Russia: espulsa una giornalista britannica della BBC

Pubblicato il 13 agosto 2021 alle 18:03 in Russia UK

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La Russia ha esortato, venerdì 13 agosto, una giornalista britannica della BBC a Mosca, Sarah Rainsford, a tornare in Gran Bretagna entro la fine del mese di agosto. Si tratta di una contromisura adottata dalla Federazione in risposta alle “discriminazioni” di Londra contro i giornalisti russi che lavorano in Gran Bretagna.

A riferire la notizia, il medesimo venerdì, è stata l’emittente televisiva russa Rossiya-24, riportata da Reuters. A detta di analisti internazionali, tale mossa, che sembra avere tutte le caratteristiche di un’espulsione diplomatica, segnerebbe un ulteriore deterioramento delle già precarie relazioni bilaterali tra Mosca e Londra. Stando a quanto riportato da Rossiya-24, Rainsford, una delle due corrispondenti britanniche della BBC in Russia, ha definito il ritorno in patria come una “deportazione simbolica”.

L’agenzia di stampa russa RBC ha rivelato che le autorità russe hanno concordato di non rinnovare l’accreditamento di Rainsford per lavorare come giornalista nella capitale della Federazione. L’accreditamento, così come il visto della giornalista, scadranno a fine mese, pertanto tali documenti non saranno rinnovati ulteriormente. Come è stato anticipato, si tratterebbe di una contromisura adottata da Mosca per rispondere alla decisione di Londra di non rinnovare o rilasciare visti ai giornalisti russi che operano in Gran Bretagna.  

Il Ministero degli Esteri della Federazione, commentando tali sviluppi, ha spiegato che l’espulsione di Rainsford rappresenta una “risposta simmetrica” alle discriminazioni perpetrate da Londra. La portavoce del suddetto dipartimento russo, Maria Zakharova, ha reso noto che, alcuni giorni prima dell’espulsione, una serie di rappresentanti della BBC erano stati convocati presso il Ministero degli Esteri russo per spiegare loro i dettagli della decisione del Cremlino. Zakharova ha poi affermato che Mosca, da parte sua, aveva avvertito più volte Londra sulle contromisure che avrebbe preso per condannare la “persecuzione di giornalisti russi” in Gran Bretagna.  

Gli ultimi sviluppi sono da collocare nel quadro delle imminenti elezioni parlamentari della Federazione, che si terranno dal 17 al 19 settembre. In tale contesto, è importante sottolineare che l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha dichiarato, il 4 agosto, che non intende inviare osservatori per monitorare il corretto svolgimento delle votazioni. La causa è la stretta che le autorità di Mosca hanno posto sul numero di osservatori consentiti nel Paese, la quale è stata interpretata come una limitazione dell’autonomia dell’OSCE.

Il direttore dell’Office for Democratic Institutions and Human Rights (ODIHR) dell’Organizzazione, Matteo Mecacci, ha giustificato la decisione, spiegando che la mancanza di osservatori è legata alle restrizioni imposte dalle autorità russe nel quadro del monitoraggio elettorale. Il direttore ha dunque sottolineato che per l’Organizzazione è fondamentale poter stabilire in modo autonomo quanti osservatori inviare in un Paese. Tuttavia, le limitazioni imposte dalle autorità di Mosca hanno ridotto significativamente il numero totale di osservatori consentiti. Pertanto, ha osservato Mecacci, la mossa dell’OSCE è stata “inevitabile”. “Con nostro grande rammarico, non saremo in grado di monitorare le imminenti elezioni in Russia”, ha affermato il rappresentante europeo.

Dall’altra parte, il Ministero degli Esteri della Federazione ha definito “deplorevole” la scelta dell’OSCE. Commentando l’assenza di funzionari europei durante le elezioni parlamentari russe, un membro della Commissione per la Protezione del Consiglio per la difesa della sovranità della Federazione Russa, Aleksandr Bashkin, ha dichiarato che si tratta di un chiaro escamotage di Bruxelles. Secondo Bashkin, lo scopo ultimo sarà di definire “illegali” i risultati delle votazioni parlamentari.

Dal 17 al 19 settembre, i cittadini russi saranno chiamati alle urne per le elezioni parlamentari della Duma di Stato, ovvero la Camera Bassa. Secondo il sistema della Federazione, la Duma viene eletta a cadenza quinquennale attraverso un sistema elettorale misto. La campagna elettorale è ancora in corso mentre i seggi per la registrazione dei candidati è terminata il 4 agosto.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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