Nicaragua: il Governo accusa la Spagna di avere “pretese coloniali”

Pubblicato il 13 agosto 2021 alle 10:30 in America centrale e Caraibi Spagna

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Il Governo del Nicaragua ha risposto, il 12 agosto, alla richiesta di consultazioni dell’ambasciatore spagnolo a Managua, María del Mar Fernández-Palacio. Questa misura è stata adottata dopo che l’amministrazione del presidente Daniel Ortega ha inviato una dichiarazione al Governo spagnolo, recriminando un presunto atteggiamento di interferenza politica in questioni di interesse nazionale nicaraguense. “Non sta a noi analizzare la profonda crisi politica, democratica, economica e sociale che sta vivendo la Spagna. Tuttavia, vista la sua ripetuta ingerenza nei nostri affari, dimostrando di avere pretese coloniali senza precedenti a 200 anni di indipendenza, ratifichiamo quanto detto in precedenza”, ha affermato il Governo del Nicaragua.

La Spagna ha avvertito, il 9 agosto, che le elezioni nel Paese latino-americano non sono credibili dopo la cancellazione, 3 mesi prima delle elezioni generali, della personalità giuridica dell’alleanza di opposizione Ciudadanos por la Libertad (CxL) da parte del Consiglio Elettorale Supremo del Nicaragua. Attraverso un comunicato del Ministero degli Affari Esteri, il Governo spagnolo ha ritenuto che tale provvedimento, insieme ad altri recentemente adottati dalle autorità latino-americane, “impedisca al processo elettorale in corso di offrire un risultato con garanzie e credibilità”.

Il Nicaragua, dal canto suo, ha ricordato alla Spagna “le sue gravi questioni in sospeso, che risalgono agli anni ’80, quando il presidente di allora, Don Felipe González, ha creato i cosiddetti Gruppi di liberazione antiterrorismo (GAL) che hanno macchiato per sempre il Paese a causa dei crimini contro l’umanità, mai indagati o processati”. Per il Nicaragua, “ciò mostra il carattere immorale delle istituzioni spagnole”. Lo Stato latino-americano ha quindi invitato la Spagna a riflettere, “non avendo avuto mai avuto il coraggio di confessare le proprie colpe”.

Secondo il Ministero degli Affari Esteri della Spagna, il Nicaragua sta attraversando una profonda crisi politica, economica e sociale che si è aggravata nelle ultime settimane a causa “dell’intensificarsi della repressione” da parte delle autorità governative contro gli attori dell’opposizione politica e sociale, nonché contro media indipendenti. Alle lamentele sulla mancanza di credibilità delle elezioni in Nicaragua si sono unite anche le Nazioni Unite, gli Stati Uniti, l’Unione Europea, il Canada e il Regno Unito.

Il Governo spagnolo ha chiesto allo Stato del Nicaragua di rispettare gli impegni internazionali acquisiti e i propri precetti costituzionali, affinché siano garantiti i diritti di tutti i suoi cittadini e la libera partecipazione politica.

Tuttavia, l’amministrazione Ortega ha ratificato le sue affermazioni e ha chiesto alle autorità spagnole “di rispettare i loro obblighi in termini di diritti umani e democrazia, in un quadro giuridico non repressivo, che garantisca processi sociali, politici ed elettorali”.

A partire dal 2 giugno, Ortega ha incarcerato 32 membri dell’opposizione, tra cui 7 candidati alla presidenza. L’ultimo arresto risale al 9 agosto, quando il Governo ha arrestato l’ex ambasciatore del Nicaragua in Costa Rica, Mauricio José Díaz Dávila. Dávila è anche membro del partito CxL, che è stato sciolto dai magistrati elettorali, sostenitori di Ortega, per aver iscritto come candidati alle cariche pubbliche persone considerate “traditrici della patria”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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