Libia: interrotte le forniture d’acqua a Ovest e a Sud, minacciato il sistema idrico

Pubblicato il 15 agosto 2021 alle 20:20 in Africa Libia

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Le autorità libiche del Grande fiume artificiale (GMR) hanno interrotto la fornitura di acqua a Sud e a Ovest del Paese, il 15 agosto, dopo che alcuni uomini armati hanno richiesto il rilascio del cognato dell’ex leader libico Muammar Gheddafi, Abdullah al-Senussi, minacciando di attaccare la rete idrica del Paese.

L’ente di gestione del GMR, che è un acquedotto che preleva acqua dolce dal Sahara per portarla verso la costa, ha affermato di aver raggiunto tale decisione dopo che alcuni uomini armati hanno attaccato vari centri di distribuzione dell’acqua, il 12 agosto. Gli aggressori chiedevano il rilascio di al-Senussi che, nel 2015, era stato condannato a morte per aver cercato di reprimere i movimenti del 2011, culminati con la deposizione e l’uccisione di Gheddafi.

Gli uomini armati hanno affermato che se la loro richiesta non fosse stata accolta avrebbero attaccato la rete del GMR. In risposta a tale minaccia, le autorità di gestione dell’impianto hanno affermato che sia preferibile interrompere le forniture d’acqua piuttosto che vedere il sistema danneggiato da attacchi.

Senussi era stato estradato in Libia nel settembre 2012 dalla Mauritania, dove era fuggito dopo la caduta di Gheddafi. L’uomo è stato oggetto di un mandato di arresto della Corte penale internazionale per sospetti crimini di guerra durante la rivolta del 2011 e, nel 2013, il tribunale aveva dato alle autorità libiche il via libera per processarlo.

La Libia è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica e ha visto, a livello politico, la presenza di due amministrazioni rivali, quella della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, guidata da Aguila Saleh, e quella del GNA, con a capo Fayez Al-Sarraj, mentre, a livello militare, il fronteggiarsi delle milizie legate al GNA e di quelle dell’Esercito Nazionale Libico del generale Khalifa Haftar.

Il GNA di al-Sarraj è stato il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia sin dalla sua nascita, avvenuta il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017. Il GNA è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze del LNA, vicine alle istituzioni di Tobruk, a livello internazionale, sono state sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

In tale contesto, al momento, dal punto di vista militare, in Libia è attivo un cessate il dallo scorso 23 ottobre 2020, concordato in seguito ad un incontro tra le delegazioni libiche del LNA e del GNA, riunitesi a Ginevra nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. A livello politico, invece, tutte le parti hanno espresso sostegno per l’esecutivo ad interim nominato il 5 febbraio scorso dal Forum di dialogo politico libico. Tale governo transitorio dovrà guidare il Paese fino alle elezioni del 24 dicembre 2021 ed è rappresentato da Mohammad Younes Menfi, in veste di capo del Consiglio presidenziale, e da Abdulhamid Dabaiba, in qualità di primo ministro.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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