Afghanistan: assedio a Mazar-i-Sharif, Ghani parla alla Nazione

Pubblicato il 14 agosto 2021 alle 11:31 in Afghanistan Asia

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I talebani hanno lanciato un assalto su più fronti contro la città di Mazar-i-Sharif, un importante centro urbano nel Nord dell’Afghanistan, nella provincia di Balkh, il 14 agosto. Al contempo, il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha deciso di parlare alla Nazione, promettendo di continuare a lottare contro l’offensiva dei talebani che, ad oggi, controllano 18 delle 34 province afghane.

Ghani ha affermato che la mobilitazione delle forze di sicurezza nazionali è una “priorità assoluta” e ha promesso che troverà il modo di aiutare le migliaia di persone sfollate in seguito ai combattimenti in corso in tutto il Paese. Il discorso del 14 agosto ha rotto il silenzio del governo di fronte all’avanzata dei talebani in più province e città afghane, comprese Herat e Kandhar, che sono rispettivamente  il terzo e il secondo centro urbano del Paese. Ghani ha affermato che sono in corso consultazioni i cui esiti saranno presto svelati, promettendo anche che il governo concentrerà sforzi nella prevenzione dell’instabilità, della violenza e dello sfollamento della popolazione.

Lo stesso 14 agosto, a Kandahar, i talebani hanno sequestrato una stazione radio e sono andati in onda. Il gruppo ha diffuso un video in cui un membro ha annunciato l’acquisizione della stazione radio, che è stata ribattezzata Voice of Sharia, o legge islamica, specificando che tutti i dipendenti erano presenti e che trasmetteranno notizie, analisi politiche e recitazioni del Corano, anziché musica. Non è chiaro se i talebani abbiano rimosso i precedenti dipendenti e li abbiano sostituiti o meno. La maggior parte dei residenti di Kandahar sta indossando l’abito tradizionale apprezzato dai talebani. In passato, il gruppo ha gestito stazioni radio mobili ma non ha mai controllato una stazione all’interno di una grande città dalla fine del suo controllo sul Paese, dal 1996 al 2001. Al tempo, i talebani gestivano una stazione chiamata Voice of Sharia a Kandahar, che è anche il luogo d’origine del gruppo militante, e la musica era stata vietata.

Parallelamente, il 13 agosto, è arrivato in Afghanistan il primo contingente di 3.000 Marines degli USA per contribuire alla parziale evacuazione dell’ambasciata statunitense nel Paese e altri rinforzi arriveranno entro il 15 agosto. Il Pentagono sta anche trasferendo da 4.500 a 5.000 soldati aggiuntivi nelle proprie basi in Qatar e Kuwait, tra questi 1.000 tra i soldati in Qatar serviranno ad accelerare l’elaborazione dei visti per i traduttori afgani e altri cittadini che temono ritorsioni da parte dei talebani per aver lavorato con gli statunitensi.

Nelle ultime settimane, i talebani hanno catturato gran parte dell’Afghanistan settentrionale, occidentale e meridionale, lasciando al governo di Kabul il controllo di alcune province nel centro e nell’Est, nonché della capitale e della città settentrionale di Mazar- i-Sharif. Il ritiro delle forze straniere e la rapida ritirata delle truppe hanno sollevato timori che i talebani possano tornare al potere o che il Paese possa precipitare nella guerra civile.

L’avanzata dei talebani si colloca in concomitanza con il ritiro delle forze straniere guidate dagli Stati Uniti in Afghanistan che sarà ultimato entro il prossimo 31 agosto. Quest’ultimo era stato concordato dagli USA e dai Talebani in occasione dell’Accordo di pace concluso tra le parti a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020. Secondo quanto stabilito da tale accordo, gli USA si erano impegnati a ritirare tutti i propri soldati presenti in Afghanistan entro quattordici mesi dalla firma dell’accordo, mentre, i talebani, dopo aver richiesto uno scambio di prigionieri al governo di Kabul, avevano accettato di partecipare ai negoziati di pace intra-afghani, iniziati il successivo 12 settembre, e avevano fornito garanzie di sicurezza agli USA, quali, ad esempio, l’interruzione dei rapporti con gruppi terroristici, quali Al-Qaeda.

Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte dell’Afghanistan, ottenuto in seguito ad una sanguinosa guerra civile combattuta contro le varie fazioni locali.  In tale contesto, nel 2001, gli Stati Uniti avevano invaso l’Afghanistan con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani e che avevano fornito asilo ad Al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001, dove persero la vita circa 3.000 persone. Nel 2003, anche la NATO era intervenuta, decimando la presenza degli estremisti islamici sul territorio afghano e relegando i talebani in alcune roccaforti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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