Cuba: arrivano nuove sanzioni statunitensi

Pubblicato il 14 agosto 2021 alle 12:54 in Cuba USA e Canada

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Il Dipartimento del Tesoro degli USA ha annunciato nuove sanzioni contro due funzionari del Ministero dell’interno cubano e un’unità militare del Paese, il 13 agosto, per la repressione violenta delle proteste di luglio 2021.

I funzionari sanzionati sono Romarico Vidal Sotomayor Garcia e Pedro Orlando Martinez Fernandez, mentre l’unità militare sono le Tropas de Prevencion (TDP) del Ministero delle forze armate rivoluzionarie di Cuba. Il direttore dell’ufficio per il controllo sui beni esteri al Dipartimento del Tesoro, Andrea M Gacki, ha dichiarato che: “L’azione odierna ha fatto luce su ulteriori autori responsabili della repressione degli appelli del popolo cubano alla libertà e al rispetto dei diritti umani”.

Il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, ha poi affermato che i soldati delle TDP sarebbero stati schierati e avrebbero “attaccato e picchiato i manifestanti, mentre effettuavano arresti violenti”. Blinken ha aggiunto: “Gli Stati Uniti sostengono il popolo di Cuba nel coraggioso appello alla libertà mentre identifichiamo coloro che li opprimono e tentano di mantenere un sistema repressivo”, promettendo che Washington continuerà ad agire in tal senso.

Il ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodriguez, ha criticato le sanzioni statunitensi dal proprio account Twitter definendole “opportuniste”. Rodriguez ha affermato che le azioni statunitensi evidenziano il doppio standard impiegato dal governo di Washington che, a sua detta, ha usato manipolazioni e bugie per mantenere un blocco su Cuba.

Il 22 luglio scorso, gli USA avevano imposto sanzioni contro il ministro della Difesa cubano, Álvaro López Miera, e la Brigata Speciale Nazionale del Ministero degli Interni, nota come Berretti Neri, in relazione alla repressione delle proteste a favore della democrazia, iniziate a Cuba lo scorso. Il presidente degli USA, Joe Biden, aveva dichiarato che le sanzioni sarebbero servite a far assumere le proprie responsabilità al Governo cubano, affermando che Washington avrebbe potuto adottare ulteriori misure dello stesso genere.

Le proteste a Cuba erano iniziate l’11 luglio scorso, quando migliaia di persone erano scese in strada in diverse città del Paese, dall’Avana a Santiago, per protestare contro il governo, lamentando mancanza di cibo e medicinali, interruzioni della connessione a Internet, limitazioni agli spostamenti e la gestione della pandemia di coronavirus. In particolare, il Paese sta attraversando la peggior crisi economica dalla caduta dell’Unione Sovietica, nel 1991. Oltre a questo, il Paese sta affrontando un aumento dei contagi di coronavirus, con 8.194 casi giornalieri al 13 agosto, per un totale di 491.904 infezioni e 3.757 decessi.

Il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel, ha incolpato dei disordini gli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno inasprito il loro embargo commerciale sull’isola, attivo dagli anni Sessanta. Diaz-Canel ha dichiarato che molti manifestanti fossero sinceri ma manipolati dalle campagne sui social media orchestrate dagli Stati Uniti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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