Afghanistan: il presidente Ghani lascia il Paese, i talebani entrano a Kabul

Pubblicato il 15 agosto 2021 alle 17:00 in Afghanistan Asia

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Il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese, il 15 agosto, per recarsi  in Tajikistan, secondo alcune fonti, dopo che i talebani hanno circondato la capitale Kabul. In seguito alla fuga di tale notizia, i talebani hanno ricevuto l’ordine di entrare nella cittàper prevenire il saccheggio di Kabul dopo che polizia e funzionari sono fuggiti, presentando un problema di legge e ordine”, secondo quanto affermato da un portavoce del gruppo citato da Al-Arabiya.

La partenza di Ghani dal Paese si colloca in un momento di negoziati per il trasferimento pacifico dei poteri dopo che i combattenti talebani hanno circondato la città dopo aver preso il controllo su 26 dei 34 capoluoghi provinciali del Paese. La notizia della partenza di Ghani è stata inizialmente diffusa da un funzionario del Ministero dell’Interno afghano rimasto anonimo per poi essere confermata dal negoziatore per la pace intra-afghana del governo di Kabul, Abdullah Abdullah. Quest’ultimo, che è formalmente il capo dell’Alto consiglio di riconciliazione nazionale, dal proprio profilo Facebook, ha affermato: “L’ex presidente afghano ha lasciato la Nazione”.

L’ufficio presidenziale del Paese aveva invece affermato di non poter dichiarare nulla sui movimenti di Ghani per ragioni di sicurezza. In parallelo, un rappresentante dei talebani aveva affermato che il gruppo stava verificando la posizione di Ghani.

Il 15 agosto, i talebani hanno circondato Kabul, promettendo di aver chiesto ai propri combattenti da astenersi dalle violenze e hanno offerto un passaggio sicuro a tutti coloro che volessero lasciare la città. Il portavoce per i media internazionali per i talebani, Suhail Shaheen, ha affermato che il gruppo si aspetta una transizione pacifica del potere nei prossimi giorni. Parlando alla BBC, l’uomo ha affermato: “Assicuriamo alle persone, in particolare nella città di Kabul, che le loro proprietà, le loro vite sono al sicuro”. I combattenti sarebbero ancora ai margini della città in attesa di un trasferimento pacifico del potere, che i talebani si aspettano avverrà tra pochi giorni.

Nella stessa giornata, a tal proposito, il ministro dell’Interno afghano, Abdul Sattar Mirzakwal, ha dichiarato che ci sarà un ” trasferimento di potere pacifico” a un governo di transizione, dopo che i talebani avranno ordinato ai propri combattenti di trattenersi dall’entrare a Kabul. Mirzakwal ha affermato: “Il popolo afghano non dovrebbe preoccuparsi. Non ci sarà nessun attacco alla città e ci sarà un trasferimento pacifico del potere al governo di transizione”.

Tra le dichiarazioni finora rilasciate a livello internazionale, la Russia ha affermato che ancora non riconosce i talebani come la legittima autorità afghana. Intanto, più Paesi stanno evacuando i propri cittadini dall’Afghanistan.

L’avanzata dei talebani si colloca in concomitanza con il ritiro delle forze straniere guidate dagli Stati Uniti in Afghanistan che sarà ultimato entro il prossimo 31 agosto. Quest’ultimo era stato concordato dagli USA e dai Talebani in occasione dell’Accordo di pace concluso tra le parti a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020. Secondo quanto stabilito da tale accordo, gli USA si erano impegnati a ritirare tutti i propri soldati presenti in Afghanistan entro quattordici mesi dalla firma dell’intesa, mentre, i talebani, dopo aver richiesto uno scambio di prigionieri al governo di Kabul, avevano accettato di partecipare ai negoziati di pace intra-afghani, iniziati il successivo 12 settembre, e avevano fornito garanzie di sicurezza agli USA, quali, ad esempio, l’interruzione dei rapporti con gruppi terroristici, quali Al-Qaeda. I colloqui non hanno prodotto risultati concreti e sono aumentate le violenze interne al Paese.

Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, l’Afghanistan ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte del territorio nazionale, ottenuto in seguito ad una sanguinosa guerra civile combattuta contro le varie fazioni locali.  In tale contesto, nel 2001, gli Stati Uniti avevano invaso l’Afghanistan con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani e che avevano fornito asilo ad Al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001, dove persero la vita circa 3.000 persone. Nel 2003, anche la NATO era intervenuta, decimando la presenza degli estremisti islamici sul territorio afghano e relegando i talebani in alcune roccaforti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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