia.

 In Siria è tutt’ora in corso un conflitto interno scoppiato il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione siriana ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano Assad. Ad oggi, le forze governative controllano la maggior parte del territorio nazionale e la regione di Idlib è l’ultima porzione di territorio sotto il controllo dei ribelli. Damasco, appoggiata da Russia, Iran e dalle milizie libanesi di Hezbollah, sta combattendo per ripristinare il proprio controllo anche su tale area. Sul fronte opposto, parte dei ribelli riceve sostegno della Turchia.

La provincia di Daraa era in precedenza una roccaforte dell’opposizione siriana, avendo assistito ad alcune delle prime manifestazioni contro il regime di Assad del 2011. Il suo territorio è stato poi conquistato dal regime siriano nel 2018 ma è stato caratterizzato da disordini vari quali proteste, attacchi alle truppe del regime e omicidi di attivisti dell’opposizione.

L’attuale ciclo di combattimenti a Daraa al-Balad è iniziato a giugno, quando i residenti della città si sono rifiutati di partecipare alle elezioni presidenziali del 26 maggio, alle quali Assad ha ricevuto un quarto mandato, vincendo con il 95,1% dei voti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione