Afghanistan: i talebani conquistano Jalalabad e gli USA evacuano l’Ambasciata a Kabul

Pubblicato il 15 agosto 2021 alle 9:17 in Afghanistan USA e Canada

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Mentre i talebani hanno preso il controllo di Jalalabad, domenica 15 agosto, una città chiave nell’Est dell’Afghanistan; gli Stati Uniti hanno iniziato ad evacuare il personale della propria Ambasciata a Kabul, l’ultima grande città del Paese ancora nelle mani delle forze governative.

A riferire la notizia è stata Reuters. Nelle prime ore del 15 agosto, la presa di Jalalabad, definita la principale città nell’Afghanistan Orientale, è avvenuta “senza combattimenti” perché il governatore del centro urbano si è “arreso ai talebani”. A riportarlo è stato un funzionario governativo, il cui nome non è stato rivelato. Per il governatore, acconsentire al passaggio e alla presa di Jalalabad rappresentava l’unica soluzione per “salvare le vite dei civili”. Successivamente, un altro funzionario delle forze di sicurezza di Jalalabad ha sottolineato che, a seguito della resa incondizionata, i talebani hanno permesso ai funzionari governativi di lasciare la città in “modo sicuro”. Anche il secondo testimone ha spiegato che “la decisione di arrendersi è stata presa per evitare vittime e distruzione”. Con la caduta di Jalalabad, i miliziani sono riusciti anche a prendere il controllo di una delle principali autostrade del Paese che conduce anche alla città pakistana di Peshawar.

Nel frattempo, la medesima domenica, il personale diplomatico statunitense a Kabul ha ricevuto l’ordine di evacuare dall’Ambasciata. A partire dalle prime ore del 15 agosto, piccoli gruppi di diplomatici degli USA sono stati portati al di fuori di Kabul, nel timore che i talebani possano assediare anche la capitale nel breve periodo. “La maggior parte del personale è pronta a partire”, anche se “l’Ambasciata continua a funzionare”, ha dichiarato un funzionario statunitense. In precedenza, nella notte tra il 14 e il 15 agosto, la capitale afghana è stata colpita da un blackout che ha interrotto tutte le reti di comunicazione, diffondendo panico tra i residenti.

Gli ultimi sviluppi giungono un giorno dopo gli assedi fulminei dei miliziani, che continuano a guadagnare territorio e centri abitati a discapito delle forze governative. Nello specifico, il 14 agosto, i talebani hanno lanciato un assedio su più fronti contro la città di Mazar-i-Sharif, un importante centro urbano nel Nord dell’Afghanistan, nella provincia di Balkh. Parallelamente, il 13 agosto, gli USA hanno inviato nel Paese Centro Asiatico il primo contingente di 3.000 Marines per contribuire alla parziale evacuazione dell’Ambasciata statunitense a Kabul. Altri rinforzi saranno dispiegati nel Paese entro, il 15 agosto, portando a circa 5.000 la quota di militari degli USA dispiegati nuovamente in Afghanistan. Il Pentagono sta anche trasferendo da 4.500 a 5.000 soldati aggiuntivi nelle proprie basi in Qatar e Kuwait, tra questi 1.000 tra i soldati in Qatar serviranno ad accelerare l’elaborazione dei visti per i traduttori afgani e altri cittadini che temono ritorsioni da parte dei talebani per aver lavorato con gli statunitensi.

 Nell’ultimo periodo, i talebani hanno preso il controllo di gran parte dell’Afghanistan Settentrionale, Occidentale e Meridionale, lasciando al governo di Kabul il controllo di alcune province nel centro e nell’Est, nonché della capitale. L’avanzata dei talebani si è intensificata da quanto la nuova amministrazione statunitense, guidata da Biden, ha confermato il graduale ritiro delle truppe, che sarà ultimato entro il 31 agosto.  Quest’ultimo era stato concordato dagli USA e dai Talebani in occasione dell’Accordo di pace concluso tra le parti a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020. Tuttavia, è da decenni che il Paese è caratterizzato da una profonda instabilità politica. I talebani, un’organizzazione di matrice fondamentalista islamista, sono stati dapprima impegnati nella lotta antisovietica in Afghanistan. Una serie di guerre intestine ha poi visto trionfare questi ultimi, che nel 2001 controllavano la maggioranza del territorio afghano. Lo stesso anno, con l’intervento degli Stati Uniti e il successivo sostegno offerto dalla NATO il regime teocratico instaurato dai talebani è stato rovesciato. Tuttavia, il gruppo ha continuato a lottare per il controllo del territorio e per l’imposizione di un emirato islamico in Afghanistan, lanciando attacchi contro le truppe della coalizione internazionale dell’Alleanza Atlantica schierate in Afghanistan, nonché contro le forze governative di Kabul, considerate “burattini” delle potenze occidentali.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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