Pakistan: attacco contro un furgone causa 12 vittime civili

Pubblicato il 15 agosto 2021 alle 13:03 in Asia Pakistan

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Almeno 12 persone sono morte, tra cui 5 bambini, nell’esplosione avvenuta, la sera del 14 agosto, all’interno di un furgone a Karachi, città nel Sud-Est del Pakistan, a bordo del quale vi erano anche donne e bambini.

A riferire la notizia, domenica 15 agosto, è stata l’agenzia di stampa statunitense Associated Press. Il 14 agosto, un gruppo di aggressori ha preso di mira, attraverso un attacco perpetrato per mezzo di una granata, un furgone che trasportava un gruppo di almeno 20 persone di ritorno da un matrimonio, svoltosi nel quartiere Occidentale di Karachi. Inizialmente, il bilancio delle vittime era a quota 9, così come quello dei feriti. In seguito, secondo quanto riportato da fonti mediche presso l’ospedale civile della città, le condizioni dei feriti si sarebbero stabilizzate.

Le Forze di sicurezza del Pakistan sono dunque state dispiegate nel luogo dell’attacco. In una dichiarazione successiva, un ufficiale della divisione antiterroristica del Paese, Raja Umar Khitab, ha affermato che, nel corso delle indagini, sono state rinvenuti frammenti di quella che sembrerebbe una bomba a mano di fabbricazione russa. Cosa abbia spinto il gruppo di aggressori a colpire il furgone non è ancora noto, così come la paternità dell’attentato, che non è stato rivendicato da alcuna organizzazione.

Anche il 9 agosto, almeno 2 poliziotti sono stati uccisi e 21 persone, di cui 12 agenti, sono rimaste ferite a seguito di un’esplosione avvenuta l’8 agosto nel capoluogo provinciale, Quetta. Secondo fonti governative della provincia pakistana di Balochistan, l’esplosione è stata causata da un attacco indirizzato contro un furgone itinerante della polizia, posizionato a Piazza Tanzeem, nei pressi dell’Hotel Serena. Anche in tale occasione, l’attentato è stato perpetrato attraverso una bomba a mano, posizionata su una moto nei pressi del furgone. Al momento dell’esplosione, a bordo del mezzo vi erano vari agenti di polizia e, tra i feriti, vi sono stati anche alcuni passanti. L’attentato non è stato rivendicato e le agenzie di sicurezza hanno delimitato l’area dell’attacco e lanciato una caccia all’uomo per arrestare il responsabile.

Il Balochistan, situato al confine con l’Iran e l’Afghanistan, è la più grande provincia del Pakistan, ma anche la meno popolata e la meno sviluppata. Il suo territorio dispone di ricche risorse naturali, quali gas e minerali e gli abitanti locali lamentano di non ricevere parte delle entrate derivanti da tali merci. Nel territorio del Balochistan sono attivi vari gruppi armati appartenenti a diverse organizzazioni. Tra questi, vi sono i gruppi separatisti di etnia baloch che, da anni, starebbero portando avanti insurrezioni nell’area, dove sono però presenti anche gruppi di estremisti islamici e di talebani pakistani.

Alla luce di tali attacchi, Islamabad ha impegnato molti uomini nella provincia per contrastare le violenze e, in generale, negli ultimi anni, l’Esercito ha intensificato la lotta contro tutti i vari gruppi armati operativi nella regione. Al contempo, però, continuano gli attacchi dei vari gruppi. Lo scorso 21 aprile, ad esempio, Quetta era già stata teatro di un attentato contro un hotel che ospitava l’ambasciatore cinese nel Paese, Nong Rong, e che aveva provocato 5 morti e 12 feriti. In tal caso, la responsabilità dei fatti era stata però rivendicata dall’ organizzazione dei talebani pakistani, nota come Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP). Per il Pakistan, l’attentato, compiuto con un’autobomba, sarebbe stato opera di una “mano straniera”

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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